Papa Leone apre la pastorale di Roma: “Città sempre più in povertà, i giovani sono disorientati”
di Iacopo ScaramuzziUna Chiesa “non giudicante” che “sa accogliere tutti”, “a servizio dei più poveri e dei più deboli”, attenta a temi come la pace, le migrazioni, la cura del creato, ma anche “il rispetto nella vita di coppia”, la “sofferenza mentale” e le “dipendenze”. E’ questo l’obiettivo che papa Leone XIV ha indicato alla diocesi di Roma nel corso della liturgia che ha presieduto a San Giovanni in Laterano per l’apertura dell’anno pastorale.
Il vescovo di Roma
“Carissimi fratelli e sorelle, è per me una gioia trovarmi con voi nella cattedrale di Roma”, ha detto Robert Francis Prevost: “Il Papa è tale in quanto Vescovo di Roma, e io sono Vescovo per voi”. Il Papa si è richiamato al Concilio vaticano II e a papa Francesco per raccomandare di approfondire la “sinodalità” capace di innescare “un rinnovamento ecclesiale, in grado di rivitalizzare le comunità”.
“Una pastorale empatica”
“Mi pare urgente impostare una pastorale solidale, empatica, discreta, non giudicante, che sa accogliere tutti, e propo…
Una Chiesa “non giudicante” che “sa accogliere tutti”, “a servizio dei più poveri e dei più deboli”, attenta a temi come la pace, le migrazioni, la cura del creato, ma anche “il rispetto nella vita di coppia”, la “sofferenza mentale” e le “dipendenze”. E’ questo l’obiettivo che papa Leone XIV ha indicato alla diocesi di Roma nel corso della liturgia che ha presieduto a San Giovanni in Laterano per l’apertura dell’anno pastorale.
Il vescovo di Roma
“Carissimi fratelli e sorelle, è per me una gioia trovarmi con voi nella cattedrale di Roma”, ha detto Robert Francis Prevost: “Il Papa è tale in quanto Vescovo di Roma, e io sono Vescovo per voi”. Il Papa si è richiamato al Concilio vaticano II e a papa Francesco per raccomandare di approfondire la “sinodalità” capace di innescare “un rinnovamento ecclesiale, in grado di rivitalizzare le comunità”.
“Una pastorale empatica”
“Mi pare urgente impostare una pastorale solidale, empatica, discreta, non giudicante, che sa accogliere tutti, e proporre percorsi il più possibile personalizzati, adatti alle diverse situazioni di vita dei destinatari”, ha detto papa Leone. “Si tratta – dobbiamo dirlo onestamente – di una pastorale che non ripete le cose di sempre, ma offre un nuovo apprendistato; una pastorale che diventa come una scuola capace di introdurre alla vita cristiana, di accompagnare le fasi della vita, di tessere relazioni umane significative e, così, di incidere anche nel tessuto sociale specialmente a servizio dei più poveri e dei più deboli”.
Migranti e cura del creato
Il Papa ha riconosciuto che “la richiesta dei Sacramenti sta diventando un’opzione sempre meno praticata”, nella Chiesa di Roma “non mancano le fatiche, specialmente in ordine alla trasmissione della fede, e in una città che ha bisogno di profezia, segnata com’è da numerose e crescenti povertà economiche ed esistenziali, con i giovani spesso disorientati e le famiglie spesso appesantite”. Tra i suggerimenti che ha dato ai suoi sacerdoti e ai suoi laici, il vescovo di Roma ha raccomandato l’avvio nelle parrocchie di percorsi di formazione “biblici e liturgici, senza tralasciare le questioni che intercettano le passioni delle nuove generazioni ma che interessano tutti noi: la giustizia sociale, la pace, il complesso fenomeno migratorio, la cura del creato, il buon esercizio della cittadinanza, il rispetto nella vita di coppia, la sofferenza mentale e le dipendenze, e tante altre sfide”.
Un tempo non facile per la diocesi
Introducendo l’incontro, il cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldassarre Reina, ha sottolineato: “Ci sentiamo sgomenti non solo per i tanti scenari di guerra che insanguinano il nostro mondo ma anche per le tante situazioni di sofferenza di Roma. Crescono le disuguaglianze, aumenta la povertà assoluta delle famiglie, le periferie a volte sono invivibili a motivo di una criminalità che controlla capillarmente il territorio; mancano le case per i giovani e per le persone che non hanno molta disponibilità economica, cresce il disagio mentale e anche l’accesso alle cure per poveri e anziani sta diventando un problema serio”. In riferimento alla riforma del Vicariato avviata da papa Francesco, il porporato ha detto che quello attuale è “un tempo non facile per la nostra diocesi, segnato da cambiamenti che hanno determinato fatiche e non poche incomprensioni”.