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Il 30% degli italiani vittima di furti e rapine in casa. Censis: Roma e Milano le città più colpite

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Oltre 155mila i casi denunciati nel 2024, calano nel primo semestre del 2025. Pisa, Modena e Bolzano le città con più svaligiamenti rispetto alla popolazione. Cinque milioni di cittadini con un’arma da fuoco
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ROMA – Quattordici milioni e mezzo di italiani, il 28,6 per cento del totale, nella loro vita hanno subìto almeno un furto in casa. Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in appartamento (+5,4 per cento rispetto al 2023) e 1.891 rapine (+1,8 per cento). Otto milioni d persone hanno conosciuto un tentativo non riuscito e 4 milioni e mezzo lamentano di aver subìto un atto di vandalismo ai danni della propria abitazione. I dati relativi al primo semestre del 2025, tuttavia, rivelano come si siano ridotti sia i furti, che sono stati 61.555 (-8,6 per cento rispetto al primo semestre del 2024) che le rapine (-11,6 per cento).

Nonostante i numeri – più recenti – in calo, la paura del furto in casa aumenta. E’ di gran lunga il reato che gli italiani hanno più paura di subire: lo mette al primo posto il 59 per cento degli intervistati, lo scorso anno era il 48 per cento, undici punti in meno.

ROMA – Quattordici milioni e mezzo di italiani, il 28,6 per cento del totale, nella loro vita hanno subìto almeno un furto in casa. Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in appartamento (+5,4 per cento rispetto al 2023) e 1.891 rapine (+1,8 per cento). Otto milioni d persone hanno conosciuto un tentativo non riuscito e 4 milioni e mezzo lamentano di aver subìto un atto di vandalismo ai danni della propria abitazione. I dati relativi al primo semestre del 2025, tuttavia, rivelano come si siano ridotti sia i furti, che sono stati 61.555 (-8,6 per cento rispetto al primo semestre del 2024) che le rapine (-11,6 per cento).

Nonostante i numeri – più recenti – in calo, la paura del furto in casa aumenta. E’ di gran lunga il reato che gli italiani hanno più paura di subire: lo mette al primo posto il 59 per cento degli intervistati, lo scorso anno era il 48 per cento, undici punti in meno.

Questo “sentiment” emerge dal 4° Rapporto dell’Osservatorio Censis sulla sicurezza della casa. Roma è in testa alla graduatoria dei comuni capoluogo con 8.699 furti in abitazione nel 2024, per un’incidenza di 31,7 reati ogni 10.000 abitanti. Al secondo posto Milano con 3.152 furti in casa, 23,1 per 10.000 residenti. Terza è Torino, dove sono stati denunciati 2.024 furti in appartamento, 23,6 ogni 10.000 abitanti. Al quarto posto Firenze, con 1.803 furti in casa. La graduatoria dei comuni capoluogo costruita in base all’incidenza dei furti sulla popolazione vede, invece, al primo posto Pisa, con 75,7 furti in abitazione per 10.000 abitanti, seguita da Modena (57,1), Bolzano (55,5), Udine (53) e Verona (50,3 per 10.000).

Tutte le strategie per difendersi

L’88,9 per cento degli italiani ha almeno un dispositivo in casa, il 67,8 per cento più di uno e il 64,1 per cento pensa che nel futuro destinerà maggiori risorse alla sicurezza domestica. Il 65,3 per cento ha fatto montare una porta blindata, il 35,1 per cento il videocitofono, l’11,1 la serratura elettronica. Ancora, l’87 per cento non apre mai la porta agli sconosciuti, il 67,1 per cento chiude a chiave la porta anche se è in casa. Quando è fuori casa per vacanze, il 69,2 per cento della popolazione evita di utilizzare i social per pubblicare foto e informazioni, il 53 per cento avvisa i vicini e il 45,6 per cento chiede a qualcuno di simulare la presenza. Infine, il 17,1 per cento – quasi un cittadino gni cinque - rinuncia alle vacanze per non lasciare la propria casa incustodita.

Quasi 5 milioni di italiani hanno un’arma da fuoco in casa e potrebbero utilizzarla. Il 52,2 per cento dei cittadini, sostiene il rapporto, pensa che dovrebbe essere consentito dalla legge sparare a un ladro che è entrato in casa per rubare (78,8 per cento tra chi ha già un’arma da fuoco). Solo il 20,4 per cento della popolazione sarebbe favorevole a rendere più semplice l’acquisto di armi, valore che però raddoppia (41,9 per cento) tra chi già ne possiede una).

La metà dei cittadini favorevole alle ronde private

Il 50,9 per cento Ritiene che i cittadini dovrebbero organizzarsi in ronde e partecipare attivamente al controllo del territorio. El a sicurezza domestica non si deve trasformare in un ulteriore elemento di differenziazione sociale tra chi se la può permettere e chi no: il 59,7 per cento degli intervistati è convinto che un sistema d’allarme costi troppo. E il 60,5 per cento degli italiani non conosce l’esistenza del “bonus sicurezza”.

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