Li aspettavano. Lo spettacolare blitz interforze, decine di macchine di polizia, carabinieri e Guardia di finanza, 300 uomini in divisa, un elicottero a monitorare dall’alto, voleva essere la prima risposta dello Stato all’allarme sicurezza a Palermo dopo l’omicidio di Paolo Taormina, freddato a 21 anni con un colpo di pistola alla testa davanti al suo locale mentre cercava di sedare una rissa.
Ma allo Zen, la periferia-ghetto da dove arrivava il suo assassino, Giovanni Maranzano, le forze dell’ordine non hanno trovato nulla o quasi. Cercavano armi e droga, hanno trovato qualche decina di grammi di coca e hashish, 20 chili di fuochi pirotecnici, due o tre coltelli, altrettanti motorini rubati, sette case occupate abusivamente. Il quartiere sotto assedio, le forze dell’ordine entrate a favore di telecamere alle prime luci dell’alba in zone di solito off limits, le perquisizioni, le identificazioni, le multe, sono stati un segnale il più plastico possibile delle indicazioni che da lì a…
Li aspettavano. Lo spettacolare blitz interforze, decine di macchine di polizia, carabinieri e Guardia di finanza, 300 uomini in divisa, un elicottero a monitorare dall’alto, voleva essere la prima risposta dello Stato all’allarme sicurezza a Palermo dopo l’omicidio di Paolo Taormina, freddato a 21 anni con un colpo di pistola alla testa davanti al suo locale mentre cercava di sedare una rissa.
Ma allo Zen, la periferia-ghetto da dove arrivava il suo assassino, Giovanni Maranzano, le forze dell’ordine non hanno trovato nulla o quasi. Cercavano armi e droga, hanno trovato qualche decina di grammi di coca e hashish, 20 chili di fuochi pirotecnici, due o tre coltelli, altrettanti motorini rubati, sette case occupate abusivamente. Il quartiere sotto assedio, le forze dell’ordine entrate a favore di telecamere alle prime luci dell’alba in zone di solito off limits, le perquisizioni, le identificazioni, le multe, sono stati un segnale il più plastico possibile delle indicazioni che da lì a poche ore sono poi arrivate da Roma.
Le misure adottate dal Viminale
Zone rosse a difesa delle aree della movida e invio immediato di un piccolo contingente di poliziotti. Al Viminale, al sindaco Roberto Lagalla e al presidente della Regione Renato Schifani andati a invocare aiuto concreto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, insieme al capo della Polizia Vittorio Pisani, ha indicato la strada per mettere in sicurezza la città, che negli ultimi giorni è scesa più volte in piazza per chiedere misure concrete e per dire basta alla violenza dilagante nel centro storico, ostaggio della criminalità dove le forze dell’ordine non osano neanche entrare. Le nuove misure prevedono un incremento immediato di ventotto unità delle polizia di Stato con una progressiva crescita degli organici nell’arco di tre mesi e l’impiego di reparti mobili già di stanza in Sicilia. Saranno inoltre destinati 2,7 milioni di euro per il potenziamento dei sistemi di telesorveglianza e programmate operazioni periodiche di controllo e perquisizione nei quartieri a più alto rischio.
Come funzionano le zone rosse
A proteggere le zone del centro e dei locali notturni, preda delle bande criminali, arriveranno invece le zone rosse, come suggerito dal ministro Piantedosi, che le ritiene uno strumento assai efficace per tenere lontani pregiudicati e persone socialmente pericolose. Da qui l’indicazione al prefetto Massimo Mariani di predisporre un decreto per istituire le aree protette attorno al Teatro Massimo, sull’asse che porta da via Maqueda alla stazione centrale e alla Vucciria, teatro di continue violenze sessuali, aggressioni a turisti, spaccio a cielo aperto, risse tra giovani che negli ultimi mesi sono costate la vita a cinque di loro. Toccherà alle forze dell’ordine presidiare le zone rosse, effettuare i controlli e allontanare chi ha precedenti o comportamenti a rischio.
Previsto anche il raddoppio del numero di agenti della polizia municipale in fase di reclutamento e l’autorizzazione informale a utilizzare servizi di vigilanza privata per il presidio di aree urbane ritenute a rischio più contenuto.
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