È entrato nella sala slot puntando dritto al bancone, l’ha scavalcato e ha tirato fuori dalla tasca il coltello da cucina che si era portato da casa. Poi ha colpito la barista, la sua ex moglie. Ha mirato alla pancia, l’ha ferita al viso, ai polsi, alle braccia. Almeno dieci coltellate, e calci e pugni mentre lei era per terra. Era sabato sera, c’era gente alle macchinette. Tutti impietriti tranne una donna, una cliente, che nonostante le minacce dell’uomo è intervenuta, ha aiutato la vittima a nascondersi tra le slot e ha chiamato il 112. Senza il suo slancio, per chi ha rivisto la scena impressa nelle telecamere di sorveglianza, non è difficile pensare che staremmo scrivendo di una storia di femminicidio.
È successo tutto in meno di tre minuti, sabato sera poco prima delle 23, alla sala giochi del centro di Marostica, nel Vicentino, a due passi dalla famosa piazza degli Scacchi. Ora la vittima, una donna italiana di 43 anni, è ricoverata, con varie ferite da curare ma nessuna tale d…
È entrato nella sala slot puntando dritto al bancone, l’ha scavalcato e ha tirato fuori dalla tasca il coltello da cucina che si era portato da casa. Poi ha colpito la barista, la sua ex moglie. Ha mirato alla pancia, l’ha ferita al viso, ai polsi, alle braccia. Almeno dieci coltellate, e calci e pugni mentre lei era per terra. Era sabato sera, c’era gente alle macchinette. Tutti impietriti tranne una donna, una cliente, che nonostante le minacce dell’uomo è intervenuta, ha aiutato la vittima a nascondersi tra le slot e ha chiamato il 112. Senza il suo slancio, per chi ha rivisto la scena impressa nelle telecamere di sorveglianza, non è difficile pensare che staremmo scrivendo di una storia di femminicidio.
È successo tutto in meno di tre minuti, sabato sera poco prima delle 23, alla sala giochi del centro di Marostica, nel Vicentino, a due passi dalla famosa piazza degli Scacchi. Ora la vittima, una donna italiana di 43 anni, è ricoverata, con varie ferite da curare ma nessuna tale da farle rischiare la vita. Stavolta il suo ex voleva andare fino in fondo: dietro l’ultima aggressione di sabato sera c’è difatti un passato di violenze, vent’anni di maltrattamenti davanti ai loro figli, anche quando erano bambini.
Quando i carabinieri sono arrivati alla sala slot di via Monte Grappa hanno trovato il 45enne, italiano, ancora col coltello in mano. È stato arrestato in flagranza per tentato omicidio aggravato ed è in carcere a Vicenza dove verrà interrogato per la convalida dell’arresto, probabilmente domani. La sua foga è stata tale che la lama di 14 centimetri del coltello si è spezzata più volte, e una scheggia è stata estratta dai medici dal gomito della vittima.
I due, con due figli grandi, erano separati da quattro anni e la vittima si era trasferita a vivere a Romano d’Ezzelino, altro comune nei dintorni di Bassano del Grappa, e lavorava da qualche tempo come barista alla sala slot di Marostica. Proprio nel marzo del 2021 il 45enne, residente in zona, a Rosà, era infatti già stato arrestato. Era stata la moglie, allora, a chiamare i carabinieri per le violenze che subiva. Maltrattamenti accertati, si è poi scoperto, che andavano avanti da tanti anni. Aggressioni fisiche con lesioni riscontrate e certificate da referti medici e violenze psicologiche che la donna ha raccontato di subire da tempo, quasi dagli inizi del rapporto. L’ex marito era stato quindi processato e condannato a due anni e sei mesi e aveva finito di scontare la condanna a giugno del 2023, quando era uscito dal carcere.
Da allora a oggi, ai carabinieri di Bassano del Grappa, guidati dal comandante Matteo Alessandrelli, che indagano coordinati dalla procura di Vicenza, non risultano nuove denunce o restrizioni verso l’uomo. Ed è ancora un mistero cosa possa aver spinto l’ex marito, proprio sabato sera, a presentarsi sul posto di lavoro della donna e ad accoltellarla più volte. Con lei che per pochi attimi è riuscita a fuggire, a trovare riparo in un’altra sala prima di essere raggiunta, di nuovo, dall’ex. Minacciata di morte, colpita e salvata dalla cliente. Una dinamica riportata dai testimoni che ha trovato conferma nel video dell’impianto di sorveglianza. «Un episodio di violenza di genere che lascia sgomenti e rappresenta una ferita profonda per tutta la comunità veneta», ha commentato il presidente del Veneto, Luca Zaia. Che ha esortato a «non arretrare mai di un passo nella lotta alle aggressioni di genere e a ogni forma di violenza contro le donne».