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Caro affitti e università telematiche: ormai lo studente non arriva più dal sud

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La carenza di risorse universitarie, studentati e borse di studio, costringe migliaia di famiglie ad accollarsi quasi tutte le spese per mantenere uno o più figli lontano da casa. E in quattro anni si sono registrati incrementi degli affitti che in alcune città come Bologna e Padova superano il 70 per cento
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Tra caro-affitti e università telematiche, crolla il numero di immatricolati meridionali con la valigia alla volta di un ateneo nel centro-nord. A testimoniarlo gli ultimi dati diffusi dall’ufficio statistica del ministero dell’Università e della ricerca. Nel breve volgere di tre anni, dal 2021/2022 al 2024/2025, il calo di new entry residenti al sud che ha deciso di proseguire gli studi universitari in una città delle regioni settentrionali o in una regione dell’Italia centrale è calato vistosamente. Un fenomeno che va indagato per capire se le cause sono da riscontrare soltanto in fattori economici o se la laurea stessa sta assumendo un significato diverso tra i giovani di oggi.

Il calo degli iscritti dal Sud

In un triennio, sono oltre 7mila e 400 gli studenti residenti al sud che, rispetto al passato, hanno preferito restare nella propria regione: dai 24mila e 400 del 2021/2022 si è passati ai 17mila scarsi del 2024/2025. Mentre, nello stesso periodo il calo complessivo degli immat…

Tra caro-affitti e università telematiche, crolla il numero di immatricolati meridionali con la valigia alla volta di un ateneo nel centro-nord. A testimoniarlo gli ultimi dati diffusi dall’ufficio statistica del ministero dell’Università e della ricerca. Nel breve volgere di tre anni, dal 2021/2022 al 2024/2025, il calo di new entry residenti al sud che ha deciso di proseguire gli studi universitari in una città delle regioni settentrionali o in una regione dell’Italia centrale è calato vistosamente. Un fenomeno che va indagato per capire se le cause sono da riscontrare soltanto in fattori economici o se la laurea stessa sta assumendo un significato diverso tra i giovani di oggi.

Il calo degli iscritti dal Sud

In un triennio, sono oltre 7mila e 400 gli studenti residenti al sud che, rispetto al passato, hanno preferito restare nella propria regione: dai 24mila e 400 del 2021/2022 si è passati ai 17mila scarsi del 2024/2025. Mentre, nello stesso periodo il calo complessivo degli immatricolati è di gran lunga più contenuto: meno mille e 400. In termini percentuali, si è passati dal 22,4% di studenti meridionali che ha iniziato la propria carriera universitaria al nord o in una università di Toscana, Marche e Lazio del 2021/2022 al 15,7% del 2024/2025: meno 6,7%.

“La carenza di sistemi regionali”

Perché sempre meno studenti meridionali si spostano al nord? “Pensiamo sia legato alla difficoltà di potersi permettere determinati costi per studiare da fuorisede”, spiega Arianna D’Archivio, Coordinatrice nazionale Link Coordinamento Universitario. “Evidentemente risulta meno costoso rimanere nella propria città o addirittura non iscriversi all’università. Sicuramente”, continua la rappresentante degli studenti, “subentrano i costi esorbitanti per gli affitti nelle grandi città accompagnati dall’assenza di studentati pubblici bastevoli, ma anche la carenza di sistemi regionali di diritto allo studio. Le regioni, non sostenute dal finanziamento nazionale a causa dei tagli degli ultimi anni, non hanno più la possibilità di garantire dei sistemi di diritto allo studio adeguati ad rispondere alle esigenze di un gran numero di fuorisede”. E il mercato si adegua.

La carenza di risorse universitarie

Per avere un’idea di quanto pesi oggi economicamente mantenere un figlio in un’altra regione per gli studi universitari, basta citare una recente indagine di un noto sito (Immobiliare.it Insights) che si occupa di compravendita e affitti di appartamenti a livello nazionale. La carenza di risorse universitarie, studentati e borse di studio, costringe migliaia di famiglie ad accollarsi quasi tutte le spese per mantenere uno o più figli lontano da casa. E in quattro anni si sono registrati incrementi che in alcune città come Bologna e Padova superano il 70%. Più contenuti gli aumenti al sud: più 30%. Secondo Homa, la cooperativa digitale di housing che lavora nel mondo immobiliare, in un anno, dal 2024 al 2025, gli affitti di una camera singola sono aumentati dell’8,5%. Una camera singola può sfiorare il costo di 660 euro a Milano, di 600 euro a Bologna, di 570 a Firenze e 370 a Bari.

Gli atenei telematici

A erodere studenti agli atenei settentrionali sono anche quelli online che consentono di studiare comodamente da casa. Nel 2021/2022 la quota di immatricolati online rappresentava il 7,6%, nel 2024/2025 si sale all’8,7%. Anche se l’anno precedente si registrò un dato più alto di due punti: 11%. E il fenomeno accusa un calo.

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