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Quei ragazzi venuti dallo Zen dove si gira con la pistola e lo Stato resta a guardare

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“Un’immagine iconica dello sfacelo di Palermo è quella degli scooter senza targa, che girano senza problemi, spesso guidati da bambini o con un’intera famiglia in sella”
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Più poliziotti, più carabinieri, più militari in città. Se questa è l’unica soluzione che cerchiamo, e questa è sempre l’unica soluzione che troviamo quando ci va bene (anche se poi generalmente dura poco), non cambierà nulla! Trovare soluzioni semplici a situazione complesse è la specialità dei politici approssimativi, che fanno ragionamenti politici con lo stesso schema mentale di quando postano sui social. Femminicidio: aumentiamo le pene. Incidenti stradali: abbassiamo la quantità dell’alcool tollerata e aumentiamo le pene. Il problema della mafia (quando se ne parla): aumentiamo le pene. Basta aumentare le pene e tutto si risolve. Gomorra e il Capo dei Capi alimentano la “mafiosità” dei ragazzi nei quartieri a rischio? Altra soluzione facile a un problema complesso: smettiamo di produrre serie come Gomorra e il Capo dei Capi e abbiamo risolto il problema.

Più poliziotti, più carabinieri, più militari in città. Se questa è l’unica soluzione che cerchiamo, e questa è sempre l’unica soluzione che troviamo quando ci va bene (anche se poi generalmente dura poco), non cambierà nulla! Trovare soluzioni semplici a situazione complesse è la specialità dei politici approssimativi, che fanno ragionamenti politici con lo stesso schema mentale di quando postano sui social. Femminicidio: aumentiamo le pene. Incidenti stradali: abbassiamo la quantità dell’alcool tollerata e aumentiamo le pene. Il problema della mafia (quando se ne parla): aumentiamo le pene. Basta aumentare le pene e tutto si risolve. Gomorra e il Capo dei Capi alimentano la “mafiosità” dei ragazzi nei quartieri a rischio? Altra soluzione facile a un problema complesso: smettiamo di produrre serie come Gomorra e il Capo dei Capi e abbiamo risolto il problema.

Soluzioni semplici a problemi complessi

Pensare che un ragazzino dello Zen vada in giro con una pistola, per usarla all’occasione, perché segue una serie televisiva è consolatorio, ma non è la realtà. Probabilmente si compiacerà vedendo certe scene in tv, ma quel ragazzo andrebbe comunque in giro con la pistola in tasca anche se si smettesse di produrre quelle serie. Citando una provocazione dello scrittore De Cataldo: “Se le serie avessero questo potere, in Italia andremmo tutti in bici vestiti da prete, visto il successo di Don Matteo”.

Il vero cambiamento

Quel ragazzo andrebbe in giro con la pistola anche se aumentassero i poliziotti e i carabinieri in città, cosa impensabile per un lungo periodo perché non ci sono abbastanza soldi a disposizione. Vorrebbe dire incominciare a far pagare le tasse agli italiani. Al massimo ci sarà un segnale da parte dello Stato, ma giusto per calmare gli animi. Noi non ci dobbiamo limitare a pretendere più polizia, noi dobbiamo chiedere a chi amministra la città, il Paese: cosa sta facendo per evitare che un ragazzo pensi che sia normale andare in giro con la pistola il sabato sera e usarla appena possibile? Fino a quando non avremo una risposta a questa domanda non cambierà nulla.

Investire in sicurezza e infrastrutture

Allora, conscio di fare una proposta profonda come un Salvini qualunque, ma che sintetizza il concetto: recuperiamo dalle casse dello Stato 13 miliardi e mezzo di euro, mi è venuta una cifra così a caso, e li investiamo una parte per la sicurezza, intesa come più presenza delle Forze dell’ordine, più mezzi e più tecnologia che li aiuti a fare il loro mestiere, e un’altra parte li investiamo in infrastrutture per tutti gli Zen d’Italia (scuole ad altissimo livello, palestre, cinema, teatri, cultura, trasporti, servizi e poi ancora scuola, scuola, scuola, scuola, scuola, scuola, scuola, scuola, scuola, scuola e tutte quelle realtà che ci aiutano a distinguerci dalle bestie). Perché una bestia rimane bestia anche se in città c’è l’esercito. Forse, e dico forse, farebbe più fatica ad usare una pistola, ma un coltello o le mani le userebbe comunque. Perché nessuno può pensare realmente di uccidere una persona in centro a Palermo (o a Monreale) e pensarla di farla franca, di non essere arrestato. Eppure succede e succederà. Quindi è evidente che limitarsi ad aumentare le pene o indignarsi scrivendo frasi del tipo: “Mettiamolo in cella e gettiamo via le chiavi”, non serve a nulla.

lo sfacelo di Palermo

Vogliamo una immagine iconica dello sfacelo di Palermo? Non c’è bisogno di accendere la tv, non abbiamo bisogno di grandi gesti eclatanti, basta una piccola cosa, basta aspettare fermi per qualche secondo a un qualunque incrocio e vi spunterà davanti uno scooter, senza targa, circolare senza problemi. Per citare una grande politico italiano, sono la rappresentazione fisica di uno Stato di diritto “fino a un certo punto”. Sono guidati spesso da bambini, o trasportano intere famiglie, attraversano incroci con semafori rossi, zone pedonali, marciapiedi, controsensi, piste ciclabili, non hanno ovviamente l’assicurazione, né casco, spesso neanche le luci accese la sera, passano davanti alla Polizia, ai Carabinieri, alla Polizia Locale, senza che a nessuno possa sfiorare l’idea di essere fermati e a qualcun altro che possano essere un problema per la sicurezza stradale. Ideale per gli scippatori o per chi non può guidare l’auto o la moto perché gli hanno ritirato la patente.

La rappresentazione fisica dell’atto illegale e quotidiano

Sono un simbolo chiaro, visibile, evidente, materiale, sfacciato, arrogante, palesemente illegale, pericoloso, ingiusto, e reale che in città chiunque può fare quel “minchia“ che vuole, perché tanto nessuno interverrà. Il Sindaco può fare qualcosa? Sì! Fa qualcosa? No. Il Ministro dei Trasporti (delle Infrastrutture) può fare qualcosa? Sì. Fa qualcosa? No. Aspettiamo la tragedia per migliorarci. È la rappresentazione fisica dell’atto illegale e quotidiano. È esattamente il brodo dove cresce anche la bestia. E la bestia rimane bestia, anche se ci sono tutti gli eroi della Marvel in città. È più pericoloso un apparentemente innocuo, ma totalmente illegale scooter, piuttosto che una serie televisiva. È l’atto pratico nel compiere, ripetutamente, un gesto illegale che deve farci far paura, non quella teorica e spettacolarizzata di una serie tv.

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