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Salute mentale, italiani sempre più soli e depressi. Mattarella: “Curarsi è un diritto fondamentale”

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I dati nella giornata mondiale: 110mila chiamate all’anno al Telefono Amico. Tra i problemi segnalati anche quelli economici e sul posto di lavoro
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Ogni giorno 300 persone chiedono aiuto a “Telefono Amico Italia”, nell’ultimo anno sono state circa 110mila. Cosa segnalano gli italiani ai volontari all'altro capo del telefono? Soprattutto di sentirsi soli, depressi e di attraversare un momento difficile della propria vita. Come dimostra il 60 per cento delle chiamate nel 2024 che rientrano nell’area tematica dei “problemi del sé”, cioè quell’ambito in cui i problemi non includono le relazioni con altre persone. Sulla stessa linea la fotografia, relativa al biennio 2023/2024, scattata dalle sorveglianze “Passi e Passi d'Argento” dell'Istituto superiore di Sanità con il supporto del ministero della Salute. Poco più del 6 per cento degli adulti e circa il 9 per cento degli over 65 riferiscono sintomi depressivi e percepiscono compromesso il proprio benessere psicologico. I sintomi depressivi aumentano significativamente tra chi vive in condizioni di disagio economico, raggiungendo rispettivamente il 18 per cento e il 25 per cento tra …

Ogni giorno 300 persone chiedono aiuto a “Telefono Amico Italia”, nell’ultimo anno sono state circa 110mila. Cosa segnalano gli italiani ai volontari all'altro capo del telefono? Soprattutto di sentirsi soli, depressi e di attraversare un momento difficile della propria vita. Come dimostra il 60 per cento delle chiamate nel 2024 che rientrano nell’area tematica dei “problemi del sé”, cioè quell’ambito in cui i problemi non includono le relazioni con altre persone. Sulla stessa linea la fotografia, relativa al biennio 2023/2024, scattata dalle sorveglianze “Passi e Passi d'Argento” dell'Istituto superiore di Sanità con il supporto del ministero della Salute. Poco più del 6 per cento degli adulti e circa il 9 per cento degli over 65 riferiscono sintomi depressivi e percepiscono compromesso il proprio benessere psicologico. I sintomi depressivi aumentano significativamente tra chi vive in condizioni di disagio economico, raggiungendo rispettivamente il 18 per cento e il 25 per cento tra chi dichiara di avere molte difficoltà ad arrivare a fine mese. Tutti dati e storie che arrivano nella Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra oggi, 10 ottobre.

Mattarella: “La salute mentale è un diritto”

“Vivere con un disturbo psichico obbliga ad affrontare ogni giorno ostacoli nello studio, nel lavoro e nelle relazioni. Ostacoli spesso resi più duri dal pregiudizio e dall'esclusione sociale, frutto di una cultura che ancora fatica a comprendere il disagio e la malattia”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della giornata. “La salute mentale, ci ricorda la dichiarazione di Parigi adottata lo scorso giugno anche da parte del nostro paese, sollecita una responsabilità condivisa, superando la visione che la riduce a un tema esclusivamente sanitario. Prendersi cura della propria salute mentale non è un bisogno secondario, bensì un diritto fondamentale che rafforza i pilastri della nostra convivenza”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Aumentano le ore con i volontari

È aumentato il numero delle ore di ascolto. Il tempo che le persone hanno trascorso con i volontari al telefono nel 2024 – l’anno di riferimento dell’ultimo screening – è di oltre 22.200 ore, pari a 929 giorni. Un dato in crescita rispetto all’anno precedente, in cui le ore di ascolto erano state circa 21.600 (903 giorni). Il numero delle chiamate è sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma le chiamate hanno avuto una durata maggiore (in media, 21 minuti ciascuna). Quasi 95mila chiamate sono arrivate attraverso il servizio telefonico (raggiungibile allo 02 2327 2327), 13mila su Whatsapp Amico (numero 324 011 7252) e quasi 3mila via e-mail, attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it.

Un bisogno sempre più crescente di essere ascoltati

Commenta così i dati la presidente di “Telefono Amico Italia”, Cristina Rigon: "L'alto numero delle richieste di supporto è la prova concreta di un bisogno crescente di ascolto e sostegno emotivo”. Se il 60 per cento chiama per disagi personali, il 20 segnala problemi legati alle relazioni e il 7 per cento per disagi legati alla sessualità. “Dietro ogni contatto c'è una persona che sceglie di farsi avanti e chiedere aiuto, un gesto di grande coraggio che non può restare inascoltato. È necessario riconoscere l'ascolto come strumento di prevenzione e rafforzare la rete di supporto, affinché nessuno si senta più solo di fronte alla propria sofferenza", conclude Cristina Rigon.

I sintomi della depressione e le richieste d’aiuto

Dai dati “Passi 2023/2024” emerge che, in Italia, una quota contenuta di adulti (poco più del 6%) riferisce sintomi depressivi e percepisce compromesso il proprio benessere psicologico per una media di quasi 16 giorni nel mese precedente l'intervista (vs meno di 2 giorni per le persone senza sintomi depressivi). I sintomi depressivi sono generalmente più frequenti con l'avanzare dell'età, fra le donne (7%), fra le persone socialmente più svantaggiate, per difficoltà economiche (18%), precarietà lavorativa (8%) o bassa istruzione (11%), fra chi vive da solo (7%) e fra chi è affetto da patologia cronica (11%). Solo il 65% degli intervistati che riferiscono sintomi depressivi ricorrono all'aiuto di qualcuno, rivolgendosi soprattutto a medici/operatori sanitari. Una discreta quota di persone con sintomi depressivi (23%) non chiede aiuto, chi lo fa si rivolge nel 26% dei casi solo ai propri familiari/amici, nel 13% solo o a un medico/operatore sanitario e nella maggior parte dei casi (37%) a entrambi, medici e persone care.

