Porto Cervo, uccise con il suv una 24enne: la manager alla guida non stava usando il cellulare
di Federica AngeliNon aveva il cellulare in mano Vivian Spohr, la manager tedesca alla guida del suv Bmw che lo scorso 8 luglio ha travolto e ucciso sulle strisce pedonali di via Aga Khan, a Porto Cervo, la 24enne di Tempio Pausania, Gaia Costa. È quanto emerge dalle prime indiscrezioni sull’esame tecnico del telefono della donna, disposto dalla procura di Tempio Pausania e riportato da La Nuova Sardegna. Spohr resta comunque indagata con l’accusa di omicidio stradale.
Gaia Costa
La dinamica dell’incidente
Gli inquirenti continuano a lavorare per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. La procura ha affidato l’incarico a due consulenti, Giancarlo Rosa e l’ingegnere Marco Antonio Pes, che stanno analizzando l’auto coinvolta, i rilievi effettuati dai carabinieri sul luogo dell’impatto e un filmato acquisito dal sistema di videosorveglianza del centro di Porto Cervo. È in quella zona che Gaia, giovane babysitter, viveva e lavorava durante la stagione estiva.
Accertamenti volontari
Subito dopo la tragedia, Vivian Spohr aveva lasciato la Sardegna per rientrare in Germania. La decisione non aveva sollevato obiezioni da parte degli inquirenti, che avevano sottolineato la mancanza di motivi per trattenerla: la manager si era sottoposta agli accertamenti tossicologici e all’alcoltest, entrambi negativi, e aveva collaborato con le autorità.
L’omicidio stradale
Il fascicolo a suo carico ipotizza il reato di omicidio stradale, ma senza aggravanti, circostanza che ha consentito alla donna di rientrare nel suo Paese in attesa della conclusione delle indagini. Intanto, entrambe le parti hanno nominato i propri consulenti: Vivian Spohr è assistita dagli avvocati Angelo Merlini e Alessandro Vitale, mentre la famiglia di Gaia Costa è rappresentata dall’avvocato Antonello Desini.