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Cannabis light, flop del governo: il divieto non funziona. I produttori: “Andiamo avanti”

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Nel decreto sicurezza l’esecutivo ha provato a bloccare la marijuana con basso contenuto di thc. Ma i giudici liberano i coltivatori arrestati: “Non si tratta di una sostanza drogante”
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L’ultimo è stato scarcerato lunedì scorso. Un coltivatore pugliese di canapa per uso industriale era stato arrestato il venerdì precedente e gli erano stati sequestrati 460 chili di cannabis. Una volta esclusa la cosiddetta “efficacia drogante” e la sola presenza del cbd, il Gip ha rifiutato la richiesta di custodia cautelare. Non è l’unico caso nelle ultime settimane che dimostra come l’applicazione dell’articolo 18 del decreto sicurezza approvato quest’anno, che vorrebbe rendere illegale il cbd, non stia funzionando. E infatti agricoltori e anche negozianti, tra un controllo dei carabinieri e l’altro, vanno avanti con il lavoro.

La differenza tra thc e cbd

La cannabis contiene tanti principi attivi. I due più noti sono il thc e il cbd. Il primo è la sostanza drogante inserita nelle varie tabelle ministeriali. Se è presente nella canapa in quantità superiori a una certa percentuale (lo 0,5%), la cannabis, hashish o marijuana, è considerata illegale. Il cbd invece non viene considerat…

L’ultimo è stato scarcerato lunedì scorso. Un coltivatore pugliese di canapa per uso industriale era stato arrestato il venerdì precedente e gli erano stati sequestrati 460 chili di cannabis. Una volta esclusa la cosiddetta “efficacia drogante” e la sola presenza del cbd, il Gip ha rifiutato la richiesta di custodia cautelare. Non è l’unico caso nelle ultime settimane che dimostra come l’applicazione dell’articolo 18 del decreto sicurezza approvato quest’anno, che vorrebbe rendere illegale il cbd, non stia funzionando. E infatti agricoltori e anche negozianti, tra un controllo dei carabinieri e l’altro, vanno avanti con il lavoro.

La differenza tra thc e cbd

La cannabis contiene tanti principi attivi. I due più noti sono il thc e il cbd. Il primo è la sostanza drogante inserita nelle varie tabelle ministeriali. Se è presente nella canapa in quantità superiori a una certa percentuale (lo 0,5%), la cannabis, hashish o marijuana, è considerata illegale. Il cbd invece non viene considerato drogante praticamente in nessun Paese. È una sostanza che rilassa ma non ha effetti stupefacenti. Se la sua percentuale è alta ed è basso il thc si parla di cannabis light. Il governo ha però voluto colpire anche questa sostanza, che viene venduta in vari negozi e anche prodotta, spesso da chi coltiva canapa per usi industriali. Nel decreto sicurezza è così stato inserito l’articolo 18, che per vietare “l'importazione, la cessione, la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l'invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa coltivata ai sensi del comma 1 del presente articolo, anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti o costituiti da tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli oli da esse derivati” è partita da un presupposto. Quello che anche la cannabis può essere sempre pericolosa, al di lù delle percentuali di thc e cbc. Per questo nello stesso articolo si spiega che la legge serve ad “evitare che l'assunzione di prodotti costituiti da infiorescenze di canapa (Cannabis sativa L.) o contenenti tali infiorescenze possa favorire, attraverso alterazioni dello stato psicofisico del soggetto assuntore, comportamenti che espongano a rischio la sicurezza o l'incolumità pubblica ovvero la sicurezza stradale”.

Il giudice di Trento e la Cassazione

Il punto è che quando si arriva davanti a un giudice, questo va a controllare la composizione della sostanza, e la considera drogante, e quindi vietata, solo se c’è appunto una quantità superiore allo 0,5% di il thc. E così in vari casi le accuse sono saltate. Giacomo Bulleri, è un avvocato esperto del settore, che ha fatto un’azione di accertamento sulla legittimità dell’articolo 18 di fronte a vari giudici civili. “Quello di Trento, pur dichiarando inammissibile il nostro ricorso per questioni tecniche, ha comunque analizzato i suoi motivi, rilevando che da un lato risultano esserci contrasti con la Costituzione e il diritto europeo, dall’altro ha ribadito il principio di efficacia drogante”. La Cassazione del resto a giugno aveva fatto una relazione sull’articolo 18 nella quale ha evidenziato la necessità di una rilettura giudiziale della norma. L’articolo 18, infatti, non contrasta con la Costituzione e il diritto europeo solo se interpretato come applicabile solo alla canapa drogante. Cioè quella dove non c’è il thc.

“Le forze dell’ordine si dotino di test rapidi”

In queste settimane ci sono state varie denunce e arresti di venditori e produttori. Alcune decisioni sono ancora pendenti, perché deve essere analizzata la sostanza sequestrata. In altri casi, come visto, quelli più urgenti, i giudici hanno scarcerato. “Per evitare tutto questo lavoro ai tribunali e alle forze dell’ordine – dice sempre Bulleri – sarebbe necessario che queste vengano dotati di test rapidi, da fare sull’infiorescenza in campo o nel negozio, che permettono di capire se il thc è sopra o sotto la soglia drogante. Vengono già usati in tutto il mondo da anni e servirebbero ad evitare sequestri inutili, stress per produttori e venditori, e lavoro per la macchina della giustizia”.

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