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Il testamento di Armani. Eredità senza vincoli, attesa per il futuro dell’azienda

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Prima che il notaio Elena Terrenghi possa procedere alla lettura è necessario recuperare un documento ufficiale rilasciato dal Comune meneghino dove lo stilista risiedeva
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Dopo la commozione per l’ultimo saluto a Giorgio Armani, scomparso giovedì scorso, cresce l’attesa per il testamento dello stilista, da cui si saprà cosa l’imprenditore ha disposto sia per l’azienda che porta il suo nome, sia per il resto del suo patrimonio fatto di ville, barche, opere d’arte ma anche della quota nel colosso degli occhiali EssilorLuxottica che gli regalò Leonardo Del Vecchio nel 1988, e che oggi vale 2,4 miliardi di euro.

I tempi non sono ancora definiti. Prima che il notaio Elena Terrenghi possa procedere alla lettura del testamento, è necessario infatti recuperare un documento ufficiale rilasciato dal Comune meneghino dove lo stilista risiedeva. Il notaio Terrenghi, che è cresciuta nello studio Marchesi, da sempre segue le attività di Re Giorgio, non a caso il commercialista Marco Terrenghi, che invece ha lo studio in via Tortona vicino alla sede operativa dell’azienda di abbigliamento di via Bergo…

Dopo la commozione per l’ultimo saluto a Giorgio Armani, scomparso giovedì scorso, cresce l’attesa per il testamento dello stilista, da cui si saprà cosa l’imprenditore ha disposto sia per l’azienda che porta il suo nome, sia per il resto del suo patrimonio fatto di ville, barche, opere d’arte ma anche della quota nel colosso degli occhiali EssilorLuxottica che gli regalò Leonardo Del Vecchio nel 1988, e che oggi vale 2,4 miliardi di euro.

I tempi non sono ancora definiti. Prima che il notaio Elena Terrenghi possa procedere alla lettura del testamento, è necessario infatti recuperare un documento ufficiale rilasciato dal Comune meneghino dove lo stilista risiedeva. Il notaio Terrenghi, che è cresciuta nello studio Marchesi, da sempre segue le attività di Re Giorgio, non a caso il commercialista Marco Terrenghi, che invece ha lo studio in via Tortona vicino alla sede operativa dell’azienda di abbigliamento di via Bergognone, è anche il presidente del collegio sindacale che ha firmato la conformità dell’ultimo bilancio della Giorgio Armani Spa.

Per aprire la successione bisogna reperire l’estratto per riassunto dell’atto di morte e a Milano, un documento che richiede di solito fino a 15 giorni di attesa. Tuttavia, data l’attenzione non solo mediatica, ma anche degli 8.700 dipendenti che aspettano di capire chi prenderà le redini del gruppo, i tempi potrebbero essere più brevi. L’apertura delle ultime volontà di Armani potrebbe arrivare già la prossima settimana, dopo i funerali, che per volontà dello stilista si svolgeranno domani in forma privata.

Giorgio Armani programma la sua successione da anni, e uno stilista meticoloso come lui, da sempre è attento ai dettagli, non avrà lasciato nulla al caso. Non avendo figli, ha potuto scegliere come dividere il suo patrimonio senza vincoli, tra i congiunti più stretti come il compagno e braccio destro Pantaleo Dell’Orco, la sorella Rosanna, e i tre nipoti Andrea Camerana e Silvana e Roberta Armani figlie del fratello Sergio scomparso anni fa. Ma non è escluso che ci siano dei lasciti diversi oltre la cerchia stretta di parenti e amici. Oltre al 99,9% della Giorgio Armani spa, la cui maggioranza relativa dovrebbe finire in mano alla Fondazione (padrona del restante 0,01%), in ballo ci sono la villa a Pantelleria, quella a Forte dei Marmi, dove ha appena rilevato anche il locale La Capannina, villa Rosa nell’Oltrepò Pavese e varie residenze tra cui quella di Antigua, New York, Parigi, Saint Moritz e Saint Tropez

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