Leone XIV ai vescovi: “Gli abusi vanno affrontati, non messi nel cassetto”
di Iacopo ScaramuzziPapa Leone XIV ha esortato i nuovi vescovi a non insabbiare le denunce di abusi sessuali del clero. “Non possono essere messi in un cassetto”, ha detto, “vanno affrontati, con senso di misericordia e vera giustizia, verso le vittime e verso gli accusati”.
Quello degli abusi è uno dei molti argomenti affrontati nel corso di un incontro avvenuto ieri a porte chiuse con i vescovi nominati nell’ultimo anno i cui contenuti sono stati resi noti oggi dalla sala stampa vaticana. Poiché prima di essere eletto Papa Prevost era prefetto del dicastero dei vescovi, è lui che ha curato la nomina di tutti i nuovi vescovi.
Social, serve una “buona testa”
In risposta alle domande poste dai vescovi, il Papa, riferisce la sala stampa, ha parlato della necessità di essere prudenti nell’uso delle reti sociali, dove il rischio è che “ognuno si senta autorizzato a dire quello che vuole, anche cose false” e ha aggiunto: “Ci sono momenti in cui raggiungere la verità è doloroso”, ma necessario. In tal senso è …
Papa Leone XIV ha esortato i nuovi vescovi a non insabbiare le denunce di abusi sessuali del clero. “Non possono essere messi in un cassetto”, ha detto, “vanno affrontati, con senso di misericordia e vera giustizia, verso le vittime e verso gli accusati”.
Quello degli abusi è uno dei molti argomenti affrontati nel corso di un incontro avvenuto ieri a porte chiuse con i vescovi nominati nell’ultimo anno i cui contenuti sono stati resi noti oggi dalla sala stampa vaticana. Poiché prima di essere eletto Papa Prevost era prefetto del dicastero dei vescovi, è lui che ha curato la nomina di tutti i nuovi vescovi.
Social, serve una “buona testa”
In risposta alle domande poste dai vescovi, il Papa, riferisce la sala stampa, ha parlato della necessità di essere prudenti nell’uso delle reti sociali, dove il rischio è che “ognuno si senta autorizzato a dire quello che vuole, anche cose false” e ha aggiunto: “Ci sono momenti in cui raggiungere la verità è doloroso”, ma necessario. In tal senso è utile lasciarsi aiutare da professionisti nella comunicazione, persone preparate in questo senso, sintetizzando così il suo pensiero a riguardo: “Calma, una buona testa, e l’aiuto di un professionista”.
“Non bastano le risposte pronte”
Con i nuovi vescovi Papa Leone ha sottolineato il valore dell’esperienza pastorale e umana cresciuta in una Chiesa locale, da far sviluppare in un nuovo ministero che pone i vescovi in contatto con l’universalità della Chiesa, e ha parlato del valore della testimonianza, della capacità di rinnovare il proprio contatto con il mondo per rispondere alle domande su cui si interrogano gli uomini e le donne in questo tempo, sul senso della vita e del male nel mondo: “Non bastano le risposte pronte, apprese 25 anni fa in seminario” ha affermato. Ha messo in guarda dalla tentazione di formare un proprio gruppo e di chiudervisi e ha chiamato i nuovi vescovi ad essere discepoli perseveranti, non impauriti di fronte alla prima difficoltà, pastori vicini alla gente e ai preti, misericordiosi e fermi, anche laddove si tratta di giudicare, capaci di ascolto e dialogo, non solo di fare sermoni.
“Valorizzare il ruolo dei laici”
Leone ha insistito sulla sinodalità, non un metodo pastorale, ma “uno stile di Chiesa, di ascolto e di comune ricerca della missione a cui siamo chiamati”. E ha esortato i vescovi a essere “costruttori di ponti” e a valorizzare il ruolo e l’integrazione dei laici nella vita della Chiesa. Anche nel parlare di missione, ha suggerito di fare affidamento anche su quei laici autenticamente missionari presenti nei movimenti, che possono essere una speranza per la Chiesa locale.
Crisi ambientali, “Chiesa presente”
Papa Leone ha ribadito la necessità di costruire ponti, di cercare il dialogo, anche laddove i cristiani sono una minoranza, con autentico rispetto per le persone di altre tradizioni religiose, soprattutto attraverso la testimonianza dell’autentico amore e della misericordia cristiana, perché “da come vi amate vi riconosceranno”. Ha chiesto ai vescovi di servire la pace “disarmata e disarmante”, perché “la pace è una sfida per tutti!”. Davanti alle domande sulle gravi conseguenze delle crisi ambientali, il Papa ha ricordato il decimo anniversario dell’Enciclica Laudato Sì e incoraggiato a promuovere il tema nella pastorale, e ha aggiunto che su questo importante fronte “la Chiesa sarà presente”, senza però che a questo si mischino altre tematiche che sono contrarie all’antropologia cristiana.