Il nuovo Priore degli agostiniani: “Con il Papa sono aumentate le vocazioni”
di Iacopo ScaramuzziLeone XIV è impegnato a superare le polarizzazioni nella Chiesa. Lo spiega padre Joseph L. Farrell, nuovo Priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, nonché amico personale di Prevost, che intrattenendosi con un gruppo di giornalisti nota che sono aumentate le vocazioni degli agostiniani.
Leone XIV vi ha appena ricevuto per un convegno sulle migrazioni: come è andata?
«Ci ha lasciato un messaggio che è facile portare a casa con noi: che possiamo cancellare un po’ dell’indifferenza che c’è nel mondo nei confronti del grido degli immigrati con la riconciliazione e la speranza. Dobbiamo ammettere che nel nostro mondo globale ci sono sistemi che non funzionano, specialmente per coloro che devono fuggire e trovare casa in un altro paese. Dobbiamo chiedere scusa globalmente, riconciliarci l’un l’altro, e lavorare per creare speranza per il futuro».
Papa Leone è intervenuto su una polemica negli Stati Uniti ricordando che se si è pro life non basta essere contro l’aborto ma bisogna essere …
Leone XIV è impegnato a superare le polarizzazioni nella Chiesa. Lo spiega padre Joseph L. Farrell, nuovo Priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, nonché amico personale di Prevost, che intrattenendosi con un gruppo di giornalisti nota che sono aumentate le vocazioni degli agostiniani.
Leone XIV vi ha appena ricevuto per un convegno sulle migrazioni: come è andata?
«Ci ha lasciato un messaggio che è facile portare a casa con noi: che possiamo cancellare un po’ dell’indifferenza che c’è nel mondo nei confronti del grido degli immigrati con la riconciliazione e la speranza. Dobbiamo ammettere che nel nostro mondo globale ci sono sistemi che non funzionano, specialmente per coloro che devono fuggire e trovare casa in un altro paese. Dobbiamo chiedere scusa globalmente, riconciliarci l’un l’altro, e lavorare per creare speranza per il futuro».
Papa Leone è intervenuto su una polemica negli Stati Uniti ricordando che se si è pro life non basta essere contro l’aborto ma bisogna essere anche contro le politiche disumane con gli immigrati: come superare la polarizzazione?
«Papa Leone parla a una comunità globale, qualsiasi sia la questione, che sia il rispetto della vita, le migrazioni, l’educazione. In ogni luogo ci sono momenti in cui possiamo essere divisi, polarizzati, e un leader come il Papa dà un messaggio di unità. Come è bello quando i fratelli e le sorelle vivono insieme in armonia: armonia vuol dire che ci sono note diverse in una canzone. Non siamo uguali, ma possiamo unire le nostre diversità. Trovare un modo per armonizzare queste differenze».
Da cosa si riconosce che Leone è un agostiniano? Si dice anche che andrà a vivere con una comunità agostiniana nel palazzo apostolico
«La formazione agostiniana di papa Leone fa parte della sua identità. Dal primo giorno della nostra formazione riconosciamo il valore di vivere insieme in comunità. Per questo quando si affaccia dal loggione di San Pietro o quando predica dice: unità, comunione. Come esseri umani non siamo chiamati a vivere ciascuno per sé ma insieme. Quanto alle voci, ce ne sono molte! Chi andrà a vivere con papa Leone? Noi non abbiamo sentito nulla ufficialmente. Anche la mia famiglia mi ha chiesto: sarai un coinquilino del Papa? Ho detto no! Non c’è nulla di concreto».
Quali sfide attendono gli agostiniani ora?
«In alcune zone dove tradizionalmente siamo presenti da secoli stiamo invecchiando e diminuendo nei numeri. In altre nuove aree stiamo crescendo rapidamente, con energie giovani, e a volte questo deve essere frenato un po’. I giovani devono imparare dagli anziani e gli anziani devono essere pazienti con i giovani».
Ora avete più donazioni e più vocazioni?
«Sì, il direttore delle vocazioni ha molto da fare da quando il Papa, appena eletto, ha detto: “Sono un figlio di Agostino”’. Quando le persone ci contattano, le aiutiamo domandando se è questa la via che Dio vuole per loro. Molte volte lo è, a volte no. Li aiutiamo a capire qual è la loro vocazione».
E il fundraising?
«Facciamo lavorare le persone insieme: se ad esempio c’è un progetto in Repubblica Democratica del Congo, e una fondazione dell’Europa del nord può aiutare ma non può andare in Congo, noi aiutiamo. Se lavoriamo insieme, i miracoli accadono».
Cosa pensa del fatto che il Papa ogni martedì si prende un giorno di stacco a Castel Gandolfo?
«E’ un’ottima idea! Tutti noi abbiamo bisogno di ricaricare le batterie: passare un po’ di tempo in preghiera calma, riflettere, discernere. Potremmo riempire ogni ora a incontrare persone, pianificare, partecipare – tutte cose importanti! Ma ci vuole anche il tempo per respirare».
Gioca ancora a tennis nel campo degli agostiniani come faceva da cardinale?
«Se vuole venire è benvenuto!».