Festa dei nonni, Giorgina Siviero: “Spiego al mondo perché l’eleganza è quella dell’anima”
Claudia de LilloIndomita, austera, rigorosa, Giorgina Siviero balla da sola, come gli spiriti liberi, e si rifiuta di dirsi influencer. Eppure lei, da poco superati gli 80 anni, imprenditrice di lungo corso e anima di San Carlo 1973, storica boutique torinese, con 577.000 follower su Instagram incarna l’autorevolezza dei grandi maestri. Capelli raccolti, sguardo tagliente, un’eleganza sobria, lontanissima dall’iconografia che appiattisce i nonni a una figurina bonaria, elargisce, spesso controvoglia, pillole di saggezza universale. Incalzata dalla figlia, Elena Cecchi, che ha colto il dirompente fascino materno, lei risponde sdegnosa e incisiva alle domande dei fan («Donne di una certa età possono portare abiti senza maniche?» «Meglio di no»). I suoi strali, conditi di ironia, parlano di stile, una faccenda ben più grande dei vestiti.
Indomita, austera, rigorosa, Giorgina Siviero balla da sola, come gli spiriti liberi, e si rifiuta di dirsi influencer. Eppure lei, da poco superati gli 80 anni, imprenditrice di lungo corso e anima di San Carlo 1973, storica boutique torinese, con 577.000 follower su Instagram incarna l’autorevolezza dei grandi maestri. Capelli raccolti, sguardo tagliente, un’eleganza sobria, lontanissima dall’iconografia che appiattisce i nonni a una figurina bonaria, elargisce, spesso controvoglia, pillole di saggezza universale. Incalzata dalla figlia, Elena Cecchi, che ha colto il dirompente fascino materno, lei risponde sdegnosa e incisiva alle domande dei fan («Donne di una certa età possono portare abiti senza maniche?» «Meglio di no»). I suoi strali, conditi di ironia, parlano di stile, una faccenda ben più grande dei vestiti.
L’hanno definita “signora della moda torinese”, lei ha detto di essere una “disinfluencer”. Ma chi è Giorgina Siviero?
«Sono una che dice le cose come stanno senza indorarle, talvolta in modo brutale. Dopo 60 anni di lavoro sono arrivata a una sintesi tra bellezza e semplicità. Il commerciante vende ciò che la gente vuole. Io vendo ciò che voglio io e dal mio negozio esci perfetta».
E i social cosa c’entrano?
«Deve chiederlo a mia figlia: non mi sarei mai sognata di usarli. Faccio ancora fatica ad accettare questo modus operandi. Io so consigliare quando ho davanti persone in carne ed ossa».
Ma tutto questo successo non la diverte?
«Mi diverte che tanta gente mi fermi e mi dimostri affetto. I social hanno persino cambiato certe mie convinzioni sul genere umano e mi hanno addolcito. C’è gente che viene da tutto il mondo per parlarmi e affidarsi. Alcuni dicono “non ho i mezzi per comprare da lei”: mi portano l’olio del loro podere, il centrino o la sciarpa fatti a mano, il pane fragrante. Queste cose mi inteneriscono, non le credevo possibili. Stiamo vivendo in un mondo orrendo: voglio starne al riparo. Ma ho scoperto un’umanità bella.
Qual è la sua definizione di eleganza?
«Una donna elegante è educata, gentile e fa trapelare solo la propria autenticità. Non deve affidarsi a loghi o immagini stereotipate che non le appartengono. Ogni donna dovrebbe guardarsi allo specchio ogni giorno e ripetere tre volte “Io valgo io valgo io valgo”».
È un mantra che si ripete anche lei?
«Ho più di 80 anni: Io so già che valgo, non ho bisogno di ricordarmelo».