Leone XIV, la prima intervista: “Su donne e lgbtq seguirò Francesco, ma non cambierò la dottrina”
di Iacopo ScaramuzziAvanti sulla strada segnata da Francesco nei confronti delle persone lgbtq (“todos, todos, todos”), senza però cambiare la dottrina, e avanti anche nell’attribuire maggiori responsabilità alle donne nella Chiesa, senza però sciogliere per ora il nodo delle donne diacono. Lo afferma papa Leone XIV nella prima intervista del pontificato, concessa alla giornalista statunitense Elise Ann Allen per un libro in uscita in Perù con Penguin. Alcune anticipazioni sono state diffuse due giorni fa, oggi il volume esce in libreria. Nell’intervista, realizzata a luglio, il Pontefice ammette che per Gaza “sempre più persone” parlando di genocidio, rivendica di aver migliorato un po’ i rapporti con il mondo ebraico, distinguendolo però da Israele, si ripromette di confrontarsi con Donald Trump, senza pregiudizi né timidezza, assicura che “nel breve periodo” non cambierà la politica di apertura alla Cina avviata da Francesco. Quella degli abusi sessuali del clero sui minori, dice, è “una vera crisi”, …
Avanti sulla strada segnata da Francesco nei confronti delle persone lgbtq (“todos, todos, todos”), senza però cambiare la dottrina, e avanti anche nell’attribuire maggiori responsabilità alle donne nella Chiesa, senza però sciogliere per ora il nodo delle donne diacono. Lo afferma papa Leone XIV nella prima intervista del pontificato, concessa alla giornalista statunitense Elise Ann Allen per un libro in uscita in Perù con Penguin. Alcune anticipazioni sono state diffuse due giorni fa, oggi il volume esce in libreria. Nell’intervista, realizzata a luglio, il Pontefice ammette che per Gaza “sempre più persone” parlando di genocidio, rivendica di aver migliorato un po’ i rapporti con il mondo ebraico, distinguendolo però da Israele, si ripromette di confrontarsi con Donald Trump, senza pregiudizi né timidezza, assicura che “nel breve periodo” non cambierà la politica di apertura alla Cina avviata da Francesco. Quella degli abusi sessuali del clero sui minori, dice, è “una vera crisi”, ma bisogna anche proteggere i preti dalle false accuse, quella delle finanze vaticane, invece, non è una crisi grave, assicura il nuovo Papa. Quanto alla messa in latino, Leone ammette di aver ricevuto già svariati appelli a rilassare la stretta voluta da Bergoglio, ma sottolinea che il tema è diventato politico, e ribadisce la necessità di garantire il Concilio vaticano II.
Lgbtq, avanti sulla linea di Francesco
Con le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer (lgbtq) “quello che sto cercando di dire è ciò che Francesco ha detto molto chiaramente quando diceva: "todos, todos, todos". Tutti sono invitati, ma non invito una persona perché ha o non ha una specifica identità. Invito una persona perché è un figlio o una figlia di Dio. Siete tutti benvenuti, e impariamo a conoscerci e a rispettarci a vicenda. La gente vuole che la dottrina della Chiesa cambi, vuole che gli atteggiamenti cambino. Penso che dobbiamo cambiare gli atteggiamenti prima ancora di pensare di cambiare ciò che la Chiesa dice su una determinata questione. Trovo altamente improbabile, certamente nel prossimo futuro, che la dottrina della Chiesa, in termini di ciò che la Chiesa insegna sulla sessualità, ciò che la Chiesa insegna sul matrimonio, (cambierà)”. In quello che sembra un chiaro riferimento alla Germania, il Papa prosegue dicendo che “nel Nord Europa stanno già pubblicando rituali di benedizione per "persone che si amano", è il modo in cui lo esprimono, il che va specificamente contro il documento approvato da Papa Francesco, la Fiducia Supplicans". Leone XIV ribadisce che “le famiglie, quella che chiamano la famiglia tradizionale, devono essere sostenute. La famiglia è composta da padre, madre e figli”.
La protesta dei conservatori
Proprio oggi un coordinamento di gruppi cattolici conservatori di vari paesi hanno pubblicato una “supplica filiale e apprensiva a Sua Santità Leone XIV”, chiedendogli (anzi implorando) di “annullare” il rescritto con il quale papa Francesco attribuì valore di magistero all’esortazione apostolica Amoris laetitita, duramente contestata dalla destra cattolica per l’apertura alla comunione per i divorziati risposati, e “revocare” la dichiarazione dottrinale Fiducia supplicans sulla benedizione delle coppie gay. L’iniziativa, promossa dall’associazione Tradizione Famiglia Povertà, fondata in Brasile nel 1960 da Plinio Correa de Oliveira, definisce il recente pellegrinaggio giubilare in San Pietro dei cattolici lgbtq+ “scioccante”.
