Il figlio di Nonno Severino, star di TikTok: “Tutto iniziato per gioco, dei soldi non gli importava”
di Romina MarcecaÈ stata una star di TikTok, il nonno d’Italia per cinque anni nei quali ha raggiunto un milione e 800mila follower. Nonnoseverino, tutto attaccato nella versione social, è morto tre giorni fa a 96 anni e adesso il figlio, Paolo Morga, racconta a Repubblica come è nato il progetto del “nonnino”, come lo chiamavano soprattutto i giovani, che raccontava la sua quotidianità con video divertenti ma anche pieni di riflessioni, consigli, incitamenti ad affrontare la vita con positività. Accanto a lui, nei video, anche la moglie Imma, sposata nel 1959. Originario di Ercolano, Severino Morga si era trasferito da giovane a Roma per lavoro.
Perché a un certo punto suo padre decide di raccontarsi sui social?
“Per un gioco. Tutto è iniziato nell’estate del Covid, nel 2020. Eravamo in una proprietà dei miei genitori in Toscana con tutta la famiglia. Allora abbiamo pensato, guardando tutti i video che giravano nel periodo del lockdown, di creare un profilo per mio figlio, uno per mio padre e iniziar…
È stata una star di TikTok, il nonno d’Italia per cinque anni nei quali ha raggiunto un milione e 800mila follower. Nonnoseverino, tutto attaccato nella versione social, è morto tre giorni fa a 96 anni e adesso il figlio, Paolo Morga, racconta a Repubblica come è nato il progetto del “nonnino”, come lo chiamavano soprattutto i giovani, che raccontava la sua quotidianità con video divertenti ma anche pieni di riflessioni, consigli, incitamenti ad affrontare la vita con positività. Accanto a lui, nei video, anche la moglie Imma, sposata nel 1959. Originario di Ercolano, Severino Morga si era trasferito da giovane a Roma per lavoro.
Perché a un certo punto suo padre decide di raccontarsi sui social?
“Per un gioco. Tutto è iniziato nell’estate del Covid, nel 2020. Eravamo in una proprietà dei miei genitori in Toscana con tutta la famiglia. Allora abbiamo pensato, guardando tutti i video che giravano nel periodo del lockdown, di creare un profilo per mio figlio, uno per mio padre e iniziare una sorta di competizione sule visualizzazioni dei video. Ha vinto il nonno”.
Il video che ha fatto esplodere il fenomeno “nonnoseverino”?
“Ha fatto 600mila visualizzazioni nel video in cui racconta una parte della sua vita: quella in cui ha avuto un infarto e gli hanno installato tre bypass, nel 2014. La gente si è commossa e ha iniziato a scrivergli. Di fatto lui raccontava la sua vita, coinvolgendo anche la mamma che è stata sua moglie per 65 anni. Siamo passati da 20mila a 30mila follower nell’ottobre del 2020. Ho fatto vestire papà da maestro d’orchestra sulle note della marcia di Radetzky”.
Col boom è arrivata la notorietà?
“Radio Deejay ha fatto un servizio su papà e da lì siamo arrivati ai 100mila follower. Poi c’è stato l’invito da Paola Perego e la partecipazione a Tu si que vales. Nei commenti quasi tutti volevano diventare i nipoti di papà, soprattutto chi i nonni non li ha più. Papà ha poi ricevuto il premio Moige ed è diventato presidente onorario della nazionale tiktokers”.
Sono arrivate anche proposte di pubblicità?
“Certo. Abbiamo accettato per esempio la proposta di un’azienda del braccialetto salvavita per gli anziani. Che mio padre ha indossato fino alla fine. C'era un'etica in quello che per noi era un gioco, non inseguivamo i soldi. Non ho esposto papà e poi mamma per fare business anche quando ci hanno offerto cifre alte. Da quando la pagina ha superato i 300mila follower, papà è stato contattato dalle aziende ma si trattava più che altro di uno scambio merce. Ha sponsorizzato un forno a legna per fare le pizze e glielo hanno regalato. Poi è stata la volta di un aspirapolvere. Quando ha pubblicizzato una marca di apparecchi acustici, ha rifiutato il paio che era destinato a lui. Si sentiva umiliato al solo pensiero. Il deambulatore è stato l'ultimo compenso per la sponsorizzazione. Non si voleva rassegnare ma poi ha iniziato ad utilizzarlo e l’ha trovato utile”.
Come hanno reagito i follower quando il nonno d’Italia ha iniziato a stare poco bene?
“Mio papà non mangiava più. In un solo giorno sono arrivati 2mila vocali per incitarlo a riprendersi e a trovare la forza di nutrirsi. Il suo motto era “vogliatevi bene” e la gente ha voluto davvero bene a papà”.
Dal virtuale al reale. Il funerale è stato partecipato?
“Ero troppo impegnato a ricordare mio padre ma ho visto tanta gente e tra questi amici, parenti e follower. Il prete che ha celebrato la messa, padre Dario Chimenti, è arrivato da Palermo. Era uno degli iscritti alla pagina TikTok di papà, si sono conosciuti quattro anni fa e da allora è nata una bella amicizia. Io sono il figlio regista e creator che ha inventato il personaggio di nonnoseverino e ho ricordato in chiesa i bei messaggi positivi che riusciva a trasmettere. Nel quartiere di Roma dove abitava quando qualcuno lo incontrava gli chiedeva di fare un selfie ma voleva soprattutto un abbraccio”.
Cosa ne sarà adesso dei profili social?
“Saranno trasformati in un memoriale dove pubblicherò dei collage delle foto del passato e anche un libro ricordo con tutti i messaggi dei follower. Sono stati in centinaia a scrivere in lacrime, erano tutti nipoti adottati virtualmente da papà. Con i miei fratelli vorremmo aprire una fondazione per aiutare gli anziani nelle Rsa dando supporto alle strutture. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle quanto sia poco il personale, e spesso in difficoltà, che si dedica agli anziani”.