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Il Papa inaugura il borgo Laudato si’ a Castel Gandolfo: “Siamo creature e non creatori”

(agf)

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Questo pomeriggio la cerimonia e la benedizione con spettacolo di Bocelli accompagnato dal figlio. La serra a forma di piazza San Pietro eredità di Francesco. “Arriveranno 250mila persone all’anno, venderemo formaggi, gelato e vino prodotto nelle ville pontificie”
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Circondato inizialmente da mistero e dubbi, poi lungamente preannunciato, infine apre i battenti il borgo Laudato si’ a Castel Gandolfo: è stato il Papa in persona ad inaugurarlo questo pomeriggio nelle ville pontificie adagiate sul cono del lago dei Colli albani: “Siamo creature tra le creature”, ha sottolineato Leone XIV, “e non creatori”.

Privilegi e responsabilità

“Gesù sottolinea il posto speciale riservato, nell’atto creativo, all’essere umano”, ha detto il Papa: “La creatura più bella, fatta a immagine e somiglianza di Dio. Ma a tale privilegio è associata una grande responsabilità: quella di custodire tutte le altre creature, nel rispetto del disegno del Creatore. La cura del creato, dunque, rappresenta una vera e propria vocazione per ogni essere umano, un impegno da svolgere all’interno del creato stesso, senza mai dimenticare che siamo creature tra le creature e non creatori”.

Il seme di speranza di Francesco

Il Borgo Laudato si’, ha sottolineato Leone, “è un seme di speran…

Circondato inizialmente da mistero e dubbi, poi lungamente preannunciato, infine apre i battenti il borgo Laudato si’ a Castel Gandolfo: è stato il Papa in persona ad inaugurarlo questo pomeriggio nelle ville pontificie adagiate sul cono del lago dei Colli albani: “Siamo creature tra le creature”, ha sottolineato Leone XIV, “e non creatori”.

Privilegi e responsabilità

“Gesù sottolinea il posto speciale riservato, nell’atto creativo, all’essere umano”, ha detto il Papa: “La creatura più bella, fatta a immagine e somiglianza di Dio. Ma a tale privilegio è associata una grande responsabilità: quella di custodire tutte le altre creature, nel rispetto del disegno del Creatore. La cura del creato, dunque, rappresenta una vera e propria vocazione per ogni essere umano, un impegno da svolgere all’interno del creato stesso, senza mai dimenticare che siamo creature tra le creature e non creatori”.

Il seme di speranza di Francesco

Il Borgo Laudato si’, ha sottolineato Leone, “è un seme di speranza, che papa Francesco ci ha lasciato come eredità, un seme che può portare frutti di giustizia e di pace. E lo farà rimanendo fedele al proprio mandato: essere un modello tangibile di pensiero, di struttura e di azione, in grado di favorire la conversione ecologica attraverso l’educazione e la catechesi. Quello che vediamo oggi è una sintesi di straordinaria bellezza, dove spiritualità, natura, storia, arte, lavoro e tecnologia intendono coabitare in armonia. E’ questa in definitiva l’idea del borgo”, ha concluso il Papa, “un luogo di vicinanza e prossimità conviviale. E tutto questo non può non parlarci di Dio”.

Da da mangiare a pesci e cavalli

Prima della liturgia della parola con il rito della benedizione il Papa ha effettuato una visita dei 55 ettari del borgo, che in realtà già conosce per avere trascorso qui una parte dell’estate, si è fermato a dare da mangiare ai pesci presenti in uno stagno e ad un cavallo bianco simile a quelli che ha cavalcato quando era missionario e vescovo in Perù.

Concerto di Bocelli col figlio

Oltre ai dipendenti e ai collaboratori della nascente realtà, era presente Andrea Bocelli: sua l’esecuzione canora conclusiva del “Dolce sentire” insieme a suo figlio Matteo.

(agf)

Curia romana in trasferta

Leone XIV è arrivato è previsto poco prima delle 16 accolto dal cardinale Fabio Baggio, che del borgo ha la responsabilità, insieme ai suoi collaboratori, suor Alessandra Smerilli e don Manuel Dorantes. All'inaugurazione erano presenti il vescovo di Albano, monsignor Vincenzo Viva, e numerosi rappresentanti della Curia romana, tra i quali i cardinali José Tolentino de Mendonça, Lazzaro You Heung-sik, Peter Turkson, la presidente del Governatorato vaticano, suor Raffaella Petrini, il presidente dell'Apsa, monsignor Giordano Piccinotti, il ministro degli Esteri della Santa Sede, monsignor Paul Richard Gallagher, il prefetto del dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini, il presidente della pontificia accademia per la Vita, monsignor Renzo Pegoraro, e la direttrice dei Musei vaticani Barbara Jatta.

