La scomunica che diede il via allo scisma della Chiesa Anglicana
di Agostino Paravicini BaglianiL’incontro odierno di papa Leone XIV con re Carlo III d’Inghilterra, con la comune preghiera ecumenica, è un evento storico che giunge a quasi cinquecento anni dalla celebre scomunica, lanciata da papa Paolo III Farnese contro il re d’Inghilterra Enrico VIII (1491-1547) nell’ormai lontano 1533.
Il conflitto si era aperto sotto il pontificato del predecessore di Paolo III, Clemente VII – Giulio de’ Medici, papa dal 1523 al 1534 – che non aveva accettato, malgrado ripetute richieste, di annullare il matrimonio del re inglese con Caterina d’Aragona. La richiesta formale di annullamento era stata inoltrata a Roma nel 1527, ma Clemente VII rifiutò avanzando argomenti di natura canonica. Di fatto, papa Medici subiva allora forti pressioni da parte dell’imperatore Carlo V che in quello stesso anno 1527 lancerà i suoi lanzichenecchi nella Città eterna, sottoponendola ad un spaventoso e memorabile saccheggio.
La richiesta di divorzio
Enrico VIII voleva divorziare da Caterina d’Aragona per spos…
L’incontro odierno di papa Leone XIV con re Carlo III d’Inghilterra, con la comune preghiera ecumenica, è un evento storico che giunge a quasi cinquecento anni dalla celebre scomunica, lanciata da papa Paolo III Farnese contro il re d’Inghilterra Enrico VIII (1491-1547) nell’ormai lontano 1533.
Il conflitto si era aperto sotto il pontificato del predecessore di Paolo III, Clemente VII – Giulio de’ Medici, papa dal 1523 al 1534 – che non aveva accettato, malgrado ripetute richieste, di annullare il matrimonio del re inglese con Caterina d’Aragona. La richiesta formale di annullamento era stata inoltrata a Roma nel 1527, ma Clemente VII rifiutò avanzando argomenti di natura canonica. Di fatto, papa Medici subiva allora forti pressioni da parte dell’imperatore Carlo V che in quello stesso anno 1527 lancerà i suoi lanzichenecchi nella Città eterna, sottoponendola ad un spaventoso e memorabile saccheggio.
La richiesta di divorzio
Enrico VIII voleva divorziare da Caterina d’Aragona per sposare Anna Bolena, presente alla corte inglese fin dal 1522, proprio al servizio della regina. Durante tutti quegli anni, Anna Bolena era riuscita a tessere una rete di relazioni importanti, in particolare con il potente Tommaso Cromwell.
Il rifiuto di Roma di accedere alle richieste di divorzio da parte del re d’Inghilterra fece precipitare gli avvenimenti. Nel 1529 il re convocò il «Parlamento della Riforma» e l’anno successivo ordinò al clero inglese di pagare l’elevatissima somma di 10.000 sterline, e di rispettare la legge del 1392 che vietava loro di ubbidire ad autorità ‘straniere’. Successivamente, il sovrano inglese chiese al clero di riconoscerlo quale «protettore e capo supremo della Chiesa e del clero d’Inghilterra» e indiscussa autorità spirituale. L’Assemblea del Clero, svoltasi l’8 marzo 1531, accolse le ingiunzioni del re, il che permise a Tommaso Cromwell di presentare al papa la formale richiesta di poter emanare leggi senza il consenso dell’Assemblea del clero, un diritto che fu formalizzato a Westminster il 15 maggio 1532.
Il matrimonio con Anna Bolena
Il passo decisivo verso la separazione con Roma sarà compiuto nel gennaio 1533, quando Enrico VIII e Anna Bolena celebrarono il matrimonio a Westminster, un avvenimento che papa Clemente VII sanzionò immediatamente con la scomunica (luglio 1533). Enrico VIII diventò così di fatto e di diritto il Capo di una Chiesa separata da Roma, quella anglicana appunto, in un clima di crescente insofferenza verso Roma, anche perchè molti membri del Parlamento si erano dimostrati non ostili alle tesi di Martin Lutero, tra le quali la soppressione del celibato ecclesiastico. Tre mesi dopo il matrimonio tra Enrico e Anna nacque Elisabetta I, la futura regina che riuscì ad imporre definitivamente la riforma anglicana ai territori sottoposti alla corona inglese. Alla prima scomunica Paolo III fece seguire cinque anni dopo (dicembre 1538) quella definitiva, volta anche a condannare la distruzione di santuari cattolici. La scena della scomunica fu dipinta da Federico Zuccari in uno degli affreschi di Palazzo Farnese a Caprarola. Dopo l'incoronazione della cattolica Maria Tudor, Thomas Cranmer fu processato per tradimento e giustiziato (4 dicembre 1555).
Scontri e punti di contatto
Ancora alla fine dell’Ottocento Leone XIII (1896) dichiarò nulle le ordinazioni avvenute nella Chiesa anglicana, ma nei decenni successivi non mancarono frequenti punti di contatto con Roma, favoriti più recentemente dal movimento ecumenico. Storico fu l’incontro, avvenuto nel dicembre 1960, tra l’arcivescovo di Canterbury Geoffrey Fisher e papa Giovanni XXIII, concretizzato con l’invito del papa a inviare osservatori anglicani al concilio Vaticano II. Seguìrono le decisioni di Paolo VI (1966) e di Giovanni Paolo II (1982) di dar vita a commissioni volte al dialogo tra anglicani e cattolici. Importanti divergenze sussistono tuttora, ma queste iniziative papali hanno indubbiamente creato uno spazio di discussione tra le due Chiese, cattolica e anglicana, che sono le più vicine tra quelle nate con i movimenti di Riforma del Cinquecento.