Ritrovato il corpo di Cinzia Pinna, Emanuele Ragnedda confessa il femminicidio. Arrestato
dalla nostra inviata Romina MarcecaPALAU (SASSARI) – Emanuele Ragnedda ha confessato di aver ucciso Cinzia Pinna: il corpo della donna è stato ritrovato in un terreno accanto al casolare di proprietà dell’uomo ricoperto da sterpaglie. A portarli sul luogo proprio il noto imprenditore del vino, 41 anni, che stamattina è stato a lungo interrogato in caserma dai carabinieri, dopo essere stato bloccato mentre tentava di fuggire in barca. La donna sarebbe stata uccisa a colpi di pistola. Per giustificarsi l’uomo ha detto: “Lei mi ha aggredito”.
L’appello della sorella
La donna era sparita nel nulla la sera dell'11 settembre scorso. Era stata la sorella di Pinna, sui social, a lanciare un appello accorato cinque giorni dopo la sua scomparsa, quando la denuncia era già stata presentata ai carabinieri. “Questa è mia sorella Cinzia, la notte tra giovedì 11 e venerdì 12 è andata via da un locale a Palau, non riusciamo a metterci in contatto con lei perché ha il cellulare spento, se qualcuno l’ha vista mi contatti rispondendo al …
PALAU (SASSARI) – Emanuele Ragnedda ha confessato di aver ucciso Cinzia Pinna: il corpo della donna è stato ritrovato in un terreno accanto al casolare di proprietà dell’uomo ricoperto da sterpaglie. A portarli sul luogo proprio il noto imprenditore del vino, 41 anni, che stamattina è stato a lungo interrogato in caserma dai carabinieri, dopo essere stato bloccato mentre tentava di fuggire in barca. La donna sarebbe stata uccisa a colpi di pistola. Per giustificarsi l’uomo ha detto: “Lei mi ha aggredito”.
L’appello della sorella
La donna era sparita nel nulla la sera dell'11 settembre scorso. Era stata la sorella di Pinna, sui social, a lanciare un appello accorato cinque giorni dopo la sua scomparsa, quando la denuncia era già stata presentata ai carabinieri. “Questa è mia sorella Cinzia, la notte tra giovedì 11 e venerdì 12 è andata via da un locale a Palau, non riusciamo a metterci in contatto con lei perché ha il cellulare spento, se qualcuno l’ha vista mi contatti rispondendo al post o in privato. Condividete. Grazie a tutti dell’aiuto”. La procura di Tempio Pausania – coordinata dal procuratore Gregorio Capasso – ha subito aperto un’inchiesta.
L’imprenditore del vino reo confesso
Le indagini hanno portato i carabinieri fino a un casolare di proprietà di Emanuele Ragnedda, imprenditore di Arzachena. I carabinieri stanno appurando se tra lui e Cinzia Pinna ci fosse una relazione e da quanto tempo. Stamattina nel casolare sono stati svolti gli accertamenti del Ris, alla ricerca di tracce che potessero ricondurre a un delitto commesso all’interno dell’edificio. Nella casa i carabinieri hanno rivenuto tracce di sangue: su un divano e in altre parti dell’abitazione. L'uomo avrebbe usato un'arma da fuoco.
Ragnedda, difeso dall'avvocato Luca Montella, è figlio di Mario e nipote di Francesco Ragnedda, noti per la produzione di vino d'eccellenza – Mario è uno dei fondatori della cantina Capichera, ceduta di recente – di cui Emanuele ha seguito le orme fondando l'azienda ConcaEntosa, nelle campagne tra Arzachena e Palau. Lui è diventato famoso per aver messo sul mercato "il bianco più caro d'Italia", il Vermentino Disco Volante Igt 2021, con prezzi a bottiglia fino a 1.800 euro.
Le ultime ore di Cinzia Pinna prima della scomparsa
La donna – 33 anni, di Castelsardo – era stata vista l'ultima volta in un locale di Palau insieme a Ragnedda e a un altro giovane, un milanese di 26 anni che lavora come giardiniere, adesso indagato per occultamento di cadavere. Le indagini, grazie a testimonianze e immagini degli impianti di videosorveglianza, hanno appurato che quella notte Pinna è salita a bordo di un'auto prima di sparire nel nulla. Secondo gli inquirenti era il veicolo dell'imprenditore di Arzachena.
Queste sono ore decisive per l'inchiesta, coordinata dalla pm Noemi Mancini, che si sta concentrando sull'analisi di quanto accaduto la sera tra l'11 e il 12 settembre quando la donna è stata vista per l'ultima volta e poi di lei si sono perse le tracce. Alcuni telefoni cellulari sono stati sequestrati dagli uomini dell'Arma e verranno analizzati insieme con un'arma da fuoco.
Sono stati i familiari di Cinzia a lanciare l'allarme, sporgere denuncia di scomparsa e mettere in moto la macchina delle ricerche iniziate dalle prime ore del 12 settembre: coinvolte decine di squadre dei vigili del fuoco, volontari della protezione civile e carabinieri. La sorella ha da subito diffuso vari appelli sui profili social, l’ultimo il 18 settembre: “Ciao a tutti, stiamo organizzando per sabato 20 settembre con partenza alle 8:30 da Castelsardo (parcheggio campo sportivo) un gruppo di ricerca per Cinzia. Ma dopo tredici giorni della donna sorridente da una foto con la fascia in testa colorata, ancora, non ci sono notizie”.