RIETI – Dentro una delle stanze della questura con la facciata di mattoni rossi, l’ultrà della curva Terminillo Alessandro Barberini c’è rimasto quasi un giorno prima di finire in carcere. La luce fioca attorno a lui, le domande ripetute dagli inquirenti una dopo l’altra su quella sera di odio dopo il match di basket e quell’interrogativo che ancora oggi resta nell’aria: «Perché l’avete fatto?». …