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Il direttore tecnico della Nazionale di nuoto: “Hanno sbagliato e la federazione non resterà in silenzio”

Cesare Butini, direttore tecnico della Nazionale di nuoto dal 2012 

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Sul caso Pilato-Tarantino parla Cesare Butini: “Quella che hanno commesso è stata una grande sciocchezza. Parlerò con il presidente Barelli e prenderemo provvedimenti”
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Cesare Butini, 67 anni, romano, ex nuotatore poi allenatore federale, è laureato in giurisprudenza ed è il direttore tecnico della nazionale di nuoto dal 2012.

Butini, la sua reazione al caso Pilato-Tarantino?

«Di grande amarezza per un comportamento che non giova a nessuno e di certo nuoce al movimento in generale».

Ha avuto modo di sentire le due ragazze?

«No, e non solo perché i fatti si sono svolti in un periodo fuori dalla convocazione in nazionale, ma anche perché non ho proprio voluto. Cosa avrei potuto dire se non quello che avranno già detto loro i genitori?».

Fossero state le sue figlie?

«Mi sarei infuriato. Nel mio ruolo avrò modo di sicuro di parlarci: dirò loro che hanno fatto una grande stupidaggine. Sono dei portavalori, anche quando non indossano la tuta azzurra. Quello che hanno fatto è molto grave. Finire in prima pagina per questo, anche no».

Ha capito la dinamica dei fatti?

«Non moltissimo, non c’ero e non posso essere più preciso. Ma dico una co…

Cesare Butini, 67 anni, romano, ex nuotatore poi allenatore federale, è laureato in giurisprudenza ed è il direttore tecnico della nazionale di nuoto dal 2012.

Butini, la sua reazione al caso Pilato-Tarantino?

«Di grande amarezza per un comportamento che non giova a nessuno e di certo nuoce al movimento in generale».

Ha avuto modo di sentire le due ragazze?

«No, e non solo perché i fatti si sono svolti in un periodo fuori dalla convocazione in nazionale, ma anche perché non ho proprio voluto. Cosa avrei potuto dire se non quello che avranno già detto loro i genitori?».

Fossero state le sue figlie?

«Mi sarei infuriato. Nel mio ruolo avrò modo di sicuro di parlarci: dirò loro che hanno fatto una grande stupidaggine. Sono dei portavalori, anche quando non indossano la tuta azzurra. Quello che hanno fatto è molto grave. Finire in prima pagina per questo, anche no».

Ha capito la dinamica dei fatti?

«Non moltissimo, non c’ero e non posso essere più preciso. Ma dico una cosa che dico per le staffette: bisogna essere in quattro a farle».

Pilato e Tarantino sono entrambe staffettiste: non la preoccupano le conseguenze sul lato tecnico?

«Sì certo, perché questa storia ha colpito una medaglia del Mondiale che è diventata anche una gara olimpica. E mi preoccupa il peso che dovremmo dare al tutto e che dovrà essere un peso giusto. Ma per la staffetta in sé, sarò egoista, sono ben coperto. Ci sono Anita Bottazzo e Lisa Angiolini nella rana. Mi pongo semmai più il problema nello stile libero, ma dovesse essere necessario, daremo spazio a qualcun altro».

Che tipo di provvedimenti potreste prendere?

«La federazione ha stigmatizzato l’accaduto anche se le ragazze non erano in convocazione nazionale. Col presidente Paolo Barelli valuteremo nei prossimi giorni la situazione e prenderemo provvedimenti quando avremo più elementi per un quadro più chiaro. Io in genere mi concentro su altre attività, ma un segnale dovremo darlo, questo è sicuro. Credo che una valutazione diversa dovranno farle le Fiamme Gialle con Tarantino. Ma in generale è una storia che deve servire a tutti noi».

Cosa intende?

«Che dovremmo prendere spunto da questa brutta vicenda per far capire ai ragazzi che con la loro visibilità sono un esempio per tutti. Sono certo che le ragazze coinvolte siano piuttosto provate. Ma mi auguro che ne traggano esperienza e soprattutto che tutto questo diventi un monito per tutti. Dobbiamo anche noi adulti trovare il modo di farli crescere e far loro comprendere che hanno fatto una grandissima stupidaggine. Spero che riusciamo a ritrovare tranquillità e si ricominci a parlare di sport».

La convince il trasferimento di Pilato da Torino a Roma?

«Del tutto, era una delle prime scelte quando lei aveva deciso di lasciare Taranto e Vito D’Onghia. La seguirà Mirko Nozzolillo che sa gestire sia i giovani che i più esperti come Silvia Di Pietro che a 32 anni ha firmato il primato italiano nei 50 farfalla a Singapore. Pilato ci ha abituato che ogni due anni ha bisogno di nuovi stimoli. Spero che riesca a mettersi alle spalle tutta questa brutta storia».

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