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Meno poteri allo Ior sugli investimenti vaticani, la controriforma di Leone

(reuters)

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Il motu proprio di Prevost riaffida la centralità delle decisioni all’Apsa, come già aveva fatto Bergoglio: “Ora ruoli più chiari”
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Perde terreno lo Ior, aumenta il peso dell’Apsa. Leone XIV ridisegna la geografia del potere finanziario vaticano per riequilibrare le politiche di investimento dello Stato pontificio. Il Palazzo apostolico potrà utilizzare altri intermediari finanziari, anche esteri. È l’esito di un braccio di ferro sotterraneo iniziato già all’epoca di Francesco. Ora Prevost riprende la riforma avviata dal predecessore, la consolida e la razionalizza.

La svolta di Francesco

Se in passato ogni ufficio della Santa Sede gestiva da solo i propri investimenti, col rischio di opacità, dispersioni e incoerenze, papa Francesco li ha centralizzati sotto il cappello dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), la cassaforte vaticana. Nel 2020, prima ancora che iniziasse il processo per la compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra, ora in appello, ha trasferito all’Apsa i fondi gestiti dalla Segreteria di Stato. A marzo del 2022 Bergoglio ha cristallizzato nella costituzione a…

Perde terreno lo Ior, aumenta il peso dell’Apsa. Leone XIV ridisegna la geografia del potere finanziario vaticano per riequilibrare le politiche di investimento dello Stato pontificio. Il Palazzo apostolico potrà utilizzare altri intermediari finanziari, anche esteri. È l’esito di un braccio di ferro sotterraneo iniziato già all’epoca di Francesco. Ora Prevost riprende la riforma avviata dal predecessore, la consolida e la razionalizza.

La svolta di Francesco

Se in passato ogni ufficio della Santa Sede gestiva da solo i propri investimenti, col rischio di opacità, dispersioni e incoerenze, papa Francesco li ha centralizzati sotto il cappello dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), la cassaforte vaticana. Nel 2020, prima ancora che iniziasse il processo per la compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra, ora in appello, ha trasferito all’Apsa i fondi gestiti dalla Segreteria di Stato. A marzo del 2022 Bergoglio ha cristallizzato nella costituzione apostolica Praedicate Evangelium una nuova architettura istituzionale tripartita: l’Apsa avrebbe «amministrato» il patrimonio; l’esecuzione delle operazioni finanziarie sarebbe avvenuta «attraverso l’attività strumentale» dello Ior, che aveva dunque un ruolo essenzialmente esecutivo; e un nuovo Comitato avrebbe garantito la «natura etica degli investimenti mobiliari della Santa Sede secondo la dottrina sociale della Chiesa e, nello stesso tempo, la loro redditività, adeguatezza e rischiosità». A vigilare, l’authority finanziaria presieduta da Carmelo Barbagallo, ex Bankitalia.

Il ruolo di Mammì

A giugno di quell’anno il nuovo Comitato per gli investimenti è entrato in funzione sotto la guida del cardinale statunitense Kevin Farrell, poco dopo il direttore generale dello Ior, Gianfranco Mammì – lui, un paio di anni prima, l’autore della denuncia che ha innescato il processo del palazzo di Sloane avenue – ha chiesto al Papa di dare alla cosiddetta banca vaticana più potere. Detto, fatto. Francesco, che stimava Mammì già dall’epoca in cui era arcivescovo di Buenos Aires, firmò un rescritto, ad agosto del 2022, che attribuiva «in via esclusiva» allo Ior la gestione patrimoniale. Francesco ordinò anche che tutti i liquidi della Santa Sede confluissero nelle casse l’istituto con sede nel torrione Niccolò V.

Consolidare la riforma

Oltretevere sono iniziati i malumori. Nessuno metteva in dubbio che, rispetto al porto delle nebbie dell’epoca di monsignor Marcinkus, lo Ior era, ormai, una realtà irreprensibile. Così, però, gli equilibri erano sbilanciati, il meccanismo poteva incepparsi. I big delle finanze vaticane, a partire dal cardinale Reinhard Marx, presidente del Consiglio per l’Economia, hanno fatto presente il problema a Francesco. Ora è intervenuto Leone con un motu proprio intitolato Coniuncta cura (corresponsabilità): ha abrogato il rescritto di Francesco dell’agosto 2022, ha ribadito il ruolo di indirizzo del Comitato per gli investimenti, ha riportato la gestione degli investimenti in capo all’Apsa, ora guidata dall’arcivescovo salesiano Giordano Piccinotti, che può passare dallo Ior a meno che, sotto il controllo del Comitato investimenti, non ritenga «più efficiente o conveniente il ricorso a intermediari finanziari stabiliti in altri Stati».

Novità al fundraising

Lo Ior, in realtà, perde solo un 10% del portafoglio (la maggioranza dei fondi viene da diocesi e ordini religiosi), ma il suo ruolo è ridimensionato. Gli investimenti vaticani rimangono centralizzati. Nel frattempo il Papa ha anche nominato all’Unesco monsignor Roberto Campisi, sinora Assessore della Segreteria di Stato e responsabile di una commissione nata da poco per il fundraising vaticano: casella che prevedibilmente il Papa nato a Chicago riempirà in tempi brevi.

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