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Trentini, dall’incontro con l’ambasciatore alla telefonata ai genitori: primi segnali di speranza

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Il cooperante arrestato potrebbe andare, prima del 15 novembre, almeno agli arresti domiciliari
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L’incontro in carcere con l’ambasciatore. La telefonata di ringraziamento del vice ministro Edmondo Cirielli al governo venezuelano per mostrare “l’apprezzamento italiano al gesto di apertura”. I colloqui “molto positivi” avvenuti nei giorni scorsi a Roma, in occasione del vertice con i paesi del Sud America. Ieri la telefonata di Alberto in cui ha detto ai genitori che spera di vederli presto. Per la prima volta dopo più di 11 mesi di detenzione c’è ottimismo attorno ad Alberto Trentini, il cooperante italiano arrestato il 15 novembre scorso senza alcuna ragione, se non per il fatto di essere un cittadino occidentale, europeo, italiano.

La strumentalizzazione

Da allora è rinchiuso nel carcere El Rodeo I, nello Stato di Miranda, periferia di Caracas, a circa 30 chilometri della ca…

L’incontro in carcere con l’ambasciatore. La telefonata di ringraziamento del vice ministro Edmondo Cirielli al governo venezuelano per mostrare “l’apprezzamento italiano al gesto di apertura”. I colloqui “molto positivi” avvenuti nei giorni scorsi a Roma, in occasione del vertice con i paesi del Sud America. Ieri la telefonata di Alberto in cui ha detto ai genitori che spera di vederli presto. Per la prima volta dopo più di 11 mesi di detenzione c’è ottimismo attorno ad Alberto Trentini, il cooperante italiano arrestato il 15 novembre scorso senza alcuna ragione, se non per il fatto di essere un cittadino occidentale, europeo, italiano.

La strumentalizzazione

Da allora è rinchiuso nel carcere El Rodeo I, nello Stato di Miranda, periferia di Caracas, a circa 30 chilometri della capitale. Si tratta di una prigione gestita direttamente dai servizi segreti del presidente Maduro, dove sono detenuti decine di occidentali per fare pressione sui loro governi. E ottenere qualcosa. Sulle sua testa ci sono accuse strumentali di terrorismo, rischia una lunga condanna. Ma in questi ultimi giorni qualcosa sembra essere cambiato. Il governo Maduro ha apprezzato le uscite pubbliche dell’Italia nelle quali sostanzialmente riconoscevano l’attuale compagine governativa venezuelana. Era quello che chiedevano dal principio.

Spiragli di speranza

Fino a questo momento il Venezuela ha proceduto sempre così: a fronte di un’apertura italiana, compivano un piccolo passo a favore di Alberto, a conferma che la sua detenzione è assolutamente strumentale. La telefonata di giovedì che Trentini ha potuto fare a casa nel lessico della diplomazia viene interpretata come l’avvio di quella svolta che si spettava da giorni. Da giorni, a seguito di contatti tra il sottosegretario Alfredo Mantovano, il commissario indicato dalla Farnesina, Luigi Vignali, e il Venezuela, filtra ottimismo. Cosa potrebbe accadere? Trentini potrebbe andare, prima del 15 novembre, per lo meno agli arresti domiciliari. Un passo propedeutico al suo ritorno in Italia. “Ora abbiamo speranza” dicono i genitori di Trentini, insieme con la loro legale, Alessandra Ballerini. “Grazie a chi sta lavorando al nostro fianco per la liberazione di Alberto”.

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