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Il meteorologo Alan Gerard: “Mari caldissimi, così si è formata Melissa, la tempesta perfetta”

L'aereo di ricognizione nell'occhio dell'uragano 

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“È l’uragano più forte mai registrato a stagione così avanzata, perché gli oceani hanno accumulato calore anche negli strati profondi. Resterà per giorni sulla Giamaica, aumentando i danni”
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Categoria cinque e raffiche oltre i 300 chilometri all’ora. Ecco perché Melissa è la tempesta perfetta, la più catastrofica mai vissuta dalla Giamaica. Attraverserà l’isola caraibica per tutta la giornata di martedì, tagliandola da sud a nord. “Nessuna infrastruttura è in grado di resistere a un uragano di categoria cinque. La questione è solo capire quanto in fretta sapremo ricostruire il paese” ha già avvertito il primo ministro Andrew Holness.

Per Alan Gerard, 35 anni di attività come meteorologo della Noaa (la National Oceanic and Atmospheric Administration), che oggi ha fondato il servizio meteo Balanced Weather e anima il suo blog, “Melissa è l’uragano più forte osservato così tardi nella stagione”.

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Categoria cinque e raffiche oltre i 300 chilometri all’ora. Ecco perché Melissa è la tempesta perfetta, la più catastrofica mai vissuta dalla Giamaica. Attraverserà l’isola caraibica per tutta la giornata di martedì, tagliandola da sud a nord. “Nessuna infrastruttura è in grado di resistere a un uragano di categoria cinque. La questione è solo capire quanto in fretta sapremo ricostruire il paese” ha già avvertito il primo ministro Andrew Holness.

Per Alan Gerard, 35 anni di attività come meteorologo della Noaa (la National Oceanic and Atmospheric Administration), che oggi ha fondato il servizio meteo Balanced Weather e anima il suo blog, “Melissa è l’uragano più forte osservato così tardi nella stagione”.

Alan Gerard 

Guardando le sue immagini dal satellite, lei ha definito Melissa l’uragano perfetto. Perché?

“E’ perfettamente simmetrico. Ha un occhio evidentissimo, completamente circondato da temporali intensi”.

Si muove molto lentamente. Paradossalmente questo aumenta la sua pericolosità.

“Ci vorranno diversi giorni perché lasci la Giamaica e inizi a spostarsi verso nord o nordest. Nel frattempo Melissa resterà intrappolata sopra l’isola, a causa delle correnti deboli che dominano la zona in questo momento. I venti da sud inizieranno a rafforzarsi solo martedì sera. Solo a quel punto l’uragano comincerà a spostarsi dalla Giamaica”.

Il riscaldamento climatico contribuisce all’intensità degli uragani?

“Gioca un ruolo grandissimo. Il calore degli oceani è benzina per gli uragani. Più la temperatura è alta, più questi fenomeni possono diventare intensi. Le acque superficiali dei Caraibi in questa stagione sono sempre abbastanza calde da sostenere forti uragani, ma adesso si sono riscaldate anche negli strati più profondi. Per questo Melissa ha potuto raggiungere questa potenza, rafforzandosi in tempi molto rapidi. Abbiamo spesso notizia di tempeste forti nei Caraibi in ottobre, a volte anche a novembre, ma in questo periodo dell’anno non avevamo mai visto un uragano così potente prima”.

Nell’occhio del ciclone si è registrata una pressione bassissima, 906 millibar. Perché questo valore è importante?

“A mio parere la pressione al centro di un uragano è il valore più oggettivo per calcolare l’intensità di un uragano. Offre una misura diretta dell’organizzazione e dell’intensità dei processi atmosferici che avvengono all’interno di un uragano durante le fasi del suo sviluppo. La ricerca dimostra che la pressione all’interno dell’occhio è l’indicatore migliore per prevedere i danni che un uragano potrà provocare quando arriverà sulla terraferma”.

Per studiare Melissa degli aerei militari americani si sollevano in volo ogni poche ore e perlustrano l’occhio. Perché c’è bisogno di compiere manovre così pericolose nell’epoca dei satelliti? Lei è mai stato a bordo di uno di questi aerei?

“Purtroppo no, mi piacerebbe molto. I voli di ricognizione forniscono dati sia ai meteorologi che ai modelli informatici che non potrebbero essere ottenuti in altro modo. Prendono misure dirette dell’atmosfera all’interno della tempesta. Molti aerei hanno anche apparecchi radar che effettuano delle analisi Doppler utilissimi per alimentare i modelli informatici. Anche nell’epoca dei satelliti i voli di ricognizione rappresentano il gold standard per la previsione accurata degli uragani”.

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