La flotilla umana nelle cento città: “Siamo due milioni”
di Concetto VecchioUn momento della manifestazione per lo sciopero generale per Gaza a Roma del 3 ottobre 2025
(ansa)ROMA – Cento cortei, due milioni di cuori, un unico grido contro la disumanità. Lo sciopero per Gaza e la Flotilla colora le strade italiane, da Palermo a Trento. È un fiume che si fa politica, nell’urgenza di manifestare la propria indignazione verso chi spara ai civili e affama i bambini. Ci sono migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi, il fatto nuovo di questi mesi: delusi dai partiti, che non li considerano, sentono che questa tragedia li interpella nel profondo. È la causa giusta. E non necessita di alcuna cartolina di precetto. A sera il segretario della Cgil Maurizio Landini, tra i promotori dei cortei insieme al sindacato Usb e ai Cobas, se ne rallegra: «Presenza straordinaria di giovani, chiedono pace».
“Sembra la marcia del …
ROMA – Cento cortei, due milioni di cuori, un unico grido contro la disumanità. Lo sciopero per Gaza e la Flotilla colora le strade italiane, da Palermo a Trento. È un fiume che si fa politica, nell’urgenza di manifestare la propria indignazione verso chi spara ai civili e affama i bambini. Ci sono migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi, il fatto nuovo di questi mesi: delusi dai partiti, che non li considerano, sentono che questa tragedia li interpella nel profondo. È la causa giusta. E non necessita di alcuna cartolina di precetto. A sera il segretario della Cgil Maurizio Landini, tra i promotori dei cortei insieme al sindacato Usb e ai Cobas, se ne rallegra: «Presenza straordinaria di giovani, chiedono pace».
“Sembra la marcia del sale di Gandhi”
È ovunque una mattina di autunno precoce, sole e vento tagliente, quando le persone si mettono in cammino. Trecentomila a Roma. Centomila a Bologna, Firenze, Milano e Torino. Cinquantamila a Napoli. Ventimila a Venezia. Due milioni calcola a sera la Cgil. «Sembra la marcia del sale di Gandhi», chiosa Luca Casarini, dalla Laguna. A Roma, dietro lo striscione che riassume la protesta, «Stop al Genocidio, siamo tutti Global Sumud Flotilla», Landini e Maria Elena Delia, la portavoce italiana della Flotilla, alzano il pugno chiuso. Sfilano i capi del centrosinistra, Elly Schlein, Nicola Zingaretti, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. In Piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, c’è chi ha montato un cartello con la scritta: “Piazza Gaza” e la bandiera palestinese, e qualcuno ha messo la kefiah attorno alla statua di Giovanni Paolo II. Gli studenti cantano: «Anguria sì, Meloni no». Cori: «Free Palestine». Un piccolo gruppo lancia uova contro le camionette della polizia e contro il ministero dei Trasporti al grido «Salvini fascista, primo della lista». Insulti e fischi al passaggio sotto l’ambasciata tedesca in via San Martino della Battaglia, rimasta chiusa per precauzione. Poi il corteo Cgil, partito da piazza Vittorio e quello Usb, snodatosi da Termini, si congiungono.
Marea umana
È la gente comune, il tratto che salta agli occhi. Sono davvero tantissimi. E non è vero, come aveva detto la premier Meloni, che il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme. Hanno rinunciato a un giornata di stipendio, che non è poco. Non meriterebbe più rispetto questo slancio che viene dall’anima? Certo, ci sono i disagi. Il traffico in tilt per la chiusura della tangenziale, invasa dai manifestanti. Treni cancellati, o ritardi fino a 80 minuti a Termini. A un certo punto la marea umana si riversa sulla tangenziale e su un tratto dell’autostrada per L’Aquila, ma per il resto a Roma prevale una gioiosa compostezza.
Nelle varie città
Più tensione a Milano, Torino, Bologna. Scontri con cariche delle forze dell’ordine in autostrada e tangenziale a Bologna. Una ragazza ferita al corteo dell’altro giorno rischia di perdere un occhio. Due manifestanti vengono portati in questura, e rilasciati in serata. Traffico ferroviario bloccato a Genova, dove sono in 40mila. A Torino un gruppo di antagonisti prova a entrare alle Officine grandi riparazioni, dove ci sono gli eventi della Tech Week, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il fondatore di Amazon, Jeff Bezos e John Elkann. Nel pomeriggio un gruppo di estremisti prova a entrare nella sede di Leonardo, con fitto lancio di pietre, fumogeni e oggetti vari contro le forze dell’ordine. Alcuni manifestanti riescono a penetrare, vandalizzando con scritte le auto dei dipendenti. I poliziotti li ricacciano indietro con i lacrimogeni. A Firenze, bloccati i binari, il corteo raggiunge Coverciano, dove si allena la nazionale, chiedendo di non giocare Italia-Israele. A Pisa occupata la Normale e la pista del’aeroporto. A Cagliari manifestanti sui binari. A Napoli e Livorno bloccato il porto.
Cortei tutti pacifici
Ma nella stragrande maggioranza i cortei sono pacifici, la gente offre una grande prova di maturità. Perché è venuto?, chiedono a Bari al cantautore Caparezza? «Manifestiamo perché ci sia giustizia a Gaza. Ognuno di noi può fare la propria parte», mischiato con gli studenti. «L’importante è che non si spengano i riflettori e che non si ceda a queste continue demonizzazioni politiche su azioni che invece sono necessarie». «L’Italia è in piazza e la Flotilla passerà nella storia», scrive il rapper Ghali su X. «Le persone che si sono imbarcate non sono da attaccare o ridicolizzare, sono da proteggere perché stanno compiendo l’azione più concreta finora».
I numeri del Viminale
Quando si fa sera è chiaro anche a palazzo Chigi che la giornata è stata un successo politico. Quel che mette in difficoltà il governo è lo spontaneismo dell’indignazione. È un fatto non controllabile. Alle otto, nel tentativo di ridimensionare lo slancio dello sciopero, il Viminale diffonde una nota in cui riduce a 29 le manifestazioni, fornendo addirittura la cifra esatta dei partecipanti: 396.400. «Nelle due giornate sono stati refertati 55 feriti tra le forze di polizia», si legge nella nota del ministero dell’Interno. In serata giungono notizie di altri incidenti. Una grande trave di legno lanciata contro la camionietta della polizia in piazza Castello a Torino. A Milano gli agenti usano gli idranti in corso Venezia. Oggi si torna in piazza, un altro corteo, ma solo a Roma. È la giornata internazionale della Palestina.