Felpe nere, cappucci, mascherine e passamontagna. E dietro i volti di giovanissimi e giovanissime lontani da sigle e organizzazioni, tutt’altro che professionisti del disordine ma stregati dall’estetica dei black bloc. E poi qualche ragazzo dei collettivi studenteschi più organizzati, gruppetti di anarchici, piccole compagini di antagonisti da Torino, Napoli, Bologna, Padova, Milano e dalla Tosc…