Leone XIV riequilibra gli investimenti del Vaticano, meno potere allo Ior
di Iacopo ScaramuzziCon un motu proprio papa Leone XIV ha riequilibrato il meccanismo degli investimenti del Vaticano, togliendo un po’ di potere allo Ior (Istituto per le Opere di Religione) e rafforzando il ruolo dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica).
La nuova architettura di Bergoglio
Papa Francesco ha introdotto un Comitato per gli investimenti, presieduto dal cardinale statunitense Kevin Farrell, che stabilisce le linee guida generali. Nel 2021 aveva poi cristallizzato una nuova architettura per centralizzare e razionalizzare gli investimenti nella costituzione apostolica Praedicate Evangelium, laddove, all’articolo 2019, stabiliva che all’Apsa, presieduta da don Giordano Piccinotti, compete “amministrare il patrimonio immobiliare e mobiliare degli Enti che hanno affidato alla Santa Sede i propri beni”, e che l’esecuzione delle operazioni finanziarie “avviene attraverso l’attività strumentale dell’Istituto per le Opere di Religione”. A agosto del 2022, però, lo stesso Berg…
Con un motu proprio papa Leone XIV ha riequilibrato il meccanismo degli investimenti del Vaticano, togliendo un po’ di potere allo Ior (Istituto per le Opere di Religione) e rafforzando il ruolo dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica).
La nuova architettura di Bergoglio
Papa Francesco ha introdotto un Comitato per gli investimenti, presieduto dal cardinale statunitense Kevin Farrell, che stabilisce le linee guida generali. Nel 2021 aveva poi cristallizzato una nuova architettura per centralizzare e razionalizzare gli investimenti nella costituzione apostolica Praedicate Evangelium, laddove, all’articolo 2019, stabiliva che all’Apsa, presieduta da don Giordano Piccinotti, compete “amministrare il patrimonio immobiliare e mobiliare degli Enti che hanno affidato alla Santa Sede i propri beni”, e che l’esecuzione delle operazioni finanziarie “avviene attraverso l’attività strumentale dell’Istituto per le Opere di Religione”. A agosto del 2022, però, lo stesso Bergoglio, che ha sempre avuto un rapporto di fiducia con il direttore generale dello Ior, Gianfranco Mammì, aveva interpretato quella previsione con un rescritto con il quale precisava che “l’attività di gestore patrimoniale e di depositario del patrimonio mobiliare” compete “in via esclusiva” all’Istituto per le Opere di Religione. Lo stesso rescritto stabiliva, inoltre, che i vari uffici della Santa Sede dovevano trasferire le loro “attività finanziarie e liquidità, in qualunque forma esse siano detenute” presso lo Ior. Un potenziamento del ruolo dello Ior che già allora aveva suscitato malumori negli altri uffici amministrativi e finanziari del piccolo Stato pontificio.
Il ruolo centrale dell’Apsa
Ora papa Leone interviene con un motu “sulle attività di investimento finanziario della Santa Sede”, intitolato “Coniuncta cura” (corresponsabilità), nel quale abroga il rescritto dell’agosto del 2022; ribadisce che le attività di investimento “devono essere conformi alle disposizioni stabilite dal Comitato per gli investimenti, nel rispetto della Politica di investimento approvata”; e infine chiarisce che “nel determinare le attività di investimento finanziario della Santa Sede, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica generalmente fa effettivo uso della struttura organizzativa interna dell’Istituto per le Opere di Religione, a meno che gli organi competenti, come stabilito dagli statuti del Comitato per gli Investimenti, non ritengano più efficiente o conveniente il ricorso a intermediari finanziari stabiliti in altri Stati”.
“Definire ruoli e competenze”
La “responsabilità condivisa”, scrive il Papa nell’introduzione del motu proprio, “richiede che siano consolidate le disposizioni succedutesi nel tempo e siano ben definiti i ruoli e le competenze di ciascuna Istituzione, rendendo possibile la convergenza di tutti in una dinamica di mutua collaborazione”. Il provvedimento è stato preso “valutate attentamente le raccomandazioni approvate all’unanimità dal Consiglio per l’Economia”, guidato dal cardinale Reinhard Marx, “e consultate persone esperte in questa materia”.
Processo Becciu e decisioni salomoniche
Il processo d’appello sulla compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra, intanto, è stato rinviato a inizio febbraio. Nel corso della udienza di questa mattina, infatti, l’ufficio del promotore di giustizia, per bocca di Roberto Zannotti, ha protestato per la recente decisione della corte di bocciare il ricorso della pubblica accusa (confermando i soli ricorsi delle difese), ha fatto appello perciò alla corte di Cassazione, ed ha chiesto che “il procedimento di secondo grado venga sospeso o comunque rinviato ad una data rispetto alla quale la Cassazione potrebbe già aver deciso sul ricorso”. Gli avvocati degli imputati hanno criticato la richiesta. La corte, guidata da monsignor Alejandro Arellano, ha infine respinto la richiesta della procura ed ha però aggiornato il processo al 3 febbraio 2026. Entro il 7 novembre, intanto, le parti avranno tempo per “presentare delle memorie illustrative sulle questioni pregiudiziali”, tra le quali le contestazioni degli imputati nei confronti di quattro rescritti firmati da Francesco nella fase iniziale delle indagini per potenziare l’indagine dell’accusa. Nel frattempo – ma la corte non lo ha detto – la corte di Cassazione, presieduta dal cardinale Kevin Farrell, avrà tempo per decidere sia sull’appello della procura che sulla ricusazione, approvata la scorsa settimana dal tribunale d’appello, del procuratore capo, Alessandro Diddi. Per quando il processo riprenderà, peraltro, sarà anche concluso il Giubileo. Per l’avvocato di uno degli imputati, “una decisione salomonica”.