Vittorio Vitiello è stato tradito dai gattini. Dagli avatar alle chat, l’immagine che usava era sempre quella di un gatto. Uno dei suoi nickname era “Bossmiao”. Uno degli indirizzi da cui arrivavano le mail ad alcune vittime del sito sessista: “Admin miao”. E quando è scoppiato il caso dei forum pieni di foto, commenti misogini, spycam, la prima cosa a sparire è stato proprio il gatto, dall’immagine dal profilo Telegram.
Ripercorrendo al contrario le impronte lasciate nella rete, l’esperto di cyberintelligence Alex Orlowski e la polizia postale, al lavoro in questi giorni sul dietro le quinte del forum, sono riusciti a risalire all’uomo che gestiva “Phica.eu”. O almeno a uno degli uomini. Un nome, un cognome, una società, già noti alla postale. Che per questo è andata a colpo sicuro.
Vittorio Vitiello è stato tradito dai gattini. Dagli avatar alle chat, l’immagine che usava era sempre quella di un gatto. Uno dei suoi nickname era “Bossmiao”. Uno degli indirizzi da cui arrivavano le mail ad alcune vittime del sito sessista: “Admin miao”. E quando è scoppiato il caso dei forum pieni di foto, commenti misogini, spycam, la prima cosa a sparire è stato proprio il gatto, dall’immagine dal profilo Telegram.
Ripercorrendo al contrario le impronte lasciate nella rete, l’esperto di cyberintelligence Alex Orlowski e la polizia postale, al lavoro in questi giorni sul dietro le quinte del forum, sono riusciti a risalire all’uomo che gestiva “Phica.eu”. O almeno a uno degli uomini. Un nome, un cognome, una società, già noti alla postale. Che per questo è andata a colpo sicuro.
Vittorio Vitiello, 45 anni, nato a Pompei, residente a Firenze, era già stato intercettato e ascoltato nel 2019 per la stessa storia: segnalazioni per la diffusione di foto di personaggi pubblici. Del portale, allora, aveva fornito tutti i dati tecnici. I server risultano all’estero.
Non ci sono in chiaro collegamenti tra Vitiello e “Phica”. E lui risulta attualmente amministratore unico in Italia della società Lupotto Srl, costituita all’inizio del 2023, con sede legale a Firenze e l’obiettivo di condurre «campagne pubblicitarie» e «organizzazione di eventi con l’aiuto di social network e influencer». Dai bilanci l’impresa risulta aver fatturato circa 150mila euro l’anno nel 2023 e nel 2024. Il suo nome viene però confermato da fonti vicine agli inquirenti, anche se al momento non è indagato.
Di lui gli ex vicini di casa a Firenze ricordano solo qualche frammento, immagini sfocate di una persona vista di rado, che di certo amava i gatti: «Un uomo alto e grosso, molto schivo e riservato. Stava sempre chiuso in casa — dice chi gli abitava accanto — ordinava tutto online, arrivavano continuamente pacchi, spesa, lettiere e cibo per gatti». Trascorreva spesso le notti sveglio al computer, si faceva recapitare a domicilio grossi pacchi, mettendo da parte le scorte. Negli ultimi mesi aveva cambiato quartiere per trasferirsi in un appartamento che ha appena ristrutturato.
Di quell’uomo, che sarebbe stato al centro di un forum da più di 700mila iscritti, non ci sono praticamente tracce palesi neppure online. Nessun profilo social, neppure un sito con il suo nome, nonostante ufficialmente si occupasse di consulenza per attività informatiche.
Chi indaga è convinto però che non sia l’unico gestore a celarsi dietro al sito, come “Phica” non era l’unico portale, ma un nodo di un network più grande nel quale diverse piattaforme si rimbalzavano pubblicità, affiliazioni, banner, pop up. Vitiello, dunque, non avrebbe fatto tutto da solo, soprattutto rispetto ai ricavi economici di un sito come “Phica”. Sul giro d’affari così come sui nomi sotto la superficie del forum e su quelli degli utenti che potrebbero aver commesso illeciti continua l’attività d’indagine.
Sarebbe però proprio Vitiello l’autore dei post che continuano ad apparire sulla homepage del sito, chiuso da giovedì scorso. Ora lì campeggia una scritta: «Tutte le discussioni sono rimosse e a disposizione delle autorità competenti in caso di denuncia, con log e informazioni». Seguono due mail, indirizzate sempre all’amministratore e al suo staff, una per comunicazioni alla postale, l’altra per rimuovere gli account.
In un lunghissimo post “Bossmiao” tenta poi la sua difesa e respinge le accuse di estorsione. L’admin ricostruisce una vicenda che prende le mosse nel dicembre del 2023 quando un utente chiede la rimozione di un messaggio relativo a una persona iscritta a Onlyfans. Dopo le prime cancellazioni, «come sempre gratuite» e visto che i link sulla creator continuavano a spuntare, l’admin propone un «servizio a pagamento»: la ricerca e la rimozione da parte dello staff di tutti i messaggi in cui compare la ragazza di Onlyfans. Il paragone che fa il gestore è questo: «Se ordini una pizza e vai a prenderla di persona, non paghi alcun supplemento; la pizzeria però può proporti la consegna a domicilio con un costo aggiuntivo». Da lì partono le offerte economiche: «700 euro» per 30 giorni di protezione. Poi «gli sconti» di 300 euro. La ragazza accetta. Si chiede un «pagamento crypto», ci si accorda alla fine per Paypal. Arriva, infine, la proposta di pacchetti da 250 a 1.000 euro per rimuovere il materiale da vari siti. La discussione si accende: accuse e minacce di denunce da una parte, difese dall’altra. Alla fine “Bossmiao”-Vitiello chiosa: «Il lavoro è una cosa, la morale un’altra. Il sito è legale, non è morale».