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Libri e serie tv, il mostro di Firenze 40 anni dopo l’ultimo delitto: tra dubbi e misteri

Il delitto di Pia Rontini e Claudio Stefanacci (29 luglio 1984) 

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Un film in quattro puntate su Netflix e varie pubblicazioni: la storia dei massacri delle coppiette continua a far discutere
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Quarant’anni fa, era la fine dell’estate del 1985, il mostro di Firenze colpiva per l’ultima volta. Era un lunedì, il 9 settembre, quando un giovane di San Casciano, nel boschetto degli Scopeti, trovò i cadaveri dei turisti francesi Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili. Si erano accampati su quella piazzola con una tenda canadese. Saranno gli ultimi morti, sedici in totale, del mostro che sparava con una pistola calibro 22.

Un libro e una serie

Una vicenda torbida, per molti versi ancora misteriosa, che ritorna in questi giorni in libreria con diversi volumi e che dal 22 ottobre diventerà anche una serie in quattro episodi su Netflix intitolata, semplicemente, “Il mostro” per la regia di Stefano Sollima. La serie è stata presentata fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, l’idea e la sceneggiatura sono nate dalla collaborazione tra Leonardo Fasoli e Stefano Sollima. Nel cast, Marco Bullitta, Valentino Mannias, Francesca Olia, Liliana Bottone, Giacomo Fadda, Antonio …

Quarant’anni fa, era la fine dell’estate del 1985, il mostro di Firenze colpiva per l’ultima volta. Era un lunedì, il 9 settembre, quando un giovane di San Casciano, nel boschetto degli Scopeti, trovò i cadaveri dei turisti francesi Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili. Si erano accampati su quella piazzola con una tenda canadese. Saranno gli ultimi morti, sedici in totale, del mostro che sparava con una pistola calibro 22.

Un libro e una serie

Una vicenda torbida, per molti versi ancora misteriosa, che ritorna in questi giorni in libreria con diversi volumi e che dal 22 ottobre diventerà anche una serie in quattro episodi su Netflix intitolata, semplicemente, “Il mostro” per la regia di Stefano Sollima. La serie è stata presentata fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, l’idea e la sceneggiatura sono nate dalla collaborazione tra Leonardo Fasoli e Stefano Sollima. Nel cast, Marco Bullitta, Valentino Mannias, Francesca Olia, Liliana Bottone, Giacomo Fadda, Antonio Tintis e Giordano Mannu.

Le origini

È il 22 agosto del 1968 quando, per la prima volta, qualcuno sui giornali parla di un possibile mostro che si aggira nei boschi del Fiorentino a caccia di coppie in cerca di intimità. C’è un bambino di sei anni, Natalino Mele, che alle due di notte si presenta sotto casa di un muratore di Campi Bisenzio: “Aprimi la porta che ho sonno e ho il babbo ammalato a letto. Dopo mi accompagni perché c’è la mi’ mamma e lo zio che sono morti in macchina”.

Natalino è un sopravvissuto, era sul sedile posteriore quando il mostro – o chi per lui – uccideva la mamma Barbara Locci e lo zio Antonino Lo Bianco, amanti da anni. La beretta calibro 22 “Long Rifle” che diventerà famosa anni dopo come l’arma dell’assassino seriale di Firenze, spara per la prima volta. O meglio, compare per la prima volta in un’indagine che diverso tempo dopo confluirà nell’enorme fascicolo del mostro. Tra il 1968 e il 1985 vengono compiuti otto duplici delitti nelle campagne toscane intorno al capoluogo. Con quella pistola il mostro uccide sedici giovani appartati dentro le loro auto.

Notti senza luna, anni in cui le forze dell’ordine tappezzano parchi, giardini e città di cartelli che mettono in guardia i più giovani: “Occhio ragazzi” il messaggio impresso sui manifesti, un chiaro invito a non avventurarsi in luoghi isolati quando ormai è buio. Il 29 luglio del 1984, sedici anni dopo il primo duplice omicidio, Pia Rontini e Claudio Stefanacci non danno ascolto a quelle raccomandazioni. Si incontrano dopo il lavoro – lei barista diciottenne, lui studente di 21 anni – e decidono di fare l’amore in un posto appartato vicino a casa di Claudio. Imboccano il sentiero sterrato con la Panda celeste dello studente, hanno il tempo di parcheggiare dietro gli alberi, il mostro è già lì e li osserva nelle tenebre. Poi appare e li uccide entrambi con la calibro 22. Sempre la stessa. L’assassino infierisce sul cadavere della ragazza, le taglia un seno e il pube, il suo marchio di riconoscimento.

“La Boschetta”

Sono proprio Pia e Claudio a raccontarlo, in prima persona, nel libro del giornalista Angelo Barraco intitolato La Boschetta - storia vera di un duplice omicidio, edito da Bertoni Editore. Una chiave di lettura diversa di una storia che tutti conoscono ma sulla quale rimangono tanti dubbi, troppi forse. Frutto di una lunga e meticolosa ricerca, il volume di Barraco esplora il caso da una prospettiva inedita e profondamente umana.

