Peluche perso in treno, il papà lancia un appello: “Era un regalo della mamma che è morta”
di Romina MarcecaC’è un papà che lancia un appello sui social per non spezzare il filo che tiene i suoi due bambini legati alla mamma che non c’è più da un anno. Quel filo è un peluche, precisamente un Rilakkuma, che in giapponese vuol dire orsacchiotto da relax. Ma quell’orso non è solo un peluche, è il regalo che la mamma aveva fatto ai suoi due bambini. “Uno dei pochi oggetti che sono rimasti ai miei figli, mia moglie è morta all’improvviso nel maggio dell’anno scorso e quell’orsacchiotto lo aveva comprato in Giappone durante un semestre di studio”, racconta a Repubblica Alexander Komm, che vive in Germania coi suoi figli. Il più grande ha 10 anni, la piccola 7. E adesso la bambina e il suo fratellino cercano il Rilakkuma, che loro chiamano Rili, perso su un treno in Italia, in Abruzzo.
L’appello
Un anno fa Alexander Komm perde la moglie e i suoi figli la mamma. In questi giorni “per ritrovare lentamente l’equilibrio”, come scrive nel suo appello il papà, la famiglia è in Italia per un viaggio…
C’è un papà che lancia un appello sui social per non spezzare il filo che tiene i suoi due bambini legati alla mamma che non c’è più da un anno. Quel filo è un peluche, precisamente un Rilakkuma, che in giapponese vuol dire orsacchiotto da relax. Ma quell’orso non è solo un peluche, è il regalo che la mamma aveva fatto ai suoi due bambini. “Uno dei pochi oggetti che sono rimasti ai miei figli, mia moglie è morta all’improvviso nel maggio dell’anno scorso e quell’orsacchiotto lo aveva comprato in Giappone durante un semestre di studio”, racconta a Repubblica Alexander Komm, che vive in Germania coi suoi figli. Il più grande ha 10 anni, la piccola 7. E adesso la bambina e il suo fratellino cercano il Rilakkuma, che loro chiamano Rili, perso su un treno in Italia, in Abruzzo.
L’appello
Un anno fa Alexander Komm perde la moglie e i suoi figli la mamma. In questi giorni “per ritrovare lentamente l’equilibrio”, come scrive nel suo appello il papà, la famiglia è in Italia per un viaggio in Abruzzo. Adesso si trovano a Roseto degli Abruzzi, sono arrivati da una città all’estero.
“Purtroppo, mia figlia di 7 anni ha dimenticato sull’autotreno regionale da Pescara, partito domenica 12 ottobre alle 15,20, l’orsacchiotto della sua mamma, un Rilakkuma marrone con una cerniera sulla schiena”, è il cuore del post che Alexander Komm lancia su Facebook. “Per i miei bambini era un ricordo preziosissimo della loro mamma, e ora sono entrambi molto tristi. So bene che questo non è nulla in confronto alle difficoltà che tanti bambini nel mondo devono affrontare, ma a volte sono proprio le piccole perdite a farci più male, che si sia adulti o bambini”, continua la lettera social. Che termina con la richiesta d’aiuto a chi dovesse trovarsi sullo stesso treno. “Se qualcuno dovesse trovarlo, o potesse semplicemente condividere questo messaggio per aiutarci a diffonderlo, gliene saremmo infinitamente grati. Potete contattarmi in qualsiasi momento. Grazie di cuore a tutti per la vostra gentilezza e il vostro sostegno. Alex”. I bambini in queste ore, nel loro alloggio in Abruzzo, hanno anche acceso una candela per il loro Rili, sperando che presto torni da loro.
La catena
Il messaggio sta già diventando virale e le condivisioni sono già migliaia. Tutti in cerca dell’orsacchiotto che ha perso la strada di casa mentre in 15mila hanno già rilanciato il messaggio di Alexander. “I bambini dormivano accanto all'orsacchiotto fin da quando erano piccoli. C’è chi pensa che il mio messaggio sia un fake, questo mi addolora tantissimo - spiega Alexander Komm -. Sul treno mia figlia Isabella ha chiesto dov’era l’orsacchiotto e lo ha tirato fuori dal mio zaino. L’altro ieri sera poi si è accorta che non lo aveva più, così ho scritto a Trenitalia e pubblicato il post su Facebook”. Ieri Trenitalia ha risposto che non avevano trovato l’orsacchiotto. “Ho poi chiesto se potessero pubblicare loro stessi l’appello, perché è uno dei pochi oggetti che i bambini hanno della loro madre. I miei figli sono cresciuti con Rilakkuma, per questo ho pubblicato le foto, non per suscitare compassione. Nel frattempo ho aperto una segnalazione su Lost & Found di Trenitalia. Una persona su Facebook ha chiesto informazioni ad Ancona, perché quella era la stazione finale del treno, ma non è stato trovato nulla”. Adesso si spera che il Rilakkuma ritrovi la strada di casa.