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Alto Adige, valanga su Cima Vertana: morti tre scialpinisti tedeschi, due i dispersi

(ansa)

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Le vittime sono due uomini e una donna: sono stati travolti da una slavina mentre stavano salendo lungo un canalino sulla parete nord. Ferite altre due persone del secondo gruppo
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La prima neve fresca di stagione, assieme al vento e alle alte temperature del giorno rispetto a quelle notturne, sono la causa della valanga che ieri pomeriggio ha fatto strage sotto Cima Vertana, nel Gruppo dell’Ortles, sopra Solda, in Alto Adige. La slavina, staccatasi sul versante Nord, un centinaio di metri sotto la vetta, a quota 3545, ha intrappolato tre scialpinisti germanici che stavano risalendo un canalino di neve tra le rocce. Impossibile, per la cordata che in quel punto procedeva con ramponi e piccozze, trovare scampo. La massa di neve ha riempito la via di salita e ha trascinato a valle i tre alpinisti per centinaia di metri, seppellendoli a monte del ghiacciaio del Rosim.

A dare l’allarme, alle 15.50, e a tentare di estrarli d…

La prima neve fresca di stagione, assieme al vento e alle alte temperature del giorno rispetto a quelle notturne, sono la causa della valanga che ieri pomeriggio ha fatto strage sotto Cima Vertana, nel Gruppo dell’Ortles, sopra Solda, in Alto Adige. La slavina, staccatasi sul versante Nord, un centinaio di metri sotto la vetta, a quota 3545, ha intrappolato tre scialpinisti germanici che stavano risalendo un canalino di neve tra le rocce. Impossibile, per la cordata che in quel punto procedeva con ramponi e piccozze, trovare scampo. La massa di neve ha riempito la via di salita e ha trascinato a valle i tre alpinisti per centinaia di metri, seppellendoli a monte del ghiacciaio del Rosim.

A dare l’allarme, alle 15.50, e a tentare di estrarli dalla valanga, una seconda cordata di quattro alpinisti, sempre tedeschi, che ha assistito al distacco. I travolti non sono stati inghiottiti sotto un alto strato di neve e i soccorritori li hanno riportati in superficie abbastanza rapidamente. Le ferite contro le rocce e la neve inalata nei polmoni non hanno però lasciato scampo. Le vittime sono una donna di trent’anni e due uomini di cinquanta e trent’anni. Sotto shock i quattro componenti del secondo gruppo, sfiorato dalla slavina. Due alpinisti, nel tardo pomeriggio, sono stati portati a valle da un elicottero. Ricoverati in ospedale a Bolzano, non sono in pericolo di vita. L’arrivo del buio e il maltempo, con una fitta nevicata in alta quota, non hanno permesso di recuperare gli altri due, impossibilitati a scendere nella nebbia. Quando le operazioni di soccorso sono state sospese, i dispersi si sarebbero trovati al riparo di alcune rocce poco sotto la cima. Via telefono sono riusciti a dire agli uomini del Soccorso alpino di Solda di essere in buone condizioni ed equipaggiati per affrontare un bivacco all’aperto con temperature sottozero. Non sono però stati in grado di indicare con esattezza il luogo dove si sarebbero riparati.

I soccorsi

Nella notte le squadre del soccorso alpino locale, a cui si sono aggiunte quelle di Silandro e gli uomini della guardia di finanza, sono salite in quota a piedi, per cercare e recuperare gli ultimi due scialpinisti alle prime luci del giorno. Pronti a rialzarsi in volo anche i due elicotteri del soccorso alpino, il Pelikan 1 e il Pelikan 3, dotati del verricello che consente il recupero senza doversi appoggiare sul ghiacciaio. Il meteo, che in quota ancora prevede neve e forti raffiche di Foehn, sarà decisivo per rapidità ed efficacia dei soccorsi. La valanga sotto Cima Vertana si è staccata lungo una via classica dell’escursionismo sia estivo che invernale, sul lato opposto della valle rispetto a Ortles e Gran Zebrù.

Le due cordate di scialpinisti

Le due cordate erano partite da Solda, a quota 1900 metri, e sarebbero dovute arrivare in vetta dopo un dislivello di oltre 1700 metri. Una salita lunga e faticosa, visto che in questo periodo la cabinovia del Pilastro è chiusa, ma tecnicamente non difficile. Qualcosa però non deve essere andato come dovrebbe: meno di due ore prima del buio gli scialpinisti erano ancora impegnati nella salita a circa un’ora dalla cima. In questi giorni, sotto quota 2600 metri, la scarsità di neve non permette di rientrare rapidamente a valle con gli sci e la discesa a piedi richiede tempo e buona visibilità. A tradire le vittime potrebbero aver contribuito una partenza ritardata o un’ascesa rallentata dal maltempo.

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