“L'idea di scrivere il libro è nata nell'estate del 2022 con l'intento di indagare gli aspetti meno convincenti della narrazione ufficiale – spiega l’autore - Ho voluto mettere al centro le vittime, in particolare Pia Rontini e Claudio Stefanacci, per restituire loro voce e dignità. Un aspetto che, purtroppo, in questa vicenda è spesso passato in secondo piano. La Boschetta non ha la pretesa di svelare nuove verità o nomi di colpevoli, ma invita i lettori a riflettere su un puzzle di ipotesi alternative che si incastrano nella narrazione. La mia speranza è che il libro possa riaccendere il dibattito e contribuire a una riflessione collettiva su un caso che, a distanza di anni, continua a tormentare”.

Un pugno allo stomaco

Fa paura la storia del mostro di Firenze, e non soltanto per le vittime innocenti e le modalità brutali delle aggressioni ma per tutto quello che gravita intorno a quel mondo. Guardoni, pervertiti, certo. Ma anche sette sataniche, presunti “guru” che violentavano minorenni, strani altri omicidi mai del tutto chiariti, insabbiamenti e carte tenute nei cassetti, compagni di merende e soluzioni troppo semplici che sembrano nascondere altro di inconfessabile. Quella di Pia e Claudio poteva essere semplicemente una bella storia d’amore a lieto fine, con una macchina che si accendeva e ripartiva dopo qualche minuto di passione, un campanello di casa che suonava, il sogno di un matrimonio e tanti figli da crescere. Non è andata così perché un uomo – o più uomini, chissà – hanno deciso di impugnare una pistola e di terrorizzare per quasi un ventennio un’intera comunità. Rileggere ancora quelle vicende, soprattutto per chi è nato molto tempo dopo e nulla sa di quelle storie terribili, è un pugno nello stomaco ma assolutamente utile.

“Il labirinto del Mostro di Firenze”

Diciassette anni di omicidi, più di cinquanta di indagini: il caso del Mostro di Firenze continua a essere un enigma che inquieta e intriga. Nonostante le sentenze della giustizia italiana, la vicenda rimane solo parzialmente risolta e lascia aperti quesiti cruciali e terribili. In questo volume corale, a cura di Lorenzo Iovino, Daniele Piccione, Roberto Taddeo con la supervisione di Stefania Ascari e la prefazione di Sigfrido Ranucci (Mimesis Edizioni, collana Le notti della Repubblica) storici, scienziati, giuristi, inquirenti e ricercatori indipendenti si uniscono per affrontare le questioni ancora insolute: come si è realmente giunti al collegamento con il delitto del ’68? Ci sono segreti nascosti nelle indagini di Perugia? È davvero possibile, con le tecnologie attuali e attraverso analisi genetiche mai tentate prima, scoprire pezzi mancanti di verità? E ancora, conosciamo davvero la turbolenta vita di Pietro Pacciani, il contadino che è stato al centro dell’immaginario collettivo, dipinto ora come brutale assassino, ora come perfetto capro espiatorio di una storia di sangue più grande di lui?

Questo libro guida il lettore attraverso i meandri più oscuri del labirinto del Mostro di Firenze. Un viaggio cupo e avvincente nel quale si fondono scienza e indagini, esoterismo e vita rurale toscana, voyeurismo ed eversione nera, offrendo una chiave per esplorare gli insondabili misteri che ancora avvolgono la saga criminale più controversa della storia italiana.

“Nei meandri del Mostro di Firenze”

Edizioni Nocturno ha pubblicato il nuovo libro di Davide Pulici, Nei meandri del Mostro di Firenze, excursus in tutta la fiction (dal cinema ai fumetti passando per la televisione e l’editoria) ispirata dal Mostro. Pulici, insieme a Manlio Gomarasca, è l’ideatore Nocturno, rivista-totem da anni uno dei massimi riferimenti per ogni cinefilo. “Quando ci si addentra in un labirinto, si ha bisogno di un filo – spiega l’autore - A meno che non ci si sia proposti di andare errando per non tornare mai alla luce. Quello che mi pareva più semplice fare, era riprendere i capi di un discorso che avevo abbozzato diversi anni prima, in un numero di Nocturno, in cui avevo scritto qualcosa a proposito dei film e delle fiction realizzate sull'argomento. Vedevo la possibilità di seguire il fatidico filo di cui sopra, e di dipanarlo muovendo dal cinema e dalla finzione (nel senso più vasto del termine: quindi serie e speciali tv, ma anche letteratura e fumetti) per agganciare quella realtà che li aveva generati. Che era l'unica posizione da cui mi tentava muovere e che pensavo di poter governare tra i meandri di questa storia, senza sbandare e senza perdermi nel buio”.

Mario Pacciani in tribunale 

I processi

Non c'è una "sentenza definitiva" unica per l'intero caso del Mostro di Firenze, ci sono state condanne in diversi processi, con la più recente che ha confermato la condanna di Mario Vanni all'ergastolo per alcune delle uccisioni, quelle avvenute tra il 1982 e il 1985, mentre lo ha assolto per il delitto del 1981. Alla fine, l’unico “compagno di merende” di Vanni sarebbe stato solo Giancarlo Lotti, condannato in via definitiva a 26 anni per il suo contributo alle indagini. Quanto a Mario Pacciani, per lui non c’è mai stata una sentenza definitiva: dopo l’ergastolo in primo grado, fu assolto nel secondo e morì durante l’appello bis. Il processo continuò solo per Vanni e Lotti.

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