Più donne in ruoli di responsabilità
“Spero di continuare sulle orme di Francesco, anche nominando donne in alcuni ruoli di leadership a diversi livelli nella vita della Chiesa, riconoscendo i doni che le donne possiedono e che possono contribuire alla vita della Chiesa in molti modi”, dice papa Leone, che poi prosegue: “Il tema diventa controverso quando si pone la domanda specifica sull'ordinazione”, e, in particolare, l’ipotesi di ordinare donne diacono”. Il Papa dice: “Al momento non ho intenzione di cambiare l'insegnamento della Chiesa sull'argomento” e promette di voler procedere anche in questo campo “in modo sinodale”.
Gaza, sempre più persone parlano di genocidio
In merito a quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza, “la parola genocidio circola sempre più spesso. Ufficialmente, la Santa Sede non ritiene che si possa rilasciare alcuna dichiarazione al riguardo in questo momento. Esiste una definizione molto tecnica di cosa potrebbe essere il genocidio, ma sempre più persone stanno sollevando la questione, tra cui due gruppi per i diritti umani in Israele che hanno rilasciato tale dichiarazione”. Ad ogni modo, “è semplicemente orribile vedere le immagini che vediamo in televisione, speriamo che qualcosa cambi la situazione”.
Finanze vaticane non così in crisi
“Si fanno molte affermazioni sulla situazione finanziaria del Vaticano. Non è la crisi che la gente è stata indotta a credere”. Leone XIV spiega sottolinea che “la riforma avviata da Francesco, con le sue decisioni molto importanti, ha certamente migliorato la situazione rispetto a dieci anni fa, ma è necessario continuare su questa strada. Ci sono ancora molte cose da fare in questo senso”. Per il Papa “dobbiamo evitare il tipo di scelte sbagliate che sono state fatte negli ultimi anni. E’ stata data grande visibilità all'acquisto dell’edificio a Londra, Sloane Avenue, e quanti milioni sono stati persi a causa di ciò”. Ma, ad esempio, “l'Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) ha appena pubblicato il suo bilancio 2024 e per l'anno in corso registra un risultato positivo di oltre 60 milioni di euro. Perché piagnucolare sulla crisi?”. Per il Papa, “le cose andranno bene, ma dobbiamo continuare il processo di riforma avviato da Francesco”.
Messa in latino, tema politicizzato
Sulla cosiddetta messa in latino, altro “tema controverso”, Leone XIV precisa che “se è il rito del Concilio vaticano II non c’è problema”. Il Papa riferisce di aver già ricevuto “numerose richieste e lettere” su questo tema e ammette: “So che parte di questa questione, purtroppo, è diventata – ancora una volta, parte di un processo di polarizzazione – la gente ha usato la liturgia come scusa per affrontare altri argomenti. È diventata uno strumento politico, e questo è davvero deplorevole”. La polarizzazione ha impedito di “poter dire: "Beh, se celebriamo la liturgia del Vaticano II in modo corretto, trovate davvero così tanta differenza tra questa esperienza e quell'altra?"”. Prevost ritiene che anche questo tema bisogna “sederci e discutere”, “forse con la sinodalità”.
Curia romana, compartimenti stagni
In Vaticano ognuno lavora per conto suo e c’è poca collaborazione tra dicasteri: è questo uno dei temi, già emersi durante il pre-Conclave, ai quali il Papa vuole mettere mano in tempi brevi: “Uno dei temi specifici su cui spero di iniziare a lavorare nel prossimo futuro è continuare a smantellare o trasformare il modo isolato in cui opera ogni dicastero. Ci sono molte questioni nella Santa Sede, nella Chiesa, che non sono di competenza di un solo dicastero. La mancanza di dialogo, di strumenti di comunicazione, tra i diversi Dicasteri è stata a volte di grande limitazione e danno per il governo della Chiesa. Quindi, penso che ci sia un problema di... qualcuno ha usato l'espressione "mentalità a compartimenti stagni"”.