Più donne giovani in linea su Whatsapp

La linea telefonica di Telefono Amico invece è stata utilizzata in eguale misura da donne e uomini, ma con differenze di età: hanno chiamato in prevalenza persone tra i 56 e 65 anni (25%), persone tra i 36 e 45 anni (21%) e tra i 46 e 55 (20%). Chi ha scritto su “Whatsapp Amico” o alla e-mail è in gran parte donna (Whatsapp 65%; mail 67%) e giovane. Tra chi scrive su Whatsapp il 27% ha tra i 26 e i 35 anni, il 21% tra i 19 e i 25 anni e il 17% tra i 36 e 45 anni. Tra chi usa la mail il 21% ha tra i 26 e 35 anni, il 19% tra i 19 e 25 anni e il 12,6% tra i 15 e i 18 anni. I problemi che maggiormente spingono a scrivere a questi due servizi sono legati, appunto, all'area del sé (Whatsapp 59%, mail 63%), alle relazioni (Whatsapp 28%, mail 26%) e all'emarginazione (Whatsapp 7%, mail 5%).

Violenze fisiche, disabilità, problemi al lavoro: i disagi in aumento

Tra i disagi segnalati dalle persone che hanno chiesto supporto emotivo emergono prevalentemente problemi economici (4726 segnalazioni, stabile rispetto anno precedente), violenza fisica, psicologica e sessuale (4290, +11% rispetto anno precedente), problemi lavorativi (3904, +11% rispetto anno precedente), invalidità (3788, +24% rispetto anno precedente), separazione/divorzio (3074, +3% rispetto anno precedente), dipendenze (2666, +6% rispetto anno precedente) e internet e social network (1019, +4% rispetto anno precedente). Ma una crescita più importante è stata quella riscontrata negli ambiti dell’autolesionismo (654 segnalazioni, +105 casi pari a +19%) e dei disturbi alimentari (860 segnalazioni, +134 casi pari a +18%).

Un disegno di legge per la prevenzione

“Telefono Amico Italia” per aumentare la consapevolezza sull'importanza della salute mentale, ha recentemente presentato, in occasione di una conferenza stampa in Senato, proposte concrete per prevenire il fenomeno dei suicidi. L'appello dell'organizzazione è stato accolto dal senatore Guido Quintino Liris, che ha presentato un disegno di legge per potenziare gli strumenti di prevenzione al suicidio, offrendo sostegno a coloro che sono in difficoltà e ai loro familiari.Il servizio di ascolto di Telefono Amico Italia è garantito da oltre 600 volontari distribuiti in 21 centri territoriali, presenti della maggior parte delle regioni italiane. Per sostenere i progetti di Telefono Amico Italia sulla prevenzione del suicidio e aiutare l'organizzazione a rispondere alle numerose richieste d'aiuto: https://www.telefonoamico.it/preveniamo-il-suicidio/. Per diventare volontario si può, invece, scrivere all'indirizzo volontari@telefonoamico.it: si verrà indirizzati al centro locale più vicino dove poter svolgere un corso pratico-teorico di circa 6 mesi, al termine del quale si potrà iniziare l'attività di ascolto.

Le 80 “piazze della salute mentale”

Già ieri ma anche oggi Roma è capitale della salute mentale, in occasione della Giornata mondiale. Nella sala Basaglia del complesso di Santa Maria della Pietà, si svolgono i lavori del Collegio nazionale dei dipartimenti di salute mentale: un evento in presenza e on-line, che prevede oggi, alle 12, un collegamento in diretta con più di 80 “piazze della salute mentale” attivate in tutto il paese, collocate nelle sedi dei servizi, nelle carceri, nei licei e nelle sedi istituzionali. Un luogo e uno spazio allargati in cui raccogliere storie, testimonianze, raccontare vicende, ascoltare riflessioni, approfondire aspetti salienti della quotidianità di famiglie, pazienti e professionisti della salute mentale nel nostro Paese.

L’evento – promosso dal collegio nazionale dei dipartimenti di salute mentale in collaborazione con Motore sanità – vedrà la partecipazione di esperti del mondo della salute mentale e della giustizia che affronteranno il tema della Salute mentale come uno dei nodi centrali del governo della Sanità nel nostro Paese, posto al crocevia tra il sostegno alla crescita dei giovani, il benessere individuale, di famiglie e delle comunità, la sicurezza di operatori e pazienti, la convivenza tra diversità.

“Il Congresso – dice Giuseppe Ducci, vicepresidente del Collegio Nazionale dei DSM italiani, direttore del Dipartimento di salute mentale della ASL Roma 1 - rilancia dunque, in una giornata internazionale dalla forte identità, il tema della Salute mentale calato nel contesto dei profondi cambiamenti epocali che segnano la nostra vita dal punto vista sociale, economico e culturale. Sfide che esigono risposte nuove e più adeguate ai bisogni emergenti dell’utenza e degli operatori della Salute mentale nel nostro Paese. La sfida è offrire anche contributi scientifici innovativi nello scenario nazionale per ripensare i modelli organizzativi in questo settore cruciale della sanità pubblica”.

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