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Medici di base, servirà la specializzazione. Ok allo scudo penale

Doctor checking patient's heart beat 

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Finora bastava un corso che sarà sostituito dalla formazione universitaria. Camici bianchi puniti soltanto per colpe gravi
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Sarà l’università a formare i medici di famiglia, come fossero cardiologi, anestesisti e neurologi. Per diventare dottori del territorio, quelli più vicini ai pazienti, fino ad oggi si doveva fare un corso regionale di tre anni, che è destinato a sparire per essere sostituito appunto da una specializzazione universitaria. A prevederlo è il disegno di legge delega “professioni sanitarie” approvato ieri dal consiglio dei ministri. Nel testo, accanto alla norma che prevede il cosiddetto scudo penale per i camici bianchi e che diventerà operativa appena il parlamento approverà il disegno di legge, ci sono infatti anche altre indicazioni, che richiederanno dei decreti attuativi specifici. Tra queste, quella sulla formazione dei medici.

La crisi della sanità

Il punto di partenza del testo approvato ieri è un’ammissione della crisi del sistema sanitario ad opera dello stesso esecutivo. Si legge infatti che sarà necessario «contrastare i fenomeni di carenza di personale e disomogeneità nell…

Sarà l’università a formare i medici di famiglia, come fossero cardiologi, anestesisti e neurologi. Per diventare dottori del territorio, quelli più vicini ai pazienti, fino ad oggi si doveva fare un corso regionale di tre anni, che è destinato a sparire per essere sostituito appunto da una specializzazione universitaria. A prevederlo è il disegno di legge delega “professioni sanitarie” approvato ieri dal consiglio dei ministri. Nel testo, accanto alla norma che prevede il cosiddetto scudo penale per i camici bianchi e che diventerà operativa appena il parlamento approverà il disegno di legge, ci sono infatti anche altre indicazioni, che richiederanno dei decreti attuativi specifici. Tra queste, quella sulla formazione dei medici.

La crisi della sanità

Il punto di partenza del testo approvato ieri è un’ammissione della crisi del sistema sanitario ad opera dello stesso esecutivo. Si legge infatti che sarà necessario «contrastare i fenomeni di carenza di personale e disomogeneità nella distribuzione dei professionisti sanitari nell’ambito delle diverse discipline». Uno dei modi in cui si affronterà la criticità, ecco una delle novità, è l’utilizzo di forme di lavoro flessibile nel sistema pubblico per gli specializzandi, il cui numero andrà meglio programmato. Ma sempre a causa delle difficoltà si prevede di «razionalizzare e semplificare le attività amministrative che gravano sul personale sanitario, ottimizzando i tempi di lavoro». C’è poi un passaggio sulla sicurezza del lavoro e uno su un sistema di premialità per i professionisti, in particolare se contribuiscono ad abbattere le attese. Quindi la promessa di migliorare e aggiornare i sistemi di formazione, anche con riguardo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Segue il passaggio sui medici di famiglia. Il governo dovrà «favorire, con il coinvolgimento delle amministrazioni competenti, la ridefinizione del percorso formativo della medicina generale, attraverso la trasformazione del corso regionale di formazione specifica in scuola di specializzazione».

Il ruolo di Schillaci

Infine c’è il cuore del provvedimento, le modifiche al codice penale che rendono definitivo quanto già sperimentato negli ultimi due anni. L’approvazione di questa novità, messa in discussione nelle settimane passate anche dalla Lega, è un obiettivo raggiunto dal ministro alla Salute Orazio Schillaci. Insieme alla vicenda del Nitag, l’organo consultivo sulla vaccinazione azzerato dopo che lui stesso aveva nominato due persone duramente critiche nei confronti dei vaccini, rafforza il suo rapporto con il mondo dei professionisti, dal quale proviene.

Il codice penale cambia

Anche nelle nuove disposizioni penali sulla colpa medica si vede la consapevolezza del periodo difficile del sistema sanitario. Il medico che rispetterà le linee guida, si dice, sarà punibile solo in caso di colpa grave. Ma nell’accertamento della colpa o del suo grado «si tiene conto anche della scarsità delle risorse umane e materiali disponibili, nonché delle eventuali carenze organizzative». Schillaci e il ministro della Giustizia Carlo Nordio spiegano che «la norma mira a ridurre gli effetti perniciosi della cosiddetta medicina difensiva, che induce i medici a prescrivere esami costosi, spesso inutili e invasivi, e a sua volta è conseguente alle numerose e spesso infondate denunce nei confronti dei medici, con ricadute disastrose per l’efficienza del servizio sanitario e per la stessa salute dei cittadini». Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei medici è soddisfatto, come la gran parte dei sindacati: «Bene gli interventi sulla responsabilità professionale per restituire serenità ai medici. I ministri Schillaci e Nordio interlocutori attenti e sensibili; grazie a loro, a Giorgia Meloni e al governo tutto».

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