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Studenti a lezione di fake news, nelle scuole l’app che le smonta

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Vik è il percorso gioco dedicato agli alunni di elementari e medie realizzato in collaborazione con Repubblica. Il progetto viene presentato domani a Roma nel convegno “Co-progettare la scuola del futuro” organizzato da Vik con l’università Roma Tre e il patrocinio del parlamento Ue
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C’è un importante annuncio di scienziati e archeologi, hanno trovato una grande città sepolta sotto il deserto. Incredibile, dove l’hai visto? Su Instagram e TikTok, lo segnalano dappertutto. Aspetta, guardo e lo condivido anch’io.

Conversazione surreale? Tutt’altro. E, se siamo sinceri con noi stessi, quante volte abbiamo condiviso notizie al massimo verosimili o solo divertenti? Quella conversazione è dentro il percorso-gioco di una app interattiva, dedicata a alunne e alunni delle scuole elementari e medie, realizzata da una delle società più avanzate di progetti digitali didattici. È “Vik, very important kids (save the world)”, e questo progetto sulle fake news — “Missione antibufala” — è realizzato in collaborazione con Repubblica.

L’educazione civica in un’app

Dal come fare attenzione a dove si gettano i rifiuti all’uso dell’energia elettrica, alla parità di genere o al benessere, i progetti di Vik sono una risposta con la voce del nuovo Millennio a quella che nei programmi mini…

C’è un importante annuncio di scienziati e archeologi, hanno trovato una grande città sepolta sotto il deserto. Incredibile, dove l’hai visto? Su Instagram e TikTok, lo segnalano dappertutto. Aspetta, guardo e lo condivido anch’io.

Conversazione surreale? Tutt’altro. E, se siamo sinceri con noi stessi, quante volte abbiamo condiviso notizie al massimo verosimili o solo divertenti? Quella conversazione è dentro il percorso-gioco di una app interattiva, dedicata a alunne e alunni delle scuole elementari e medie, realizzata da una delle società più avanzate di progetti digitali didattici. È “Vik, very important kids (save the world)”, e questo progetto sulle fake news — “Missione antibufala” — è realizzato in collaborazione con Repubblica.

L’educazione civica in un’app

Dal come fare attenzione a dove si gettano i rifiuti all’uso dell’energia elettrica, alla parità di genere o al benessere, i progetti di Vik sono una risposta con la voce del nuovo Millennio a quella che nei programmi ministeriali è l’Educazione civica. Anzi, praticamente non lo è quasi più. «Noi abbiamo costruito tante app di storie per e con i ragazzi per riportare l’educazione civica nelle scuole, oggi relegata a 33 ore all’anno — dice Pasquale Battaglia, l’anima di Vik — . Non è un concetto burocratico, è l’unica strada per diventare cittadini consapevoli».

Come funziona

Una strada che nelle classi si può percorrere insieme ai personaggi stilizzati e colorati che si muovono nelle app. «Abbiamo realizzato un programma di Economia circolare per il Comune di Roma — dice Battaglia — . Ragazzi e ragazze si rendono conto che quello dei rifiuti è soprattutto un problema di abitudini, iniziano a immaginare come spiegarlo agli altri studenti della scuola, alle famiglie. Il progetto, alla fine, diventa gestito da loro. Lo stesso per una app sulla educazione finanziaria. Un tema delicato, ma perché non parlarne nelle scuole? L’abbiamo realizzato costruendo una sit-com con i nostri personaggi: le storie di tre studenti che si ritrovano nel 2065 e raccontano quello che gli è successo nella vita, nel lavoro».

Nel linguaggio dei ragazzi

Oltre trecentomila studenti coinvolti con un sistema di valutazione sul loro gradimento alla fine del percorso-gioco. «Ma non è solo una questione di numeri — dice Battaglia — noi dobbiamo sviluppare senza mai fermarci la capacità di trasformare concetti in storie e di scrivere storie con il linguaggio dei ragazzi. Per questo tutti i progetti vengono realizzati da esperti insieme a gruppi di studenti. Ogni studente ha diritto alla migliore educazione possibile, non vedo altro modo per migliorare un mondo ben lontano dai nostri sogni».

E allora proviamo a seguire i nostri tre studenti e la loro prof nella missione antibufala. «È una mozzarella?». «E no, la bufala è una notizia fatta per confondere, ingannare, influenzare le opinioni». Il compito è: 48 ore per trovare notizie assurde.

Riconoscere una bufala

Ritroviamo così la città sommersa nel deserto, o un dinosauro che balla. «Fantastiche, stanno dappertutto sul web, condivido?». «Troppo forti, mi è venuta subito voglia di cliccarci sopra». Le figure stilizzate e colorate dei ragazzi e della loro prof iniziano un gioco di domande e risposte sulle fake news, su come le bufale funzionano perché colpiscono le nostre emozioni, su come farsi qualche domanda prima di abboccare. E poi c’è l’algoritmo. «L’algo che?» chiede uno di loro. «L’algoritmo è come un acquario — dice la prof — ti serve solo i pesci che a te piace vedere». «È vero! Dopo i dinosauri danzanti mi sono arrivati anche cani-rapper e pinguini acrobati». Ecco, lo vedi: «Condividere non è un gesto innocuo, può mettere in moto il caos e si diventa complici di chi la bufala l’ha creata e messa in rete».

La guida anti-bufala

È solo una idea di come si sviluppa il “gioco serio” del progetto interattivo sulle Fake news, che arriva alla creazione di una guida anti-bufala con tanto di allarmi gialli e allarmi rossi. Vik inizia 25 anni fa con i primi corsi di computer nelle scuole di Roma fino ad avere, qualche anno dopo, la più vasta certificazione di corsi di informatica per elementari e medie in Italia. La startup si sviluppa generata da Cassa Depositi e Prestiti e inizia a fare corsi con aziende, Associazioni, Istituzioni che investono su progetti ad alto impatto sociale. «Ora nasce uno spinoff internazionale — dice Battaglia — con gli studenti che potranno entrare per fare progetti, proseguire come collaboratori remunerati e diventare soci. Il nuovo linguaggio per essere cittadini lo scriveranno i giovani. Bisogna trovarlo, perché senza educazione civica non ci sarà democrazia».

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