Abusi, “una vera crisi”
Quella degli abusi sessuali sui minori da parte del clero è una “vera crisi”, dice Leone XIV, sulla quale la Chiesa deve fare passi avanti. In due direzioni. Per quanto riguarda le vittime, “devono essere trattati con grande rispetto e con la consapevolezza che coloro che hanno subito ferite molto profonde a causa di abusi, a volte portano quelle ferite per tutta la vita”. D’altra parte, continua Leone, “le statistiche mostrano che ben oltre il 90% delle persone che si fanno avanti e muovono accuse sono autentiche vittime. Dicono la verità. Non si inventano nulla. Ma ci sono stati anche casi comprovati di qualche tipo di falsa accusa. Ci sono stati sacerdoti la cui vita è stata distrutta a causa di ciò” E va sempre garantita la “presunzione di innocenza”.
Il confronto con Trump
A fine luglio, quando ha rilasciato l’intervista, Leone XIV ancora non aveva mai avuto un contatto diretto con Donald Trump (né il Vaticano ha mai riferito, nel frattempo, di telefonate o scambio di messaggi). Ma il primo Papa nato negli Stati Uniti è pronto a confrontarsi con l’inquilino della Casa bianca, senza pregiudizi ma anche senza voler tacere i valori a cui la Chiesa tiene a partire dalla “dignità umana”. “La settimana scorsa il presidente Trump ha dichiarato di non aver in programma di incontrarmi, e poi ha detto: "Ma suo fratello è un bravo ragazzo", e va bene così. Uno dei miei fratelli lo ha incontrato ed è stato molto schietto riguardo alle sue opinioni politiche (Louis Prevost è un convinto sostenitore di Trump, ndr.). Ma se o quando ci fossero questioni specifiche con cui, se fosse possibile, confrontarmi, non avrei problemi a farlo”. Il Papa assicura: “Non ho intenzione di impegnarmi nella politica di parte. Non è questo lo scopo della Chiesa. Ma non ho paura di sollevare questioni che ritengo siano autentiche questioni evangeliche, che spero le persone di entrambe le parti (repubblicani e democratici, ndr.) saranno in grado di ascoltare”. Il Papa ricorda l’efficace lettera inviata da Francesco ai vescovi degli Stati Uniti sull’accoglienza degli immigrati. “Sono stato molto contento di vedere come i vescovi americani l'abbiano recepita, e alcuni di loro hanno avuto il coraggio di farlo”. Quanto a J.D.Vance, con lui “ho parlato della dignità umana e di quanto sia importante per tutti, ovunque si nasca”, dice Prevost, secondo cui “ovviamente, negli Stati Uniti stanno accadendo alcune cose che destano preoccupazione”.
Cina, breve e lungo periodo
Per ora non cambia nulla, nel lungo periodo si vedrà. Papa Leone XIV non sembra convinto pienamente delle aperture del predecessore nei confronti della Cina. “Direi che a breve termine continuerò la politica che la Santa Sede ha seguito per alcuni anni, e che è stata seguita da diversi predecessori”, dice il Papa nato a Chicago. Ad ogni modo, “è una situazione molto difficile”, dice Prevost: “A lungo termine, non pretendo di dire cosa farò o cosa non farò, ma dopo due mesi ho già iniziato ad avere discussioni a diversi livelli su questo argomento”.
Ebrei, i rapporti sono già migliorati
“Forse sono troppo presuntuoso, ma oserei dire che già nei primi due mesi il rapporto con la comunità ebraica in quanto tale è migliorato un po'”, afferma il Papa: “Credo sia importante fare alcune distinzioni che loro stessi faranno in termini di ciò che sta facendo il governo di Israele e di chi è la comunità ebraica. Ma fortunatamente, credo che ci sia stato, anche in un paio di incontri che ho già avuto, un piccolo avvicinamento”.
Intelligenza artificiale e Dio
“A proposito di intelligenza artificiale, ogni volta che provo a dire qualcosa, il giorno dopo leggo le notizie e vedo che l'intelligenza artificiale ha fatto un balzo in avanti”, dice papa Leone XIV. “Sarà molto difficile scoprire la presenza di Dio nell'intelligenza artificiale”, dice il Papa, che si scaglia in particolare contro le fake news: “Anche in questi tre mesi da Papa, un giorno, parlando con qualcuno, mi hanno chiesto: "Stai bene?". E io ho risposto: "Sì, sto bene, perché?". "Beh, sei caduto da una rampa di scale". Ho detto: "No, non è vero", ma da qualche parte c'era un video in cui avevano creato questo Papa artificiale, io, che cadevo da una rampa di scale mentre camminavo da qualche parte, e a quanto pare era così bello che hanno pensato fossi io. Questo è solo un piccolo esempio, non molto significativo, ma è un esempio di ciò che si può fare”.