Il mio bagnino è differente: è un filosofo. In famiglia (perché al Bagno Gustavo ci si va da generazioni) si è sempre ragionato su questa figura mitologica, metà sabbia metà inchiostro, che silenziosa approccia il lavoro con l’occhio dello stoico e corre avanti e indietro lungo la passerella. Ora il lettino in mano, ora la scopa, ora la cartellina blu con i posti numerati. Se parla lo fa senza ne…