ROMA – Per i test di Infermieristica, che non sono stati riformati come quelli di Medicina, ci sono meno partecipanti di quanti siano i posti disponibili nelle università italiane. Sono 19.000 le domande attese (comprensive degli iscritti agli atenei privati, che faranno le prove in seguito) e 20.699 i posti a bando. Il calo degli iscritti delinea un’ulteriore contrazione futura di infermieri in un Paese che, invece, ne ha bisogno per mantenere gli standard di sanità attuali.
Gli iscritti ai corsi di atenei pubblici, quest’anno, sono 18.844. Per avere i dati definitivi serve attendere i numeri delle università private e le ricadute del “semestre filtro” di Medicina e Chirurgia. Un quinto degli iscritti a quest’ultimo dipartimento (il 20,4 per cento) ha …
ROMA – Per i test di Infermieristica, che non sono stati riformati come quelli di Medicina, ci sono meno partecipanti di quanti siano i posti disponibili nelle università italiane. Sono 19.000 le domande attese (comprensive degli iscritti agli atenei privati, che faranno le prove in seguito) e 20.699 i posti a bando. Il calo degli iscritti delinea un’ulteriore contrazione futura di infermieri in un Paese che, invece, ne ha bisogno per mantenere gli standard di sanità attuali.
Gli iscritti ai corsi di atenei pubblici, quest’anno, sono 18.844. Per avere i dati definitivi serve attendere i numeri delle università private e le ricadute del “semestre filtro” di Medicina e Chirurgia. Un quinto degli iscritti a quest’ultimo dipartimento (il 20,4 per cento) ha espresso Infermieristica come prima opzione: una parte degli undicimila che non entreranno nella graduatoria di Medicina (gli iscritti al cosiddetto semestre filtro sono stati 54.313) andranno a ingrossare i corsi per diventare infermieri.
Il calo al Nord e al Centro
Al Nord e al Centro la distanza tra iscrizione e posti banditi è di oltre duemila studenti per macroregione. Al Sud ci sono state 8.241 richieste per 5.423 posti.
I test di ammissione ai corsi di laurea in Infermieristica sono stati eseguiti ieri, in quarantun atenei pubblici. Il progressivo aumento, negli anni, della disponibilità di posti - chiesto con forza da Regioni e Province autonome e anche dall’Ordine professionale - non è stato accompagnato da un’analoga crescita di iscrizioni alle prove di ammissione. I posti a bando sono passati dai 10.614 del 2001 ai 20.699 attuali. Il numero delle domande dal 2010, anno di picco con 46.281 candidati, è invece sensibilmente sceso. Gli aspiranti sono stati 26.199 nel 2022 e via via sono scesi fino a quota 19.000, che sono le domande attese nel 2025.
La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) ritiene che, nonostante il calo, la professione tenga. “Le richieste di accesso non aumentano con la stessa proporzionalità dei posti a bando, ma questo accade nel contesto di un calo demografico che ormai impatta sul numero complessivo di studenti universitari e che ci preoccupa non poco per la tenuta futura del sistema sanitario”.
"Le cause: caro affitti e telematiche”
La Federazione fa notare che i cali di iscritti più marcati si evidenziano nelle aree metropolitane, “dove il costo della vita e il caro affitti non rendono più i grandi atenei meta ideale per i fuorisede”. Un altro elemento, si fa notare, è il boom tra i giovani diplomati delle lauree telematiche, “che non migliora i dati di Infermieristica, trattandosi, quest’ultima, di una laurea triennale abilitante che prevede, fin dal primo anno, un’intensa attività di tirocinio sul campo e un numero ridotto di insegnamenti fruibili a distanza”. Sostiene Fnopi: “Tra le cause strutturali di questo calo di appeal sono da considerare la mancanza di prospettive concrete di carriera, le retribuzioni inadeguate a fronte di responsabilità crescenti, i carichi di lavoro eccessivi, la difficoltà di conciliare vita lavorativa e familiare, lo scarso riconoscimento sociale, con limitazioni ancora forti dell’esercizio libero professionale”.
Crescono ancora i laureati
I bandi per l’iscrizione ai test devono dare più tempo ai potenziali candidati: quest’anno c’è stato meno di un mese a disposizione degli aspiranti infermieri per iscriversi, peraltro in pieno agosto.
Nonostante tutto questo, il numero complessivo di laureati in Infermieristica cresce, probabilmente sfruttando l’aumento graduale dei posti disponibili degli ultimi anni. Nel 2004 i laureati furono 8.866, dopo la triennale abilitante, e a distanza di vent’anni, nel 2024 sono saliti a quota 11.404 (+28,6 per cento). Si prevede di arrivare nel 2027 a 14.500.
Questi numeri sono comunque insufficienti a colmare il turnover con gli infermieri che vanno in pensione ogni anno, a una media di 25.000 a stagione. “Il nostro Paese invecchia e invecchiano anche i nostri infermieri: senza una presa d’atto importante della questione infermieristica, abbiamo ormai la certezza di una impossibilità a garantire adeguati livelli di assistenza nei prossimi anni. Serve un investimento strutturale, già da questa Legge di bilancio. Il governo deve dichiarare la situazione una emergenza nazionale e allestire una cabina di regia permanente”.