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Flotilla, un’altra marea tra cortei e occupazioni. Scontri a Torino e Bologna

(ansa)

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Nel capoluogo piemontese vandalizzate le Officine e bloccato l’aeroporto, migliaia a Milano, binari occupati a Firenze
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A Torino lo stop all’attività dell’aeroporto di Caselle, con i voli congelati per una ventina di minuti. A Genova il presidio permanente ai varchi portuali ha portato alla cancellazione dell’attracco di una nave commerciale diretta a Israele. A Napoli, per fermare un cargo in arrivo da Haifa, sono stati occupati gli uffici della compagnia Msc e un ingresso dell’autostrada. A Milano e Roma sono tornati a manifestare in decine di migliaia. E poi le fiaccolate davanti agli ospedali, le occupazioni nelle scuole, nuovi blocchi nelle stazioni, lunghi cortei pacifici e (in alcune città) nuovi scontri con le forze dell’ordine. Non finiscono più, le piazze a sostegno della causa palestinese. E ieri, dopo l’abbordaggio della marina militare israeliana che nella notte di mercoledì ha stoppato la navigazione della Global Sumud Flotilla verso Gaza, hanno fatto da anteprima possibile a quello che potrebbe andare in scena oggi, nella giornata dello sciopero generale indetto dai sindacati. Un appello…

A Torino lo stop all’attività dell’aeroporto di Caselle, con i voli congelati per una ventina di minuti. A Genova il presidio permanente ai varchi portuali ha portato alla cancellazione dell’attracco di una nave commerciale diretta a Israele. A Napoli, per fermare un cargo in arrivo da Haifa, sono stati occupati gli uffici della compagnia Msc e un ingresso dell’autostrada. A Milano e Roma sono tornati a manifestare in decine di migliaia. E poi le fiaccolate davanti agli ospedali, le occupazioni nelle scuole, nuovi blocchi nelle stazioni, lunghi cortei pacifici e (in alcune città) nuovi scontri con le forze dell’ordine. Non finiscono più, le piazze a sostegno della causa palestinese. E ieri, dopo l’abbordaggio della marina militare israeliana che nella notte di mercoledì ha stoppato la navigazione della Global Sumud Flotilla verso Gaza, hanno fatto da anteprima possibile a quello che potrebbe andare in scena oggi, nella giornata dello sciopero generale indetto dai sindacati. Un appello alla «mobilitazione pacifica dei lavoratori e delle lavoratrici», così è stato presentato da Cgil e Usb, le sigle a proclamare lo sciopero, ma già ad alta tensione alla sua vigilia.

Se la chiamata di oggi rimane quella a «Bloccare tutto», come recitano gli striscioni di inizio corteo nelle manifestazioni delle ultime settimane, i blocchi a trasporti, infrastrutture e servizi del resto sono iniziati già ieri, in certe città pure mercoledì sera, a Flotilla appena intercettata, e in piazza non sono mancati i disordini. I momenti più tesi si sono vissuti a Firenze, dove un corteo piuttosto trasversale (dagli studenti ai centri sociali) ha prima subito le cariche delle forze dell’ordine, poi occupato i binari della stazione di Santa Maria Novella, bloccando l’intera circolazione dei treni. Occupazioni simili anche nelle stazioni di Livorno, Trento, Trieste.

A Torino, dopo la manifestazione degli studenti della mattinata e il blocco temporaneo di tangenziale sud e aeroporto, “congelato” dal blitz di alcuni manifestanti nell’area dello scalo, il movimento si è diviso su più forme di protesta. In 10mila hanno manifestato per le vie del centro, in corteo anche famiglie, associazioni, partiti dell’area progressista. Una frangia di autonomi in serata ha fatto irruzione alle Officine grandi riparazioni, la struttura che ospita Italian Tech Week, l’evento dove oggi si ritroveranno il presidente di Stellantis John Elkann, il fondatore di Amazon Jeff Bezos, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Distrutti gazebo, maxischermi, arredi. Problemi anche a Bologna, dove in piazza Maggiore sono arrivati in oltre 15mila. Lacrimogeni e scontri con le forze dell’ordine sia al corteo degli studenti della mattina sia a quello della sera.

(ansa)

E se a Roma e Milano hanno sfilato cortei pacifici di 20 e 20mila persone, solidali con la protesta anche i tanti automobilisti bloccati nel traffico, nelle principali città portuali la mobilitazione per ora pare aver vinto almeno sui passaggi sui moli delle navi israeliane. Solo ieri, dopo Livorno, è successo a Genova e Napoli, dove sono stati respinti due attracchi in porto. «La prova che un boicottaggio commerciale dei rapporti con Israele si può fare», si sostiene dal Calp, il collettivo dei lavoratori portuali delle banchine di Genova, dove i presidi contro le navi che trasportano armi si fanno da anni. «Dopo le piazze, che servono a far pressione sulla politica, è forse l’unico modo per tentare davvero di fermare il massacro dei civili a Gaza».

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