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Armani, attesa per la pista Lvmh. Che intanto si rafforza in Moncler

REUTERS/Benoit Tessier

 (reuters)
Il colosso francese, in pole position per comprare l’azienda come da piani dello stilista scomparso, continua la campagna acquisti in Italia
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MILANO – La francese Lvmh, schierata in prima linea per l’acquisizione della società Giorgio Armani dopo la recente scomparsa del suo fondatore, si muove anche su Moncler. Il colosso del lusso, che in passato ha già acquistato marchi di alta gamma come Bulgari, Loro Piana e Fendi, conferma in questo modo che l’Italia resta un Paese strategico per lo sviluppo del proprio business.

È in questa chiave che si legge l’operazione con cui Lvmh, nei mesi scorsi, ha messo sul piatto oltre 260 milioni per rafforzare la presa sulla società nota per avere vestito dell’immancabile piumino i Paninari degli anni Ottanta. Il tutto mentre, tra i tre possibili gruppi compratori indicati nel testamento di Armani, Lvmh appare quello dalle spalle più larghe, forte di una capitalizzazione di Borsa da quasi 250 miliardi, che si confronta con i 200 miliardi di L’Oréal e con i 120 di EssilorLuxottica.

MILANO – La francese Lvmh, schierata in prima linea per l’acquisizione della società Giorgio Armani dopo la recente scomparsa del suo fondatore, si muove anche su Moncler. Il colosso del lusso, che in passato ha già acquistato marchi di alta gamma come Bulgari, Loro Piana e Fendi, conferma in questo modo che l’Italia resta un Paese strategico per lo sviluppo del proprio business.

È in questa chiave che si legge l’operazione con cui Lvmh, nei mesi scorsi, ha messo sul piatto oltre 260 milioni per rafforzare la presa sulla società nota per avere vestito dell’immancabile piumino i Paninari degli anni Ottanta. Il tutto mentre, tra i tre possibili gruppi compratori indicati nel testamento di Armani, Lvmh appare quello dalle spalle più larghe, forte di una capitalizzazione di Borsa da quasi 250 miliardi, che si confronta con i 200 miliardi di L’Oréal e con i 120 di EssilorLuxottica.

«Giorgio Armani, che ho avuto la gioia di conoscere personalmente, era un vero genio; l’unico grande couturier, insieme a Christian Dior, ad avere costruito e guidato un marchio mondiale in termini sia di stile sia industriali» ha dichiarato non a caso il patron di Lvmh, Bernard Arnault.

In attesa di capire quali saranno le sue prossime mosse, il colosso transalpino mantiene un legame forte con l’Italia. Basti pensare che, attraverso il fondo L Catterton, è socio di minoranza del gruppo di pelletteria Tod’s, accanto alla famiglia Della Valle. Proprio questo schema ricalca per molti aspetti quello seguito dal gruppo francese in Moncler, società rilanciata nel nuovo Millennio da Remo Ruffini. A seguito dell’accordo sottoscritto a settembre del 2024 proprio con la famiglia Ruffini, Lvmh aveva rilevato una quota iniziale del 10% di Double R, la finanziaria che all’epoca possedeva una partecipazione di maggioranza del 15,8% di Moncler. La famiglia Ruffini era così scesa al 90% della “scatola finanziaria”.

Oggi, però, dopo avere sborsato 260,4 milioni e dopo diversi aumenti di capitale avvenuti tra gennaio e oggi, il gruppo che fa capo ad Arnault è salito al 22% di Double R, riducendo al 78% la partecipazione della famiglia Ruffini nella cassaforte. In parallelo, la stessa Double R, grazie anche ai versamenti del colosso transalpino, ha comprato ulteriori azioni e ha raggiunto il 18,2% della società dei piumini quotata a Piazza Affari.

In altri termini, se Lvmh un anno fa possedeva in via indiretta l’1,6% di Moncler, oggi la quota è cresciuta al 4% del gruppo che a Piazza Affari vale in tutto 13,5 miliardi. L’11 settembre, intanto, l’accordo di investimento tra la famiglia Ruffini e Lvmh ha cessato di avere efficacia mentre restano in piedi i patti parasociali su Double R. Quest’ultima, nel frattempo, ha archiviato il bilancio chiuso al 30 giugno scorso con utili per 60,67 milioni, realizzati principalmente grazie ai dividendi da oltre 61 milioni staccati a maggio dalla partecipata quotata. A partire da questi profitti, nell’assemblea che si è tenuta a Milano il 30 luglio, i soci di Double R hanno deciso di distribuirsi come cedole 59,9 milioni, che finiranno per 49,7 milioni ai Ruffini (a fine luglio erano ancora all’83% di Double R) e per il resto a Lvmh.

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