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Airc, 60 anni di lotta al cancro. “La metà dei fondi per la ricerca viene dai privati”

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La Fondazione ha raccolto 2,5 miliardi. Il presidente Sironi: “Servono più soldi”. Finanziati quasi 800 progetti innovativi
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Se oggi in Italia guarisce circa un tumore su due, molto si deve ai 2,5 miliardi raccolti dal 1965 dall’Airc per la ricerca di una cura. Per il suo 60esimo compleanno l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha riempito l’Auditorium di via della Conciliazione a Roma con i suoi medici che oggi hanno ventagli più ampi di farmaci da offrire ai loro pazienti, i suoi scienziati che spesso sono potuti restare in Italia dopo la laurea grazie a una borsa di studio Airc, i volontari che regolarmente scendono in piazza per offrire cioccolatini, arance e azalee della ricerca, e i pazienti che oggi vivono liberi dalla malattia.

«Ogni anno 4,5 milioni di italiani donano all’Airc» ricorda Andrea Sironi, presidente della fondazione creata tra gli altri dal medico e scienziato Umberto Veronesi. «Si tratta quasi di un italiano su dieci. I 2,5 miliardi raccolti finora sono il segno della potenza di fuoco della nostra fondazione».

L’indagine Censis commissionata per i 60 anni di Airc parla prop…

Se oggi in Italia guarisce circa un tumore su due, molto si deve ai 2,5 miliardi raccolti dal 1965 dall’Airc per la ricerca di una cura. Per il suo 60esimo compleanno l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha riempito l’Auditorium di via della Conciliazione a Roma con i suoi medici che oggi hanno ventagli più ampi di farmaci da offrire ai loro pazienti, i suoi scienziati che spesso sono potuti restare in Italia dopo la laurea grazie a una borsa di studio Airc, i volontari che regolarmente scendono in piazza per offrire cioccolatini, arance e azalee della ricerca, e i pazienti che oggi vivono liberi dalla malattia.

«Ogni anno 4,5 milioni di italiani donano all’Airc» ricorda Andrea Sironi, presidente della fondazione creata tra gli altri dal medico e scienziato Umberto Veronesi. «Si tratta quasi di un italiano su dieci. I 2,5 miliardi raccolti finora sono il segno della potenza di fuoco della nostra fondazione».

L’indagine Censis commissionata per i 60 anni di Airc parla proprio di una «fondazione Paese», di uno «sforzo collettivo» della «parte migliore dell’Italia» per curare una malattia che colpisce un uomo su due e una donna su tre nel corso della vita. Le diagnosi nel nostro paese sono 390mila all’anno, con un tasso di guarigione di circa il 50%.

Senza Airc d’altra parte la ricerca sul cancro avrebbe camminato su una gamba sola. Il rapporto curato dal Cergas (Centro di ricerca sulla gestione dell’assistenza sanitaria) della Bocconi ha calcolato che i finanziamenti del non profit privato in oncologia surclassano quelli pubblici. Tra il 2016 e il 2023 in Italia sono stati spesi 2,47 miliardi per la ricerca pubblica. Il 48% è arrivato da donazioni dei cittadini, con l’Airc a fare la parte del leone (973 milioni sul totale di 1,2 miliardi). Il Ministero della Salute ha contribuito con 635 milioni (il 26% del totale) e quello dell’università con 119 milioni (il 5%).

Una quota importante è arrivata dall’Unione Europea (505 milioni, il 20% del totale), che dal 2026 perderà però la quota temporanea del Pnrr. Per evitare che i progetti scientifici si interrompano Sironi chiede alla prossima legge di bilancio di «destinare più fondi alla ricerca proprio per compensare la fine del Pnrr».

I soldi raccolti dall’Airc vengono distribuiti agli scienziati (5.400 i beneficiari al momento per quasi 800 progetti di ricerca) con bandi pubblici. Le loro idee vengono valutate da due revisori stranieri e uno italiano. «I fondi di Airc hanno contribuito — ha spiegato la direttrice scientifica Anna Mondino — alla diffusione in Italia di una terapia come Car-T che ha rivoluzionato la cura di alcuni tipi di tumore, all’individuazione di alcuni difetti del Dna e della cellula che sono alla base della malattia, alla messa a punto delle biopsie liquide che facilitano la diagnosi perché si basano su un semplice prelievo di sangue».

L’indagine Censis ha mostrato che il cancro, un tempo «il male incurabile», oggi secondo il 62% delle persone «può essere curato in tanti casi». Solo il 9% ormai lo considera una condanna e il 70% ritiene che in futuro grazie alla ricerca i malati potranno guarire quasi sempre.

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