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In piazza come allo stadio: la festa delle due tifoserie

(reuters)

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Tanti giovani tra storie ed epoche diverse. I teenager per Carlo Acutis e i ventenni di Azione Cattolica per Pier Giorgio Frassati. “Nessuno dei due era un supereroe, ma entrambi sono stati dei modelli”
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Ottantamila, una piazza, due mondi, due “squadre”, due diversi secoli, anche. Quarantamila e quarantamila sembra ma non è un derby, perché alla fine vincono tutti e papa Leone viene travolto da un fiume di applausi. San Pietro, gli stendardi con i volti dei due nuovi santi dividono in due la Basilica. Eccola la squadra Millennial per Carlo Acutis che avanza scanzonata tra bandiere, selfie, calamite, portachiavi, foto del santo ragazzino con le sneakers morto a 15 anni di leucemia stampate sulle t-shirt, sui capellini, sugli zaini. L’amato adolescente influencer di Dio che incontrò Gesù da bambino, la cui immagine i teenager postano e ripostano su Tik Tok, con una strana devozione techno- tradizionale, un po’ manga, un po’ padre Pio, è ovunque, dappertutto.

Ottantamila, una piazza, due mondi, due “squadre”, due diversi secoli, anche. Quarantamila e quarantamila sembra ma non è un derby, perché alla fine vincono tutti e papa Leone viene travolto da un fiume di applausi. San Pietro, gli stendardi con i volti dei due nuovi santi dividono in due la Basilica. Eccola la squadra Millennial per Carlo Acutis che avanza scanzonata tra bandiere, selfie, calamite, portachiavi, foto del santo ragazzino con le sneakers morto a 15 anni di leucemia stampate sulle t-shirt, sui capellini, sugli zaini. L’amato adolescente influencer di Dio che incontrò Gesù da bambino, la cui immagine i teenager postano e ripostano su Tik Tok, con una strana devozione techno- tradizionale, un po’ manga, un po’ padre Pio, è ovunque, dappertutto.

Eccola invece più sobria e severa la squadra di bandiere bianche gialle e blu dell’Azione Cattolica per Pier Giorgio Frassati, il giovane piemontese figlio del direttore della Stampa che scelse di mettersi al servizio degli ultimi, gli operai, i minatori, fu tenacemente antifascista e morì a 26 anni di poliomielite nel 1925, emblema e icona del cattolicesimo popolare. Ignorato dal business della paccottiglia, difficilmente, nel gran bazar che circonda il Colonnato troverete un ventaglio, una cartolina o una medaglietta che lo ritrae.

(ansa)

Entrambi allievi dei Gesuiti, come gesuita era papa Bergoglio che fortemente aveva voluto la «canonizzazione dei ragazzi», tutti e due insieme, seppure lontani un secolo uno dall’altro ma capaci, effettivamente, di mobilitare le generazioni under, dai Millennial ai Zeta, cuore e scommessa di evangelizzazione. Ismaele Menichelli, 26 anni di Grosseto, fa parte dell’Azione Cattolica di Grosseto. «Faremo un campo di riflessione tra le miniere del Piemonte, lì dove Pier Giorgio portava il suo aiuto ai lavoratori più poveri. Seguire Frassati è un cammino alla ricerca della fede e noi proviamo a vivere e non vivacchiare come lui diceva».

Prossimo alla laurea in Ingegneria, «sì anche Frassati studiava da ingegnere, per essere più vicino ai minatori e alle loro spaventose condizioni di vita», Ismaele racconta di aver scoperto la figura di Frassati quando aveva 15 anni durante un campo scuola dell’Azione Cattolica. «Pier Giorgio mi ha cambiato la vita: ho letto tutto su di lui, ho scelto di seguire il suo esempio e di occuparmi di chi soffre. Né lui né Carlo Acutis erano dei supereroi, per questo li sento vicini». Due squadre sì, ma poi le fedi si intrecciano. I ragazzi e le ragazze sono seduti a terra, a gruppi, grappoli, il sole picchia, sembra quasi che un pezzo del giubileo dei giovani di Tor Vergata si sia fermato qui, in questa piazza che da mesi e mesi è affollata di adolescenti.

Certo, i fan di Acutis sono più visibili, forse più numerosi, del resto quel ragazzino milanese nato tra i privilegi che usava il web per portare la parola di Cristo, parla il linguaggio della contemporaneità, con tutte le contaminazioni del caso. Matilde Lauricella, 18 anni di Sciacca è approdata a San Pietro dopo un pellegrinaggio a piedi nei luoghi di San Francesco. Fazzoletto scout al collo, spilletta di Libera e di Emergency, dice sicura: «Per una questione di età mi sento più vicina a Carlo Acutis. Di Frassati non sapevo nulla ma ho ascoltato la sua biografia, penso che oggi sarebbe uno di noi in prima linea per la giustizia e per la pace. Di Acutis mi colpisce la fede assoluta in Dio, la dimostrazione che si può essere santi restando connessi al mondo».

Infatti parola chiave per Matilde è : connessi. «È come se Carlo avesse unito via web il cielo e la terra», scherza Sofia, 16 anni. Lei e i suoi compagni giunti da Salerno indossano la maglietta con la foto Carlo, hanno bandiera di Carlo, la bandana con scritto “W San Carlo Acutis”. «Forse è un po’ troppo, ce l’ha detto anche il parroco, ma noi siamo fan di Acutis e volevamo dimostrarlo».

È una mutazione antropologica. «Non abbiamo bisogno di stendardi perché siamo arrivati a migliaia, per noi Pier Giorgio Frassati è una guida quotidiana di vita giusta, retta e contro le disuguaglianze», ragiona Benedetto Forte, 25 anni, di Roma. «Frassati è un santo politico come san Francesco. Denunciava le condizioni di disumane delle fabbriche, delle miniere, era antifascista. Non so se fosse giusto canonizzare insieme due figure così diverse. Ma la Chiesa ha le sue strategie, alla fine conta il messaggio e le squadre, poi, pareggiano».

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