Tra gli sfollati della guerra

Tra i presenti è previsto che saluti il Papa anche Pio Eugenio Zevini, nato 80 anni fa nel letto che apparteneva a Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli, quando le ville pontificie aprirono i cancelli alla popolazione locale – tra cui diverse donne incinte – che cercava riparo, durante la seconda guerra mondiale, dalle razzie naziste e dai raid aerei statunitensi, uno dei quali, alla fine, colpì la zona extraterritoriale vaticana provocando oltre cinquecento morti tra i profughi.

La serra a forma di San Pietro

Il pezzo forte del borgo è una grande serra la cui forma ricorda piazza San Pietro, un “santuario polifunzionale”, che ospiterà specie locali e piante dal forte simbolismo religioso e mostrerà “la convivenza tra specie anche molto diverse tra loro”. Papa Francesco aveva disertato Castel Gandolfo, preferendo trascorrere le sue vacanze a casa, in Vaticano, ma ha voluto in qualche modo indennizzare l’economia locale, che ha visto un calo verticale di pellegrini e turisti a inizio pontificato, convertendo il palazzo apostolico in museo e creando un’iniziativa ispirata alla sua enciclica ecologica, Laudato si’. Leone XIV, ora, ha deciso di far ritorno a Castel Gandolfo per la villeggiatura estiva, ma non ha modificato i piani di Bergoglio: è andato a vivere a villa Barberini, lasciando che il palazzo apostolico rimanga un museo, ed ha preso a cuore le sorti del borgo Laudato si’, e più in generale l’impegno per la sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico. Questa estate ha celebrato una messa, proprio a Castel Gandolfo, per la “cura della casa comune”. E ora inaugura ufficialmente il Borgo Laudato si’.

Zero costi sulle casse vaticane

Il progetto era inizialmente più ambizioso ancora, ma in corso d’opera sono state apportate modifiche e correttivi. A presiedere il centro di alta formazione oggi è il cardinale Baggio, direttore generale del centro di alta formazione Laudato si’, molto vicino al Papa nativo di Chicago. I lavori complessivi dovrebbero terminare non prima di inizio 2026. Quanto al finanziamento, il progetto è stato realizzato, assicurano in Vaticano, senza pesare sulle casse di Oltretevere, grazie a donazioni private. “In un'epoca segnata da crisi ambientali, conflitti e disuguaglianze”, ha detto oggi il cardinale Baggio, “il Borgo intende dimostrare, nel suo piccolo, che è possibile costruire un futuro diverso, fondato sulla cura del creato e di tutta la famiglia umana”.

(agf)

La carica dei 250mila

Accanto alla serra prendono forma le aule per i corsi e una area ristoro – c’è posto per 400 persone – per pellegrini, visitatori, studenti, corsisti e lavoratori. La tenuta sarà aperta a semplici turisti – che già da qualche tempo hanno cominciato a visitare l’area – studenti, dirigenti d’azienda che parteciperanno a summer school dedicate ai temi dell’enciclica Laudato si’, e infine ci saranno corsi di giardinaggio e di ristorazione dedicati a persone “vulnerabili” – migranti e rifugiati, donne sottratte alla tratta, disabili, ex detenuti – che verranno così avviati al lavoro. A organizzare i corsi è il centro di alta formazione Laudato si’. In Vaticano si attendono che arrivino 250mila persone l’anno. Si pagherà un biglietto, ma chi è in difficoltà economiche potrà entrare gratuitamente. A disposizione dei visitatori ci sarà anche un emporio, dove si potranno acquistare i prodotti del luogo: lo spaccio, aperto anni fa, era stato chiuso perché non venivano rispettate le norme alimentari e sanitarie, alle quali ora il Borgo Laudato si’ si è adeguato. E così sarà possibile acquistare dai formaggi al gelato realizzato artigianalmente, e, un giorno, ad un vino prodotto con le esclusive vigne delle ville pontificie.

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