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L’amico del Papa Farrell nuovo priore degli agostiniani

Leone XIV tra Joseph Farrell (a sinistra) e Robert Hagan (destra) a Castel Gandolfo, Augustinian Province of Saint Thomas of Villanova 

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Il legame con Prevost, di otto anni più grande di lui, è antico e famigliare. Quando dopo il Conclave mandò a “Bob” un messaggino per chiedergli che squadra tifasse a Chicago: “Sox”
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Un fedelissimo del Papa, oltre che un suo amico personale, lo statunitense Joseph Farrell, è stato eletto nuovo priore generale degli agostiniani. Nato in Pennsylvania 62 anni fa, Farrell è il 98esimo superiore negli oltre 750 anni di storia dell’ordine che si ispira a sant’Agostino, e che conta circa 2500 frati e 750 suore contemplative. Il mandato è di sei anni. Succede allo spagnolo Alejandro Moral Anton, che ha guidato l’ordine per 12 anni, e allo stesso Prevost, che lo aveva guidato dal 2001 al 2013.

L’elezione non è stata molto combattuta, Farrell veniva dato da molti per favorito, ma si è comunque dilungata più di quanto inizialmente previsto. Ha pesato la consapevolezza che con il primo Papa agostiniano della storia l’ordine è stato proiettato nella scena internazionale e la scelta del nuovo superiore doveva essere ben ponderata.

Il legame con Prevost, di otto anni più grande di lui, è antico e famigliare. Nei giorni immediatamente successivi al Conclave — lo racconta Christop…

Un fedelissimo del Papa, oltre che un suo amico personale, lo statunitense Joseph Farrell, è stato eletto nuovo priore generale degli agostiniani. Nato in Pennsylvania 62 anni fa, Farrell è il 98esimo superiore negli oltre 750 anni di storia dell’ordine che si ispira a sant’Agostino, e che conta circa 2500 frati e 750 suore contemplative. Il mandato è di sei anni. Succede allo spagnolo Alejandro Moral Anton, che ha guidato l’ordine per 12 anni, e allo stesso Prevost, che lo aveva guidato dal 2001 al 2013.

L’elezione non è stata molto combattuta, Farrell veniva dato da molti per favorito, ma si è comunque dilungata più di quanto inizialmente previsto. Ha pesato la consapevolezza che con il primo Papa agostiniano della storia l’ordine è stato proiettato nella scena internazionale e la scelta del nuovo superiore doveva essere ben ponderata.

Il legame con Prevost, di otto anni più grande di lui, è antico e famigliare. Nei giorni immediatamente successivi al Conclave — lo racconta Christopher White nel libro appena uscito negli Usa Pope Leo XIV (Loyola press) — a un certo punto il Papa chiamò Farrell, «perché i suoi fratelli stavano per arrivare in città e voleva organizzare la loro sistemazione. Gli ho detto, “Bob, ma perché sei tu a chiamarmi per questa questione? L’ho chiamato Bob, è difficile abituarsi. E lui mi ha risposto: “sono i miei fratelli, me ne sto prendendo cura”». I giornalisti tempestavano Farrell delle domande più curiose, tra queste se il nuovo Papa di Chicago tifasse Cubs o Sox, «glielo chiedo», disse Farrell ai cronisti esterrefatti, mandò un messaggino e poco dopo arrivò la risposta del Papa, «Sox». Solo pochi giorni fa Farrell si è recato a Castel Gandolfo a consegnare a Leone XIV una medaglia di sant’Agostino. Laureato e addottorato in sacra teologia alla Gregoriana, a Roma, ha poi preso un master in gestione ecclesiastica. Professore, maestro dei prenovizi, dal 2013 vive a Roma come vicario generale del priore. Nel discorso che ha pronunciato pochi giorni fa ha parlato degli «orrori della guerra, della carestia, della violenza e dei disastri naturali in tante parti del mondo», e dell’intelligenza artificiale e dei possibili «pericoli che uno sviluppo così rapido può avere sulla dignità e il valore della persona umana». Ha ricordato l’impegno degli agostiniani nei paesi poveri, e la spiritualità agostiniana. Non ha mancato, ovviamente, di ricordare la recente elezione di Prevost: un amico e un Papa al quale, adesso, è ancora più vicino.

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