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Appello di Leone XIV per il Sudan: “Rischio di catastrofe umanitaria”

(reuters)

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Il Papa interviene dopo la frana che ha causato oltre mille morti e mentre in Darfur proseguono carestia e violenze. All’udienza generale ricorda Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati che canonizzerà domenica
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Appello di papa Leone XIV per evitare la “catastrofe umanitaria” in Sudan. “Dal Sudan, in particolare dal Darfur, giungono notizie drammatiche”, ha detto il Pontefice a conclusione dell’udienza generale in piazza San Pietro. “A El Fasher numerosi civili sono intrappolati nella città, vittime di carestia e violenze, a Tarasin una frana devastante ha causato moltissimi morti, lasciando dietro di sé dolore e disperazione. E come se non bastasse, la diffusione del colera minaccia centinaia di migliaia di persone già stremate. Sono più che mai vicino alla popolazione sudanese, in particolare alle famiglie, ai bambini e agli sfollati. Prego per tutte le vittime. E rivolgo un appello accorato ai responsabili e alla comunità internazionale affinché siano garantiti corridoi umanitari e si attui una risposta coordinata per fermare questa catastrofe umanitaria. È tempo di avviare un dialogo serio, sincero e inclusivo tra le parti per porre fine al conflitto e restituire al popolo del Sudan spera…

Appello di papa Leone XIV per evitare la “catastrofe umanitaria” in Sudan. “Dal Sudan, in particolare dal Darfur, giungono notizie drammatiche”, ha detto il Pontefice a conclusione dell’udienza generale in piazza San Pietro. “A El Fasher numerosi civili sono intrappolati nella città, vittime di carestia e violenze, a Tarasin una frana devastante ha causato moltissimi morti, lasciando dietro di sé dolore e disperazione. E come se non bastasse, la diffusione del colera minaccia centinaia di migliaia di persone già stremate. Sono più che mai vicino alla popolazione sudanese, in particolare alle famiglie, ai bambini e agli sfollati. Prego per tutte le vittime. E rivolgo un appello accorato ai responsabili e alla comunità internazionale affinché siano garantiti corridoi umanitari e si attui una risposta coordinata per fermare questa catastrofe umanitaria. È tempo di avviare un dialogo serio, sincero e inclusivo tra le parti per porre fine al conflitto e restituire al popolo del Sudan speranza, dignità e pace”.

Acutis e Frassati

Leone XIV ha evocato Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati, i giovani che canonizzerà domenica prossima, al momento di salutare i fedeli di lingua polacca presenti all’interno del colonnato berniniano: “Settembre sia un mese di preghiera per i bambini e i giovani che tornano a scuola e per coloro che si prendono cura della loro istruzione”, ha detto. E poi: “Chiedete per intercessione dei Beati, e presto Santi, Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, il dono di una fede profonda nel cammino di maturazione”.

Il valore di essere deboli

Nel corso della catechesi, Leone si è soffermato sul passaggio evangelico nel quale Gesù è ormai sulla croce: “Ho sete, dice Gesù, e in questo modo manifesta la sua umanità e anche la nostra”, ha sottolineato il Papa. “Nessuno di noi può bastare a sé stesso. Nessuno può salvarsi da solo. La vita si compie non quando siamo forti, ma quando impariamo a ricevere”. Questo, ha proseguito Prevost, “è il paradosso cristiano: Dio salva non facendo, ma lasciandosi fare”. E se “viviamo in un tempo che premia l’autosufficienza, l’efficienza, la prestazione”, ha detto, “il Vangelo ci mostra che la misura della nostra umanità non è data da ciò che possiamo conquistare, ma dalla capacità di lasciarci amare e, quando serve, anche aiutare”. In questo senso, “proprio nel chiedere – non nel possedere – si apre una via di libertà perché smettiamo di pretendere di bastare a noi stessi”, ha detto Leone XIV. “Nella fraternità, nella vita semplice, nell’arte di domandare senza vergogna e di offrire senza calcolo, si nasconde una gioia che il mondo non conosce”.

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