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Armani, il timone a Dell’Orco, poi cessione fra tre anni o quotazione in Borsa

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Nel testamento l’inattesa indicazione di cedere il 15% della società entro 18 mesi al colosso francese Lvmh, al gigante dell’occhialeria e delle lenti Essilux, e al numero uno mondiale della cosmetica L’Oréal
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Minimalismo e precisione, in pieno stile Armani. Tutto nei due documenti testamentari accessibili da ieri — poche pagine scritte al computer e appuntate a margine dallo stesso stilista — viene dettagliato con una precisione chirurgica: la futura gestione dell’azienda, i nuovi soci autorizzati ad entrare, la destinazione — casa per casa — del vasto patrimonio immobiliare. Persino come dividere le lampade e l’argenteria. I due scritti da una parte recepiscono lo sforzo di non scontentare nessuno tra amici e familiari, dall’altra non lasciano spazio ad ambiguità o margini di interpretazione. A partire dalla più inattesa delle indicazioni, quella con cui lo stilista ha dato disposizione di cedere il 15% della società entro 18 mesi, quindi molto presto, precisando persino i nomi dei gruppi autorizzati a comprare: il colosso del lusso francese Lvmh, il gigante dell’occhialeria e delle lenti Essilux, e il numero uno mondiale della cosmetica L’Oréal. Una sorpresa dopo che per anni la società …

Minimalismo e precisione, in pieno stile Armani. Tutto nei due documenti testamentari accessibili da ieri — poche pagine scritte al computer e appuntate a margine dallo stesso stilista — viene dettagliato con una precisione chirurgica: la futura gestione dell’azienda, i nuovi soci autorizzati ad entrare, la destinazione — casa per casa — del vasto patrimonio immobiliare. Persino come dividere le lampade e l’argenteria. I due scritti da una parte recepiscono lo sforzo di non scontentare nessuno tra amici e familiari, dall’altra non lasciano spazio ad ambiguità o margini di interpretazione. A partire dalla più inattesa delle indicazioni, quella con cui lo stilista ha dato disposizione di cedere il 15% della società entro 18 mesi, quindi molto presto, precisando persino i nomi dei gruppi autorizzati a comprare: il colosso del lusso francese Lvmh, il gigante dell’occhialeria e delle lenti Essilux, e il numero uno mondiale della cosmetica L’Oréal. Una sorpresa dopo che per anni la società ha escluso di volere entrare nell’orbita dei grandi conglomerati d’Oltralpe, scegliendo di restare saldamente nelle mani del fondatore. Nei documenti lo stilista va oltre, spianando anche la strada fra tre anni - ed entro cinque - anche all’acquisizione di una quota fino ad un ulteriore 54,9%. E lascia aperta, quasi spalancata, la porta della Borsa, con l’alternativa della quotazione sul mercato, da perfezionare entro otto anni, qualora nessuno dei tre gruppi voglia irrobustire la propria quota.

Il presidio però resta quello della Fondazione a cui va l’intera proprietà di Giorgio Armani Spa: 9,9% di azioni in proprietà, 90% in nuda proprietà delle azioni di cui l’usufrutto è assegnato al socio e braccio destro storico di Armani, Pantaleo dell’Orco, ai tre nipoti dello stilista e alla sorella Rosanna. Armani dettaglia i principi fondanti che dovranno guidarla. Tra questi «la gestione delle attività in modo etico, con integrità morale e di correttezza»; «la ricerca di uno stile essenziale, moderno, elegante e non ostentato»; «l’attenzione all’innovazione, eccellenza, qualità e ricercatezza di prodotto». Alla Fondazione spetterà la nomina del nuovo ad, con la previsione in qualunque caso di non scendere mai sotto il 30% del capitale «come garante del rispetto “per sempre” dei principi fondanti».

È comunque Dell’Orco l’uomo a cui Armani affida una fetta consistente del proprio impero. A lui viene attribuito il 40% dei diritti di voto della Giorgio Armani Spa, con il 30% alla Fondazione e il 15% ciascuno ai nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana. Nel tentativo di assicurare il massimo equilibrio tra gli eredi, la scelta di Armani impone di fatto che la famiglia sia sempre coinvolta, visto che tutte le decisioni di natura straordinaria — prima della cessione del 15% — devono essere assunte con una maggioranza del 75%.

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