Leone XIV ha fatto la prima nomina di peso del suo pontificato, e ha colto più d’uno di sorpresa in Vaticano. Il Papa ha nominato monsignor Filippo Iannone prefetto del cruciale dicastero dei Vescovi, casella rimasta vuota con il Conclave, a maggio, perché sino ad allora era stato lui, Robert Francis Prevost, il prefetto dell’ufficio che seleziona i nuovi vescovi di tutto il mondo. Il profilo di Iannone non era emerso tra le voci e le ipotesi che si rincorrevano da mesi Oltretevere attorno a questa nomina, né era risaputo quando si sarebbe sbloccata.
Figura competente e defilata, nato 68 anni fa a Napoli, monsignor Iannone, carmelitano, è giurista e canonista. Sino a ieri era prefetto del dicastero per i Testi legislativi, una sorta di ministero della Giustizia della Santa Sede. Ordinato sacerdote nel 1982, Giovanni Paolo II lo nominò vescovo ausiliare di Napoli nel 2001, quando arcivescovo era il cardinale Michele Giordano, Benedetto XVI lo promosse dapprima vescovo di Sora poi arciv…
Leone XIV ha fatto la prima nomina di peso del suo pontificato, e ha colto più d’uno di sorpresa in Vaticano. Il Papa ha nominato monsignor Filippo Iannone prefetto del cruciale dicastero dei Vescovi, casella rimasta vuota con il Conclave, a maggio, perché sino ad allora era stato lui, Robert Francis Prevost, il prefetto dell’ufficio che seleziona i nuovi vescovi di tutto il mondo. Il profilo di Iannone non era emerso tra le voci e le ipotesi che si rincorrevano da mesi Oltretevere attorno a questa nomina, né era risaputo quando si sarebbe sbloccata.
Figura competente e defilata, nato 68 anni fa a Napoli, monsignor Iannone, carmelitano, è giurista e canonista. Sino a ieri era prefetto del dicastero per i Testi legislativi, una sorta di ministero della Giustizia della Santa Sede. Ordinato sacerdote nel 1982, Giovanni Paolo II lo nominò vescovo ausiliare di Napoli nel 2001, quando arcivescovo era il cardinale Michele Giordano, Benedetto XVI lo promosse dapprima vescovo di Sora poi arcivescovo e vicegerente di Roma nel 2012. Papa Francesco lo ha nominato segretario aggiunto dei Testi legislativi nel 2017, prefetto nel 2018.
Ora Leone lo ha scelto come suo successore, come fece Benedetto XVI quando, eletto Papa, scelse alla guida del dicastero per la Dottrina della fede il cardinale statunitense William Levada. Nel nuovo ruolo, al quale nessuno tiene tanto quanto il Papa in persona, Iannone diventa anche presidente della Pontificia commissione per l’America latina, altro incarico particolarmente caro al nuovo Papa, che ha trascorso venti anni della sua vita in Perù. Prevost ha confermato sia il segretario che il sottosegretario del dicastero dei Vescovi, il monsignore brasiliano Ilson de Jesus Montanari e il monsignore bosniaco Ivan Kovac.
Per questa casella dell’organigramma vaticano si erano rincorse per settimane voci e ipotesi disparate, dalla promozione dello stesso segretario all’arrivo a Roma di cardinali da fuori Italia. Molti scommettevano su una scelta in linea con Francesco, che nel 2023, quando andò in pensione il cardinale canadese Marc Ouellet, scelse il semisconosciuto Prevost, allora vescovo in Perù, perché riteneva necessario che a selezionare i futuri vescovi fosse un missionario, capace di imprimere un’impronta aperturista alla Chiesa mondiale.
L’attuale Papa, a sua volta canonista, ha invece optato per un arcivescovo italiano con una lunga esperienza tra atenei pontifici, diocesi italiane e Curia romana. Leone XIV ha senz’altro avuto modo di conoscere da vicino Iannone, sia nei colloqui degli anni scorsi tra la Santa Sede e i vescovi tedeschi — nel 2019 fu proprio Iannone a firmare una lettera con la quale metteva in guardia la Chiesa germanica dalle fughe in avanti in materia di morale sessuale e celibato sacerdotale — sia durante le due assemblee sinodali volute da Francesco, sia, infine, perché dal 2020 Bergoglio aveva nominato l’arcivescovo napoletano anche come segretario della commissione guidata dal cardinale Usa Kevin Farrell sulle materie riservate, una sorta di filtro al finanziamento fuori sacco delle questioni di Stato più delicate.
La scelta di un giurista alla testa del dicastero dei vescovi sottintende il profilo canonistico delle decisioni relative al governo delle diocesi, non da ultimo le sanzioni che ricadono sui pastori inadempienti di fronte alle denunce di abusi. Resta a questo punto vacante la casella dei Testi legislativi: il prossimo prefetto dovrà prevedibilmente affrontare diversi aggiustamenti del diritto canonico per recepire le novità introdotte dal pontificato di Francesco e dai gruppi di studio del Sinodo che concluderanno il loro lavoro a fine anno.