Nel 2026 il contributo di accesso a Venezia sarà attivo per 60 giornate, distribuite tra il 3 aprile e il 26 luglio. La giunta comunale ha confermato l’impianto generale: orario dalle 8.30 alle 16.00, applicazione nei weekend da venerdì a domenica, esclusione delle isole minori e mantenimento delle esenzioni per residenti, studenti, lavoratori e altre categorie.
Tariffe e prenotazioni
La tariffa base resta di 5 euro, ma chi prenota all’ultimo momento pagherà 10 euro. Il Comune valuta di ampliare la fascia dei “last minute” per incentivare la prenotazione anticipata. La soglia massima sarà definita con un provvedimento successivo.
Privacy e controlli
L’assessore al Bilancio Michele Zuin ha ribadito l’impegno su privacy e controlli, dopo la sanzione del Garante scesa da 20 milioni a 10 mila euro per criticità nella raccolta dati nel primo anno. “È una sperimentazione che vogliamo migliorare costantemente”, ha dichiarato.
Numeri e impatto
Nel 2024 il ticket ha fruttato 2,4 milioni con 485.062 paganti. Nel 2025, con 54 giornate, l’incasso è salito a 5,4 milioni per 723.497 visitatori. Sono stati impiegati circa 140 operatori e effettuati oltre 445.000 controlli sui QR code, con 2.500 verbali emessi.
Le critiche della CGIL: “Serve una visione, non una tassa”
Daniele Giordano, segretario generale della CGIL Venezia, ha criticato l’estensione della misura: “Sembra una trovata pubblicitaria più che una politica strutturale”. La Cgil chiede un tavolo di confronto sul turismo e sulla soglia di carico della città, denunciando precarietà e bassi salari nel settore.
Il futuro incerto
Zuin ha concluso ricordando che “chi verrà dopo Brugnaro deciderà cosa fare”, ma ha auspicato il rispetto della continuità amministrativa. Venezia resta la prima città al mondo ad aver introdotto un contributo di accesso, e il dibattito sul suo impatto è tutt’altro che chiuso.