✕

Sanità, Pnrr disatteso: attivate solo il 40 per cento delle Case di Comunità

Ascolta l'audio

Il monitoraggio di Agenas. Le nuove strutture territoriali dovranno essere 1.723 entro il 2026 ma le Regioni sono ferme a 660, delle quali solo 46 hanno medico e infermiere. Il Sud va malissimo
1 minuti di lettura

Dovrebbero essere una delle novità più importanti introdotte dal Pnrr, in grado di rilanciare la sanità territoriale, uno dei settori più in crisi nel campo dell’assistenza, ma sono ancora lontane dall’essere realizzate. In Italia ci sono ancora troppo poche Case di Comunità, meno del 40% rispetto a quante dovrebbero essere attivate entro il giugno 2026 e cioè 660 su 1.723. Come sempre, la situazione è diversa nelle varie Regioni, c’è infatti chi va benino e chi va malissimo.

Cosa sono le Case di Comunità

Con le Case di Comunità non si è inventato niente di nuovo. Sono un’evoluzione di un progetto già pensato negli anni scorsi, le Case della Salute. Si tratta di maxi ambulatori che diventano il punto di riferimento per 20-25 mila cittadini, che nelle strutture hanno a disposizione medici – di famiglia e specialisti – infermieri, servizi sociali, diagnostica. Molte devono restare aperte per 24 ore, perché di sera ospitano i servizi di guardia. Insomma, dei centri che con la loro offer…

Dovrebbero essere una delle novità più importanti introdotte dal Pnrr, in grado di rilanciare la sanità territoriale, uno dei settori più in crisi nel campo dell’assistenza, ma sono ancora lontane dall’essere realizzate. In Italia ci sono ancora troppo poche Case di Comunità, meno del 40% rispetto a quante dovrebbero essere attivate entro il giugno 2026 e cioè 660 su 1.723. Come sempre, la situazione è diversa nelle varie Regioni, c’è infatti chi va benino e chi va malissimo.

Cosa sono le Case di Comunità

Con le Case di Comunità non si è inventato niente di nuovo. Sono un’evoluzione di un progetto già pensato negli anni scorsi, le Case della Salute. Si tratta di maxi ambulatori che diventano il punto di riferimento per 20-25 mila cittadini, che nelle strutture hanno a disposizione medici – di famiglia e specialisti – infermieri, servizi sociali, diagnostica. Molte devono restare aperte per 24 ore, perché di sera ospitano i servizi di guardia. Insomma, dei centri che con la loro offerta dovrebbero essere in grado di dare una risposta più vicina ai pazienti ed evitare tra l’altro l’affollamento degli ospedali.

A valutare a che punto è la realizzazione della Case di Comunità è Agenas, l’agenzia sanitaria nazionale delle Regioni. Ebbene, oggi dovrebbero essere attive 1.723 strutture, ma ce ne sono solo 660 “con almeno un servizio attivo”. Nella definizione ci sono delle realtà che lavorano a pieno regime (sono 46), quindi, ma anche altre che invece hanno aperto ma ancora non hanno un’offerta sanitaria completa. La strada da fare è quindi tantissima.

Le Regioni ancora a zero

Intanto Abruzzo, Basilicata, Campania e Provincia di Bolzano sono a zero. Non hanno nemmeno una Casa di Comunità. Situazione quasi identica in Puglia, che ne ha appena una (su 123), e in Calabria e Molise che sono a quota 2. Male anche la Sicilia, con 9 rispetto alle 161 che dovrebbe avere.

Emilia-Romagna al top

La Regione che ha la situazione migliore è l’Emilia-Romagna, con 142 Case di Comunità già attive su 187. Bene anche Lombardia e Veneto (rispettivamente 142 su 204 e 63 su 99). Il Lazio ne ha attivate 95 su 146, altro risultato abbastanza buono. Tra il gruppo dei migliori la Toscana è un po’ più indietro, con 70 su 157. Il Piemonte va ancora peggio, è a 31 si 96.

Leggi i commenti