Valditara chiama il papà di Paolo Mendico, il 15enne suicida a Latina: ispezioni nelle due scuole
di Romina MarcecaLa telefonata al padre da parte del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, le ispezioni già in atto nelle scuole frequentate da Paolo Mendico. Il caso del ragazzino di 14 anni suicida il primo giorno di scuola a Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, è seguito da vicino dal governo. “Stiamo facendo le ispezioni perché tutto questo non accada più, le sono vicino”, così il ministro Valditara alla famiglia di Paolo in cui ha espresso solidarietà e vicinanza. Gli ha inoltre assicurato che le ispezioni nelle due scuole frequentate dal figlio, alle medie e poi alle superiori - il ragazzo avrebbe dovuto iniziare il secondo anno dell'istituto tecnico Pacinotti di Fondi, nella sede distaccata del suo paese - sono già partite.
La telefonata al padre da parte del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, le ispezioni già in atto nelle scuole frequentate da Paolo Mendico. Il caso del ragazzino di 14 anni suicida il primo giorno di scuola a Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, è seguito da vicino dal governo. “Stiamo facendo le ispezioni perché tutto questo non accada più, le sono vicino”, così il ministro Valditara alla famiglia di Paolo in cui ha espresso solidarietà e vicinanza. Gli ha inoltre assicurato che le ispezioni nelle due scuole frequentate dal figlio, alle medie e poi alle superiori - il ragazzo avrebbe dovuto iniziare il secondo anno dell'istituto tecnico Pacinotti di Fondi, nella sede distaccata del suo paese - sono già partite.
Paolo si è suicidato giovedì 11 settembre nella sua cameretta utilizzando la corda di una trottola. La famiglia, tramite il fratello, si era rivolta al ministro e alla premier, Giorgia Meloni, in una lettera aperta denunciando che il giovane era stato vittima di bullismo da diversi anni. “Mio fratello Paolo Mendico – ha scritto Ivan Roberto, fratello maggiore - ha deciso di togliersi la vita a seguito di ripetuti episodi di bullismo subiti presso l’Istituto Rossi. Nonostante più volte tali situazioni siano state segnalate e denunciate presso le istituzioni locali competenti, nessun intervento concreto è stato posto in essere per tutelare la sua dignità e la sua sicurezza. A tragedia avvenuta, della morte di mio fratello è stato informato anche Papa Leone XIV, a conferma della gravità e della risonanza del fatto”.
L’inchiesta per istigazione al suicidio
La lettera ha avuto un effetto immediato. Il governo ha subito avviato gli accertamenti, parallelamente alla inchiesta aperta dalla procura di Cassino con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. “Nostro figlio era un perseguitato sin dalle elementari – ha raccontato a Repubblica Simonetta La Marra, la mamma di Paolo –. Amava portare i suoi capelli biondi molto lunghi. Dopo i primi quattro giorni di scuola superiore hanno cominciato a chiamarlo “Paoletta”, “femminuccia”, “Nino D’Angelo”. Lo aspettavano in bagno. Prima era uno, poi sono diventati di più. Ci siamo rivolti subito alla scuola, ci hanno assicurato che l’avrebbero aiutato. Ma tutto è finito solo dopo che Paolo ha deciso di tagliarsi tutti i capelli”.
Oggi le ceneri di Paolo, che è stato cremato per volontà della famiglia, torneranno a casa.