“Geko”, “Nik” e Pietro. Appena ventenni, vicentini, amici dai banchi di scuola, poi tra i pali delle gare di sci e nelle serate di divertimento. Proprio il rientro verso casa a tarda notte, tra sabato e ieri dopo una festa di compleanno, è stato per loro fatale. La «folle» velocità della Peugeot 207, l’impatto contro la fontana in mezzo alla rotonda di via Verdi ad Asiago e l’auto che “vola” oltre la rotatoria. Per i tre amici con la montagna nel sangue ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Il festeggiato della serata, Mirko Bez, è rimasto ferito gravemente mentre il quinto amico, Otto, è uscito illeso non si sa come dalla carcassa di lamiere.
L’incidente è avvenuto alle 3,30, mentre la compagnia tornava da Lavarone, in provincia di Trento, una quarantina di minuti di strada. La dinamica è impressa nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza, come conferma il sindaco di Asiago: «L’auto scendeva a velocità folle da via Lavarone — spiega Roberto Rigoni Stern — senza…
“Geko”, “Nik” e Pietro. Appena ventenni, vicentini, amici dai banchi di scuola, poi tra i pali delle gare di sci e nelle serate di divertimento. Proprio il rientro verso casa a tarda notte, tra sabato e ieri dopo una festa di compleanno, è stato per loro fatale. La «folle» velocità della Peugeot 207, l’impatto contro la fontana in mezzo alla rotonda di via Verdi ad Asiago e l’auto che “vola” oltre la rotatoria. Per i tre amici con la montagna nel sangue ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Il festeggiato della serata, Mirko Bez, è rimasto ferito gravemente mentre il quinto amico, Otto, è uscito illeso non si sa come dalla carcassa di lamiere.
L’incidente è avvenuto alle 3,30, mentre la compagnia tornava da Lavarone, in provincia di Trento, una quarantina di minuti di strada. La dinamica è impressa nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza, come conferma il sindaco di Asiago: «L’auto scendeva a velocità folle da via Lavarone — spiega Roberto Rigoni Stern — senza dare la precedenza ha inforcato un’aiuola spartitraffico». Poi la Peugeot che sbanda, si schianta e si ribalta.
In lutto ci sono famiglie e comunità dell’altopiano dove tutti si conoscono. Nicola Xausa, per tutti “Nik”, aveva appena compiuto vent’anni. Una passione per il cinema, aveva frequentato il turistico De Rossi di Agordo e lo Ski college di Falcade nel Bellunese, dove ha conosciuto Riccardo Gemo, “Geko”, di Creazzo, cresciuto a sci alpino e violoncello, aspirante fisioterapista. «Bravissimi ragazzi, senza grilli per la testa se non perseguire i loro sogni sportivi» è il ricordo del centro sci. Nik era invece di Lusiana Conco, come la terza vittima, Pietro Pisapia, il più grande, avrebbe compiuto 21 anni il 16 dicembre. Lavorava alla pizzeria da Maino, a Conco, sognava di fare il barman. Alpini e donatori del sangue del paese sono rientrati subito dalla trasferta a Roma per stare vicino ai famigliari. Pisapia era figlio di un’infermiera e di un farmacista dell’Ulss 7 Pedemontana, Nik Xausa nipote di una dipendente. «Ci uniamo in un abbraccio collettivo, con rispetto e silenzio», è il cordoglio del governatore veneto, Luca Zaia.