Si tratta di uno degli elementi contenuti del Fascicolo sanitario elettronico, che è già partito in tutto il Paese. Dentro quel documento informatico, che già contiene i dati degli esami diagnostici e dei ricoveri da oggi dovrebbe entrare anche il Profilo sanitario sintetico (Pss). Va usato il condizionale perché in certe zone del Paese, ad esempio in Lombardia, ci sono problemi con l’avvio.
Di cosa si tratta
Il Profilo sanitario sintetico è una scheda che deve essere compilata dal medico di famiglia o dal pediatra di base per ogni suo paziente. Contiene informazioni sulla storia sanitaria di quella persona che appunto non hanno a che fare con esami diagnostici e altri dati già formalizzati da altri specialisti. Ad esempio informazioni su eventuali allergie, su fattori di rischio come il fumo, il consumo di alcol o di stupefacenti, l’esposizione a sostanze tossiche, ma anche su eventuali patologie di cui soffrono o hanno sofferto i familiari e che possono essere ereditarie. Va anche …
Si tratta di uno degli elementi contenuti del Fascicolo sanitario elettronico, che è già partito in tutto il Paese. Dentro quel documento informatico, che già contiene i dati degli esami diagnostici e dei ricoveri da oggi dovrebbe entrare anche il Profilo sanitario sintetico (Pss). Va usato il condizionale perché in certe zone del Paese, ad esempio in Lombardia, ci sono problemi con l’avvio.
Di cosa si tratta
Il Profilo sanitario sintetico è una scheda che deve essere compilata dal medico di famiglia o dal pediatra di base per ogni suo paziente. Contiene informazioni sulla storia sanitaria di quella persona che appunto non hanno a che fare con esami diagnostici e altri dati già formalizzati da altri specialisti. Ad esempio informazioni su eventuali allergie, su fattori di rischio come il fumo, il consumo di alcol o di stupefacenti, l’esposizione a sostanze tossiche, ma anche su eventuali patologie di cui soffrono o hanno sofferto i familiari e che possono essere ereditarie. Va anche segnalato, tra l’altro, se la persona ha delle protesi o utilizza determinati ausili. Tutte informazioni che servono a comporre un quadro non solo dello stato di salute ma anche appunto della possibilità di sviluppare certi problemi. Tra l’altro il Pss è già previsto da anni, addirittura dal 2014, ma un tempo conteneva molte più informazioni, perché aveva ben 55 campi, e praticamente non veniva mai compilato dai dottori.
Medici contro e medici a favore
Ci sono grandi criticità per la partenza del nuovo Pss. I medici di medicina generale e l'Ordine dei medici di Milano, ad esempio, denunciano “enormi difficoltà nell’avvio”. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine di Milano denuncia “reti informatiche fragili, archivi da proteggere da possibili violazioni, oneri burocratici per medici già sovraccarichi e dilemmi etici sull'inclusione di dati sensibili come dipendenze o disturbi psichici”. “Il Profilo sanitario sintetico - dice Rossi, che è medico di famiglia - potrà apportare migliorie nell'assistenza dei cittadini italiani, ma presenta numerose e pesanti criticità connesse con la cyber-sicurezza, con la privacy, con problemi di natura etica e medico-legale. Sarà uno strumento a cui approcciarsi con grande cautela da parte dei colleghi che si troveranno a compilarlo”.
Dal sindacato dei medici di famiglia Fimmg parlano di impossibilità di dare un avvio al nuovo strumento anche a causa della inadeguatezza dei sistemi di software in dotazione agli studi medici. Posizione diversa quella dell’Ordine dei medici di Roma. “Si tratta di un passo importante verso una maggiore continuità assistenziale, una migliore presa in carico del paziente e una reale interoperabilità dei sistemi informativi, elementi fondamentali per costruire una sanità moderna, efficiente e realmente integrata tra ospedale e territorio”, dice il presidente Antonio Magi: “Tra gli aspetti positivi, il Pss permette un rapido inquadramento clinico del paziente, migliorando l'accesso ai dati essenziali soprattutto in situazioni di emergenza”. Secondo Magi “l'attenzione agli aspetti di privacy e sicurezza dei dati è coerente con le prescrizioni del Garante, tutelando diritti fondamentali dei cittadini, ma attenzione alle singole responsabilità dei professionisti che lo integrano”.