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Armani , da Matisse a Warhol, opere d’arte e arredi di pregio: tutto diviso

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Di sei pagine di testamento, per la parte relativa ai beni, tre sono composte da un lunghissimo e puntuale inventario di beni
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C’è di buono che l’indicazione è di non spostare niente: l’orso e la pantera in bronzo resteranno dove sono. Lo stesso vale per le decine di oggetti che arredano il sontuoso palazzo di tre piani di via Borgonuovo 21 a Milano, centro che più centro non si può, e che Giorgio Armani ha minuziosamente elencato indicando, pezzo per pezzo, cosa destinare e a chi.

Di sei pagine di testamento, per la parte relativa ai beni, tre sono composte da un lunghissimo e puntuale inventario di beni. Equilibrio totale nella spartizione faunistica. Se l’orso e la pantera restano a Dell’Orco, così come la tigre a tappeto, le due zanne di elefante vanno alla sorella Rosanna, mentre la nipote Roberta si dovrà accontentare dei due cavalli di terracotta. La poltrona in finto animale viene des…

C’è di buono che l’indicazione è di non spostare niente: l’orso e la pantera in bronzo resteranno dove sono. Lo stesso vale per le decine di oggetti che arredano il sontuoso palazzo di tre piani di via Borgonuovo 21 a Milano, centro che più centro non si può, e che Giorgio Armani ha minuziosamente elencato indicando, pezzo per pezzo, cosa destinare e a chi.

Di sei pagine di testamento, per la parte relativa ai beni, tre sono composte da un lunghissimo e puntuale inventario di beni. Equilibrio totale nella spartizione faunistica. Se l’orso e la pantera restano a Dell’Orco, così come la tigre a tappeto, le due zanne di elefante vanno alla sorella Rosanna, mentre la nipote Roberta si dovrà accontentare dei due cavalli di terracotta. La poltrona in finto animale viene destinata all’amico Michele Morselli, così come gli oggetti in osso, divisi per metà con Dell’Orco. Stessa ripartizione, per le stuoie in vegetale beige. Da vedere come i due si spartiranno forchette e coltelli preziosi visto che a pagina 5 Armani scrive che l’argenteria sul tavolo da pranzo al primo piano è «da dividere tra Michele Morselli e Dell’Orco», con «priorità» allo stesso Dell’Orco.

Divani, lampade, mobili e tappeti vengono divisi tra tutti i familiari e Morselli, mentre alla Fondazione vengono attribuiti gli arredi al piano terra: poltrona e divano in pelle, un tappeto decò beige e nero, tavolo, quadro e lampade.

Capitolo a parte per i quadri. A Dell’Orco viene anche destinato il ritratto di Giorgio Armani firmato da Andy Warhol. I due si erano conosciuti nel 1980 a New York, Warhol aveva scattato una polaroid allo stilista trasformandola poi in un’opera d’arte venduta ad un amico di Armani, che a sua volta lo aveva regalato a lui. Meno si sa del quadro di Matisse che lo stilista destina alla sorella Rosanna insieme alla foto della mano di Man Ray (citato nella disposizione testamentaria come Rayman). Gli unici due beni, questi, che Armani autorizza a spostare o vendere, visto che lo stilista nelle sue disposizione chiede di assicurarsi che «gli arredi ed ornamento anche non di valore non vengano rimossi da dove si trovano». Lo spazio, comunque, non manca: il palazzo, di proprietà della holding immobiliare e in usufrutto a Dell’Orco, vanta 101 vani e oltre 2000 metri calpestabili.

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