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Il piano Valditara: “Così porto l’intelligenza artificiale in classe”

(ansa)

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Il ministro dell’Istruzione e del Merito dopo il summit internazionale di Napoli: “Servirà a potenziare e personalizzare l’apprendimento, ma i docenti sono insostituibili”
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«L’intelligenza artificiale? Una straordinaria sfida anche per il sistema educativo». A patto che sia «antropocentrica», cioè che «la persona umana, la comunità scolastica resti al centro». Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara aveva aperto e ha chiuso ieri Next Gen Ai, il primo summit internazionale sull’intelligenza artificiale a scuola che per cinque giorni a Napoli ha coinvolto seimila studenti e docenti provenienti da 40 Paesi, 280 formatori, 50 imprese e start-up.

Da lì il ministro ha lanciato un piano da «100 milioni per formare alunni e insegnanti all’uso dell’Ia» attraverso «attività laboratoriali per potenziare le competenze e personalizzare gli apprendimenti». La prima sperimentazione aveva coinvolto, lo scorso autunno, 15 istituti in quattro regioni (Calabria, Lazio, Toscana, Lombardia) con assistenti virtuali per la didattica personalizzata a vantaggio degli alunni fragili. Ora l’esperimento sarà rafforzato perché i risultati sono stati confort…

«L’intelligenza artificiale? Una straordinaria sfida anche per il sistema educativo». A patto che sia «antropocentrica», cioè che «la persona umana, la comunità scolastica resti al centro». Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara aveva aperto e ha chiuso ieri Next Gen Ai, il primo summit internazionale sull’intelligenza artificiale a scuola che per cinque giorni a Napoli ha coinvolto seimila studenti e docenti provenienti da 40 Paesi, 280 formatori, 50 imprese e start-up.

Da lì il ministro ha lanciato un piano da «100 milioni per formare alunni e insegnanti all’uso dell’Ia» attraverso «attività laboratoriali per potenziare le competenze e personalizzare gli apprendimenti». La prima sperimentazione aveva coinvolto, lo scorso autunno, 15 istituti in quattro regioni (Calabria, Lazio, Toscana, Lombardia) con assistenti virtuali per la didattica personalizzata a vantaggio degli alunni fragili. Ora l’esperimento sarà rafforzato perché i risultati sono stati confortanti: una media finale delle classi sperimentali superiore a quella delle classi di controllo (7,63 contro 6,90), l’azzeramento del tasso di non ammissione, il miglioramento degli studenti con bisogni educativi speciali o disturbi specifici dell’apprendimento, l’efficacia dell’Ia nel promuovere competenze in italiano, matematica, inglese. Si ricomincerà con il coinvolgimento di 10mila studenti in Campania: «Partiremo, in collaborazione con Invalsi e le strutture ministeriali, dagli istituti più fragili nella logica di Agenda Sud — ha spiegato Valditara — e dai giovani con maggiori criticità che hanno necessità di recupero».

Un’altra tessera del lungo e lento piano di digitalizzazione della scuola che vede, rivendica il Mim, «21,1 miliardi per le aule 2.0, 210 milioni per i laboratori professionalizzanti innovativi soprattutto della filiera del 4+2, 450 milioni per la formazione digitale dei docenti e 600 milioni per la formazione dei giovani nelle discipline Stem».

In chiusura di summit, il ministro ha raccolto le proposte arrivate dai ragazzi promettendo di portarle al G20 in Sudafrica: «La creazione di una piattaforma internazionale sull’Ia, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per favorire l’orientamento, la personalizzazione della didattica a misura di singolo studente, la formazione digitale degli insegnanti».

Una spinta che a qualcuno sembra un paradosso per il ministro che ha bandito gli smartphone da tutte le classi perché ritiene che «le dipendenze vanno combattute» e i cellulari sono «strumenti didatticamente poco idonei». Valditara ribadisce: «Nessun timore dell’innovazione ma la necessità di consapevolezza e responsabilità». «L’intelligenza artificiale — afferma — offre grandi opportunità ma anche grandi rischi». Nelle linee guida ancora molto teoriche sull’Ia a scuola approvate dal Mim ad agosto, si legge che dev’essere «sicura, affidabile ed etica». «L’Ia va educata — sintetizza Valditara — Deve aggiungersi all’intelligenza umana, mai soppiantarla. A scuola i docenti restano insostituibili».

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