Leone XIV incontra i movimenti popolari per il Giubileo: “La nostra lotta per terra, casa e lavoro”
di Iacopo ScaramuzziQuando sbarcarono in Vaticano, oltre dieci anni fa, fu un terremoto. Era il 2014, Francesco era Papa da poco più di un anno, e tra le iniziative che fecero sobbalzare i monsignori di Curia a un certo punto convocò i “movimenti popolari internazionali”. Sigla generica dietro la quale si nascondeva una carica di lavoratori precari, venditori ambulanti, “campesinos”, “cartoneros”, migranti, centri sociali, esponenti di una economia informale che, in America latina ma non solo (tra gli altri, per dire, Oltretevere c’era, prima volta nella storia, il Leoncavallo), non hanno trovato una rappresentanza nei sindacati tradizionali e, nel corso del tempo, si sono organizzati per uscire dall’invisibilità. Da arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio li aveva incontrati e incoraggiati, diventato vescovo di Roma dette loro la ribalta mondiale. E ora i movimenti popolari, che Francesco nel corso del pontificato ha incontrato quattro volte, tornano in Vaticano, questa volta per incontrare Le…
Quando sbarcarono in Vaticano, oltre dieci anni fa, fu un terremoto. Era il 2014, Francesco era Papa da poco più di un anno, e tra le iniziative che fecero sobbalzare i monsignori di Curia a un certo punto convocò i “movimenti popolari internazionali”. Sigla generica dietro la quale si nascondeva una carica di lavoratori precari, venditori ambulanti, “campesinos”, “cartoneros”, migranti, centri sociali, esponenti di una economia informale che, in America latina ma non solo (tra gli altri, per dire, Oltretevere c’era, prima volta nella storia, il Leoncavallo), non hanno trovato una rappresentanza nei sindacati tradizionali e, nel corso del tempo, si sono organizzati per uscire dall’invisibilità. Da arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio li aveva incontrati e incoraggiati, diventato vescovo di Roma dette loro la ribalta mondiale. E ora i movimenti popolari, che Francesco nel corso del pontificato ha incontrato quattro volte, tornano in Vaticano, questa volta per incontrare Leone XIV.
“Tierra, Techo, Trabajo”
Francesco spronò fin dalla prima udienza, il 28 ottobre del 2014, a lottare per le tre “T”, quello che da allora è diventato uno slogan fortunato: “Tierra, Techo, Trabajo”, la terra da coltivare, un tetto sotto cui vivere, cioè una casa, e un lavoro. “Terra, tetto, lavoro: strano, ma se parlo di questo per alcuni il Papa è comunista”, disse Bergoglio, e invece “l’amore per i poveri è al centro del Vangelo” e della dottrina sociale della Chiesa. Bergoglio ha incontrato nuovamente i movimenti popolari nel 2015 a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, il 5 novembre 2016 di nuovo in Vaticano, e da ultimo il 20 settembre 2024. Nel frattempo ha inviato loro un messaggio a febbraio del 2017, quando i movimenti popolari erano riuniti a Modesto, in California, e una lettera ad aprile del 2020, in piena pandemia, facendo appello per “una forma di retribuzione universale di base” per chi non aveva lavoro a causa del Covid, e ancora un video-messaggio a ottobre 2021.
Esortazione apostolica sui poveri
Se in Vaticano alcuni scommettevano che il nuovo Papa non avrebbe mantenuto il legame con i movimenti popolari internazionali, Leone XIV ha invece voluto riallacciarla. Con due mosse. Ha infatti dedicato loro due paragrafi della sua prima esortazione apostolica, Dilexi Te, scrivendo – con ampie citazioni di Francesco – che “quando le diverse istituzioni pensano ai bisogni dei poveri è necessario che includano i movimenti popolari e animino le strutture di governo locali, nazionali e internazionali con quel torrente di energia morale che nasce dal coinvolgimento degli esclusi nella costruzione del destino comune”. E, questa settimana, li riceverà.
Chiesa e movimenti
"Si stima che tra il 78% e l'85% della popolazione globale viva con meno di 20 dollari al giorno", ha detto in una conferenza stampa di presentazione il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione. "Finora molti sforzi di sviluppo hanno fallito perché gli esperti, anche molto qualificati, sembrano pensare che lo sviluppo possa avvenire senza il diretto coinvolgimento dei poveri", ha osservato il cardinale. A chi domandava se la composizione dei movimenti popolari è rimasta la stessa del 2014, il porporato ha risposto: “E’ una domanda troppo precisa rispetto alla realtà”. Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans, ha sottolineato che quest’anno i movimenti popolari saranno tutti accompagnati da rappresentanti della Chiesa.
Giubileo allo Spin Time
Il programma prevede tre grandi momenti. L’udienza del Papa si svolgerà giovedì 23 ottobre alle 16 nell’aula Paolo VI. Ma già nei giorni precedenti i movimenti popolari si incontreranno a Roma, e più precisamente dal 21 al 24 ottobre, allo Spin Time, edificio occupato e rigenerato al quartiere Esquilino, lo stesso palazzo nel quale il cardinale elemosiniere, Konrad Krajewski, si recò nel 2019 per riattaccare la luce, che era stata staccata dai gestori perché non erano state pagate le bollette. Don Mattia Ferrari, nella conferenza stampa in Vaticano, ha spiegato la scelta: "Il palazzo ospita circa 400 persone di 27 nazionalità, ci sono decine di associazioni. Non è una scelta di provocazione ma di valore per la vita e le relazioni che quella comunità ha con altri movimenti popolari". "Non parliamo di un edificio occupato e basta – ha detto don Ferrari, che da anni si imbarca per salvare i migranti in mare – ma di un edificio sul quale l'autorità locale ha avviato un processo per la regolarizzazione. Non è semplicemente occupato: la comunità che lo abita è in dialogo con le istituzioni". Le sere del 22, 23 e 24 ottobre i movimenti popolari si ritroveranno per un festival a piazza Vittorio. Il pellegrinaggio giubilare dei movimenti popolari culminerà con la messa del Giubileo delle équipe sinodali e degli organismi di partecipazione presieduta da papa Leone e celebrata il 26 alle 10 nella basilica di San Pietro.